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Catena di SanLibero n. 181

2 giugno 2003 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


Giustizia 1. Tre anni fa Ian Cazacu, un operaio rumeno emigrato in
Italia, venne bruciato vivo con una bottiglia di benzina dal datore di
lavoro cui aveva chiesto di essere regolarizzato. L'assassino, un
imprenditore di Gallarate, venne condannato per omicidio; l'appello
confermo' la condanna. La vedova, Nicoleta Cazacu, qualche tempo dopo
chiese un permesso di soggiorno per le due figlie studentesse, 19 e 21
anni. Ma la legge in questi casi richiede la disponibilita' di 100 euri
al giorno; le ragazze Cazacu, figlie di un onesto operaio e non di un
boss mafioso, non hanno tanto denaro. Permesso negato. Neanche alla
signora Cazacu e' stato dato un permesso di soggiorno definitivo: solo
uno provvisorio rinnovato di anno in anno. Non le e' stato versato
neanche il risarcimento deciso dai magistrati. Alla fine, la Cassazione
ha annullato la condanna dell'assassino: rifare tutto il processo
daccapo. La vedova e le figlie cercheranno di sopravvivere fino al
giorno della sentenza, che a questo punto non arrivera' prima di altri
tre o quattro anni; e saranno sole. Gli avvocati compagni che un tempo
difendevano cause come queste (Pecorella del "Soccorso rosso", per
esempio) ormai hanno di meglio da fare. Forse ci sara' un'intervista da
qualche parte: e sara' tutto. In Italia, Ian Cazacu credeva di trovare
una lavoro onesto. Sua moglie, semplicemente un po' di giustizia. E'
andata male a tutt'e due.

Giustizia 2. La settimana scorsa ho subito, senza accorgermene, una
censura da parte di me stesso. La sentenza che libera il "pentito" Enzo
Brusca, assassino di un bambino di undici anni, l'avevo si' segnata nei
miei appunti; ma fra il notes e il file, freudianamente, s'e' perduta.
I giudici di Palermo non possono sbagliare, ha detto il commissario
politico che anch'io, come tutti, ho in qualche retrobottega del
cervello. E invece possono sbagliare anche loro, e in questo caso
l'hanno fatto.

Giustizia 3. Previti, Dell'Utri e il signor B. hanno semplicemente i
soldi per tirare in lungo la causa pagandosi i migliori avvocati, e
anche i migliori articoli sui giornali. C'entrera' pure la politica, ma
prima di tutto c'entra avere o non avere i soldi. Che poi si riduce a
questo, la politica, in realta'. Merito dei tre imputati averlo detto
chiaro e forte, facendoci su anche en passant un governo.

Antimafia. Per ragioni di salute, Toto' Riina non ha potuto partecipare
all'ultima riunione della Commissione antimafia. Carlo Taormina invece
stava benissimo ed ha partecipato.

Campionato. Una sinistra un po' piu' pimpante e meno litigiosa (visto
che i girotondi servono a qualcosa?) ha vinto la principale partita in
calendario, quella di Roma: se ce la fa a riproporre lo stesso modulo
anche in campionato, l'anno prossimo il patron del Milan non vince
coppe ma torna in serie B. In Veneto, la destra vince e incattivisce,
con le componenti piu' estreme determinanti: ahime', una percentuale di
razzismo ormai e' entrata nel Dna dei veneti (come il clientelismo per
i siciliani o la mortadella per i bolognesi) e non sara' tanto facile
curarla. In Sicilia... in Sicilia, la solita catastrofe siciliana: da
studiare attentamente, prima che diventi nazionale.
Il centrosinistra, a Palermo, aveva presentato - per lotte di potere
interne - un ex sindacalista venduto, che naturalmente e' stato
trombato. I capi del centrosinistra siciliano adesso si giustificano
col fatto che la trombatura precedente era stata ancora piu' selvaggia,
e che tutto sommato s'e' guadagnato. A Catania il candidato era onesto,
ma la lotta agli intrallazzi locali - anche "di sinistra" - largamente
incompleta: catastrofe anche per lui, con qualche migliaio di schede
bianche o nulle. Alle ultime politiche avevano candidato Cecchi Gori,
che nel giro di un mese riusci' a farsi non solo trombare, ma anche
incriminare per sospetto voto di scambio mafioso. Se fossimo in
Giappone, a questo punto si esigerebbe da loro un karakiri collettivo;
siccome (in questo caso, purtroppo) siamo in Italia, potrebbe bastare
che si dimettano dalle rispettive cariche (Ds, Rifondazione, Margherita
e tutto), e soprattutto che non mettano mano alle prossime elezioni,
che in mano loro finirebbero in un'altra catastrofe, la terza.
Speriamo che sia l'ultima volta, l'ultima catastrofe siciliana; che la
sinistra torni a riscoprire la democrazia e ad essere coerentemente
antimafiosa (l'antimafia, fra le altre cose, vinceva). Fra l'altro, da
molte citta' arriva un segnale molto allarmante: il primo partito non
e' piu' Forza Italia, ma la vecchia Democrazia cristiana, che adesso
la' si chiama Udc. Ora, Berlusconi e' un fenomeno passeggero, come la
peronospora o le cavallette, e se si sopravvive al suo passaggio prima
o poi si puo' tornare a ricoltivare; ma la democrazia cristiana, in
Sicilia almeno, ha radici inestricabili e profonde e se s'installa di
nuovo nessuno la estirpa piu'.
Sono troppo incazzato, dite? Non avete sentito i fascisti, stretti fra
Bossi da una parte e la nuova Dc dall'altra, con Berlusconi che rompe e
Fini che sospira "e io pago". Sono molto piu' incazzati di me,
credetemi: ne vedremo delle belle.

