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Catena di SanLibero n. 173

7 aprile 2003 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


"L'America e' una cosa troppo seria per lasciarla fare agli americani"
(Clemenceau?).

Le guerre si vincono con la politica (chi pero' ne e' capace) oppure
con la guerra. La guerra si fa per ammazzare i nemici. Ci sono altri
obiettivi minori - non commettere stragi, mantenere autostima, non
imbestiarsi - ma sono appunto, minori: se si puo', bene e se no
pazienza.
All'inizio pensavano di farcela con la politica, che per loro e' una
faccenda piu' che altro di bei discorsi. Bombardamenti mirati,
proclami, dotte analisi e poche truppe. Non ha funzionato e allora,
naturalmente e senza scosse, sono passati alla guerra. Bombardamenti a
tappeto per ammorbidire, e fanteria avanti. La fanteria, a questo
punto, era poca e dunque tanto piu' indotta a sparare subito su
qualsiasi cosa; tutto cio' che non e' amico e' cosa. Avendo fallito i
politici, la parola e' passata non ai militari, che di solito non sono
cattiva gente, ma all'istinto di sopravvvivenza dei militari, che e'
una cosa orrenda. Nessuno governa piu' niente, a questo punto, e
nessuno d'altra parte ha mai governato una guerra: ne' Hitler ne'
Napoleone ne' ovviamente Bush.
Alcuni pretendono che il pianeta terrestre in realta' sia una forma di
vita, conscia di se' (la teoria di Gaia). Forse possiamo considerare
"viva" anche la guerra, ormai libera da chi le ha aperto la porta. Una
di quelle entita' della vecchia fantascienza, in giro per la galassia a
divorare energia; o una presenza invisibile, rettilesca, di cui ci
rimbombano gli ansiti in qualche luogo profondo.
* * *
< Disposizione per l'attacco alla posizione nemica dietro Kobelnitz e
Sokolnitz, 20 novembre: "Da der Feind mit seinem linken Flügel an die
mit Wald bedeckten Berge lehnt und sich mit seinem rechten Flugel langs
Kobelnitz und Sokolnitz hinter die dort befindliche Teiche zieht, wir
im Gegenteil mit unserem linken Flügel seinen rechten sehr debordieren,
so ist es vorteilhaft letzteren Flügel des Feindes zu attakieren..."
"Die erste Kolonne marschirt... die zweite Kolonne marschirt... die
dritte Kolonne marschirt...". E cosi' via. I generali sembravano
ascoltare di malavoglia le difficili "disposizioni" >
* * *
Quali sono state le conseguenze della prima guerra mondiale? Imperi
sono crollati, altri ne sono sorti, sulla carta del mondo le linee si
accavallavano come cicatrici. Ma la conseguenza piu' grande e' stata
che a mio nonno - come a tutti gli altri ragazzi d'Europa - nella sua
adolescenza, invece della quinta declinazione e della pallavolo, e'
stato insegnato che quando si pugnala un uomo al collo bisogna rigirare
il coltello, per far maggior ferita; e quando invece allo stomaco,
allora conviene che il colpo sia dritto e svelto in modo da poter
ritirare l'arma senza che s'impigli nelle viscere altrui. Tutti i mali
d'Europa derivano da allora, da quella ferina normalita' che
improvvisamente fu accettata dalle persone normali: non sconfitta
politica, ma regressione animale. La politica infatti non consiste
tanto nel fare scelte giuste, quanto nel farle comunque a un livello
umano e non bestiale. In questi giorni ascolto spesso - io che non so
il tedesco - un discorso di Hitler del '39: tono, pause, accenti, tutto
e' animale; come il susseguente bramito della folla; eppure tutti
costoro, e lo stesso Hitler, erano tutti figli di un mondo razionale.
* * *
Denti scoperti e ringhi ammonitori, musi contratti, brontolii del
branco: a questo, in realta' abbiamo assistito in queste settimane.
Non e' piu' l'Iraq, e neppure l'America, e forse neanche solo l'impero.
Qualcosa di molto antico sta risorgendo dai primordi dell'evoluzione.
Politicamente, dobbiamo ragionare come non abbiamo mai ragionato,
lucidi e pronti, commisurare con precisione e tenacia una difesa umana
a ogni singolo attacco disumano. Attivismo europeo, via le basi, Onu,
cattolici e progressisti, unita' per la pace: cerchiamo disperatamente
di recuperare dall'esperienza politica, nell'ora della barbarie, tutto
cio' che puo' aiutare; agli dei unni e gotici opponiamo, ora come in
altri secoli, la nostra antica dea europea, la Ragione.
Ma, contemporaneamente, un panico, un orrore tolstoiano, sentendo con
tutto se stessi l'ansare della bestia che dalle sue grotte oscure -
senza volerlo fino in fondo, senza saperlo nemmeno - i signori del
mondo hanno liberato.