Informazione 1. Milano. Licenziato in tronco, su pressioni del governo
americano, il direttore della principale tv del paese, AL Jazeera.
Mohamed Jassem, considerato filo-iraqeno dagli americani (un suo
redattore, Tarek Ajub, era stato assassinato a freddo dalle truppe
americane ad aprile) e troppo filo-americano dagli iraqeni (che avevano
espulso la sua troupe) e' stato sostituito da un direttore piu' vicino
agli americani.

Informazione 2. Al Qatar. Licenziato in tronco, su pressioni del
governo italiano, il direttore del principale quotidiano del paese, il
Corriere della Sera. Ferruccio De Bortoli, considerato inadeguato alla
gestione di una difficile e decisiva campagna elettorale come quella
che si prospetta per l'anno venturo, e' stato sostituito da un
direttore piu' vicino a Berlusconi.

Borghesia. L'euro continua a bastonare il dollaro: in poco piu' di un
anno, l'ha superato di quasi il venti per cento. Non e' un fenomeno del
tutto innocente: sulla crisi del dollaro pesano probabilmente anche i
movimenti speculativi di parte della finanza americana, interessata a
un dollaro debole per motivi suoi. Il governo americano non sembra in
grado di contrastarli, e anche il tradizionale volano delle spese
militari (che permise a Roosevelt di superare la crisi degli anni
Trenta) e' ormai gestito da privati e non da una qualsiasi autorita'
governativa. La pubblica amministrazione, laggiu', ha ormai abbandonato
l'economia limitandosi a gestire l'ordine pubblico interno e esterno.
"Lo stato borghese si abbatte e non si cambia": in America, dello stato
borghese sono rimasti solo gli sceriffi e i generali. Tutto il resto
viene gestito direttamente dai consigli di amministrazione: scuole,
salute, internet, giustizia, modelli culturali, economia. La
privatizzazione delle funzioni pubbliche: cioe' in buona sostanza il
ritorno allo status quo ante, prima dello stato e prima della
borghesia. E' il modello del tardo feudalesimo, con una dozzina di
grandi potentati privati in equilibrio fra loro - ciascuno di essi
autosufficiente come uno stato - e al centro un re taumaturgo ma
debole, buono solo a reprimere i contadini e a bandire le crociate.
Piu' ricco un duca, meno ricco un altro; ma poveri in generale i
cittadini, e poverissimo lo stato. Debito pubblico pesante, e debito
privato medio dei cittadini di gran lunga piu' alto che in ogni altro
paese civile. L'economia feudale tento' in varie maniere di
razionalizzarsi: il mercantilismo, Colbert, Law, i vari tipi di
protezionismo. Fallirono tutti, perche' il problema era di fondo: uno
stato feudale (o neo-feudale) non e' economicamente sostenibile, puo'
solo procrastinare la crisi usando la propria (costosa) forza militare.
L'Europa ha cio' che l'America comincia a non avere piu', e cioe' una
borghesia. Non basta una bottega, o una multinazionale, a fare un
borghese. Ci vuole anche una cultura comune, un sistema di garanzie
pubbliche, in altre parole uno stato. Sul piano economico, questa e' la
carta in piu' dell'Europa: dei singoli staterelli gia' ora, dello stato
europeo fra dieci anni. La gara e' impari, e i potentati americani lo
sanno. Per questo si affaccendano tanto a lucidare lance e spadoni,
sperando di salvare, se non un interesse nazionale collettivo (che
percepiscono sempre meno via via che la crisi incalza) almeno i tanti
piccoli interessi neo-feudali che ne vanno prendendo il posto.
Percio' ci saranno altre guerre, e non per motivi ambiziosi: per
risolvere i problemi di quella corporation, o per vincere
quell'elezione in pericolo, o per dare un po' d'ossigeno ai sondaggi.
Facevano le crociate semplicemente perche' non avevano piu' un fiorino
in cassa e i banchieri gli rifiutavano credito se non li vedevano a
cavallo con la lancia in resta.

Economia. E due. Dopo la Fiat, se ne va anche la Olivetti, ingoiata dal
gruppo Telecom di Marco Tronchetti Provera. Il vecchio fondatore della
Olivetti aveva fondato un movimento ("Comunita'") per migliorare le
condizioni degli operai e produceva macchine da scrivere e computer (i
primi mai realizzati). Il nuovo padrone quando gli parlano di operai
sghignazza (da lui si usano i cococo) e produce giocattoli a forma di
telefonino. In compenso s'e' assegnato uno stipendio di mezzo milione
(di euri) al mese.

Memoria. Tagliati dal governo fondi all'Istituto nazionale per la
storia del movimento di Liberazione in Italia.

Musica. Flop dell'ultimo cd di Madonna, "American Life": a meta' del
disco la cantante, trasgressiva ma ligia ai padroni, si metteva a
sbraitare contro i giovinastri che duplicano "illegalmente" i cd. Il
pubblico non ha gradito. Le major non sanno piu' cosa fare: fra un paio
di mesi la Disney mettera' sul mercato dei dvd che (grazie a un
composto chimico) si autodistruggono entro 48 ore. Questo per non farli
copiare a chi li prende in affitto.

Americhe. Il nuovo presidente dell'Argentina, Nestor Kirchner, annuncia
accordi economici col Brasile per dare vita, sull'esempio dell'euro, ad
una moneta unica nei due paesi. La dipendenza dal dollaro ha avuto
conseguenze catastrofiche in Argentina.

Iraq. "Tutte le armi debbono essere consegnate al comando militare piu'
vicino. Gravi pene per i trasgressori". Con questo "achtung" affisso su
tutti i muri del paese e ripetuto da tutte le emittenti civili e
militari, i comandi americani sperano di pervenire al disarmo della
popolazione. Il disarmo e' tuttavia previsto solo per la componente
sciita della popolazione, non per i curdi su cui invece gli occupanti
puntano in funzione antisciita. Non sembra comunque che l'operazione
abbia avuto grandi risultati, a parte quello di irritare ulteriormente
l'ex alleato turco, assolutamente ostile ai curdi e di riflesso anche
agli americani.

Cronaca. Roma. Un gruppo di fuorisede della Terza universita',
all'Ostiense, ha organizzato una festa talmente benriuscita (musica e
marijuana di qualita' decisamente superiore) che a un certo punto la
porta e' rimasta aperta: "Facciamo entrare chi vuole!". Sono entrati un
paio di carabinieri in borghese, che hanno dato un'occhiata in giro e
si sono portati via tutti, per droga.

Cronaca. Ivrea. Scacciati dal palazzo due cani che abbaiavano: sentenza
del tribunale. "Davano troppo fastidio. Finalmente!" hanno detto i
cinque condomini che si erano rivolti alla giustizia per ottenere lo
sfratto dei due abbaiatori. Speriamo che non faccia precedente...

Cronaca. New York. Sfrattati dalle caserme (sei hanno chiuso i battenti
da un momento all'altro) gran parte dei mitici pompieri di New York.
"Risparmiamo sei milioni all'anno" ha detto il sindaco, un antipatico
pelato padrone di televisioni che si'e' fatto eleggere con una
martellante campagna via tv. I pompieri hanno manifestato in piazza
contro il sindaco: venti arresti.

stefano wrote:
< "Noi giornalisti (saremo un centinaio i giornalisti in tutt'Italia,
in questo momento) facciamo la nostra parte ma voi, cittadini-lettori,
fate la vostra...". Grazie. Speriamo che siano in tanti a capire: ogni
giorno sbatto contro un un muro di qualunquismo per il quale tutto
quello che succede non dipende mai dalle scelte (o dalle non-scelte) di
ognuno di noi, ma sempre dagli altri. demandare e' diventato uno sport
nazionale, c'e' sempre qualcun altro che deve pensarci: la scuola, lo
stato, la chiesa, i giornali, la televisione e quant'altro. Grazie
invece a te, che con il tuo lavoro mi metti in condizione di aggiungere
informazioni e poter decidere da solo >

Cieli wrote:
< Caro Giornalista, sono una novizia di questo sito nel senso che ne
sono venuta a conoscenza grazie al mio compagno. Ma lasciamo perdere le
presentazioni. Voglio ringraziarti perche' finalmente si legge qualcosa
che non sa di contaminato o di alterato, maneggiato o censurato. Io ho
sempre pensato che le idee siano la nostra vera ricchezza e quindi ti
prego di non mollare mai e continuare nel tuo lavoro, finche' ti sara'
possibile >

Johnny wrote:
< Solo due righe per manifestare solidarieta' con chi scrive quello che
pensa, senza leccare i piedi a chi vorrebbe fare di questo mondo un
megamercato di schiavi -consumatori-idioti-basta -che-paghino-tutto,
anche l'aria... Non ce la faranno, ci sara' sempre chi si ribella, i
risultati delle elezioni di ora parlano chiaro, pace e liberta' sono
diritti di tutti, non dimentichiamo che se siamo qui' oggi e' grazie ai
partigiani, non ai governi! Il mondo cambia, la lotta resta! >

p.iacopino@libero.it wrote:
< Gentilissimo dott. Valentini, conosco il mittente del messaggio, che
qui di seguito le ritrasmetto, soltanto attraverso i suoi messaggi, ma,
essendo io lettore di Repubblica e de l'Espresso da una vita, conosco
molto meglio Lei. Non so se e quanto ci sia di vero in cio' che il sig.
riccardo dice di Aei: ma condivido dall'"a" alla "z" tutto il resto.
Anche a me, infatti, la lettura di quel suo articolo "antispam"
pubblicato da "La Repubblica", alcune settimane fa, aveva fatto una
sgradevole impressione... >

umberto wrote:
< Sono rimasto un po' deluso di non avere avuto una risposta chiara con
citazione a fronte. Mi sono sentito autorizzato a leggere la tua
risposta nel riferimento al ghetto di varsavia. Due cose. La prima e'
che l'ebraismo non prevede una trasmissione delle sue conoscenze e
delle sue esperienze in esclusiva per gli ebrei. La seconda e' che non
sono stati gli israeliani a costringere i palestinesi nei ghetti che
solo un certo massimalismo ti consente di chiamare ghetti. Fermo
restando che continuo a trovare offensivo il paragone
nazisti/israeliani >
* * *
Non ho mai paragonato gli israeliani ai nazisti. Mi sembrano piu' che
altro boeri, dell'epoca dell'apartheid. Se la parola ghetti non va
bene, non so che dire: vogliamo chiamarli bantustan? Siamo sempre la'.
Con l'aggravante che i boeri, per comportarsi come facevano, non
dovevano rinnegare tremila anni di spirito di giustizia e di umanita'.

Dino wrote:
< Elezioni. Che si fa? Io voto. Tantissimi miei amici (specie fra
quelli dei centri sociali) invece dicono di non voler votare, punto. Io
faccio di tutto per convincerli. Perche' non provi a farlo anche tu? Il
centrosinistra ha una percentuale di schifosita' molto elevata, che va
dai personaggi alla Velardi, fino alle delusioni viventi come Bianco e
D'Alema, dai compagni Dini, Mastella, Intini e Pisicchio ai
berlusconiani capovolti alla Caldarola e Turco. Pero'. Pero' c'e' un
pero' quanto una casa! Nessuno dei suddetti si sognerebbe mai di dire
che la magistratura e' golpista, che la costituzione e' sovietica, e
cosi' via. Ogni voto dato al centrosinistra (a questa merda di
centrosinistra) e' un "NO!" secco a questa orrenda persona ed ai suoi
sgherri che stanno cercando di rendere questo paese una dittatura del
rincoglionimento. Io la penso cosi' e sono curioso di sapere come la
pensi tu e gli altri incatenati >

boulevard@katamail.com wrote:
< ciao r. forse mi e' sfuggito pero' gradirei un tuo commento sulla
candidatura di c. fava e sul richiamo ai Siciliani sulla sua pagina
web. grazie giancarlo >

AntonellaConsoli libera@libera.it > wrote:

< Ce ne scappammo all'alba
come due assassini
ma di morto c'era solo la mia speranza.
Guardare il cielo senza sapere
quando le nostre ali saranno nel mirino
quando vorrai tornare sullo scoglio
- uno di noi a caso - quando sara' tempesta
quando potra' volare >

* * *

Immagini

< La tua foto sul mio vecchio comodino
silenziosa mi cinge d'amore
la mia foto vicino al tuo letto
ti guarda e ride, timida
speranza - insieme >

* * *

Noi che ci guardiamo

< Noi che ci guardiamo
immobili da gatti
aspettando il passo falso
abbiamo sempre saputo
chi e' il piu' forte a correre >

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