Ulivo. Abolire il debito estero, subito, tutto e ora. Noi siamo
debitori dell'Etiopia dal '36. Quantifichiamo questo debito, decidiamo
quanto ogni italiano debba ad ogni etiope; e ad ogni congolese ogni
belga, a ogni algerino ogni francese; rimettiamo la contabilita' sui
suoi piedi.
Creiamo un esercito europeo; non per combattere, ma perche' pesi;
dichiariamo solennemente che questa forza armata - che in tre anni puo'
essere la seconda del mondo - e' a disposizione, in qualsiasi momento e
sotto qualsiasi comando essa ordini, della legittima autorita' del
pianeta, le Nazioni Unite.
Creiamo un Peace Corps europeo, un servizio civile ad alta mobilita'
pronto ad affrontare qualsiasi emergenza civile - sanitaria,
alimentare, di profughi, d'informazione - nel Terzo mondo; non lasciamo
mai piu' soli i dottor Schweitzer, i Carlo Urbani, le suor Teresa, i
Gino Strada. Chiediamo ai giovani europei quanti di loro sarebbero
disposti a servire, per un anno della loro vita, in un "esercito"
siffatto: i siciliani in Scozia, gl'irlandesi in Toscana, mescolando
nell'Europa comune citta' e regioni, imparando a soccorrere i popoli e
tenendosi pronti a farlo in ogni momento.
Creiamo una politica attiva, e non solo una protesta, europea. Tutto va
troppo in fretta per darci il tempo di protestare.

Cuius regio eius religio. "Devo rispondere a una chiamata dall'alto,
dio ci protegge". "In nome di dio, scatenate la guerra santa".

Riciclata. "America. Un presidente proclamato da un ufficio presieduto
da suo fratello, votato da meno di meta' degli elettori, in un'elezione
a cui ha partecipato meno di meta' dei cittadini, fra poco verra' a
bombardare qualcuno per insegnargli la democrazia" (l'ho scritta a
dicembre del duemila, e questa e' gia' la terza volta che mi viene
buona).

Avvertimento. L'amministrazione degli Stati Uniti ha formalmente (e
riservatamente) comunicato ai rappresentanti di vari paesi dell'Onu che
il semplice appoggio ad una convocazione dell'Assemblea Generale per
discutere della guerra sara' considerato "poco utile e diretto contro
gli Stati Uniti". Il documento e' stato reso pubblico da Greenpeace.

bookmark: http://nowar.greenpeace.org/images/scan1_lg.gif
info: fabiocchi@inwind.it


Interpellanza. "Al Ministro delle Comunicazioni. Premesso: Che il Tg3
e' regredito ai tempi in cui inneggiava al pacifismo brezneviano; Che
nel paese dilaga una nuova forma di totalitarismo pacifista che si
nutre di menzogne; Che in questo quadro di fanatismo ideologico il Tg3
ha trasmesso un comizio della giornalista Giovanna Botteri sulle
presunte atrocita' americane a Baghdad; Che i direttori delle testate
Rai hanno selezionato un corpo di inviati che quotidianamente
trasformano l'informazione Rai in un megafono di propaganda saddamista;
Che la sinistra e' giunta al punto di fiancheggiare il nazismo islamico
essendo rimasta orfana del sistema sovietico; Si chiede di conoscere se
esista nel contratto di servizio una delega in bianco a molti vertici
Rai per garantire spazi sempre piu' consistenti all'opera di
disinformazione attuata da giornalisti che simpatizzano per il regime
di Saddam. Firmato: senatore N."

America 1. "E' un dovere disobbedire alle leggi nazionali se a
rispettarle si commette un crimine contro l'umanita'". Tre suore
rischiano trent'anni di carcere per aver "violato la sicurezza
nazionale" introducendosi in un'area militare (con forbici da giardino
per tagliare le recinzioni) e prendendo a martellate un silos
contenente armi.

America 2. Circa trentacinquemila appartenenti al Corpo dei Marines
degli Stati Uniti (per lo piu' portoricani e ispanici) non sono ancora
in possesso della cittadinanza americana.

America 3. Un governatore e ventitre' ministri, tutti americani, pronti
a governare l'Iraq libero quando finalmente si decidera' a farsi
liberare.

Cronaca. Roma. Occupato da una ventina di gladiatori l'Anfiteatro
Flavio: i dimostranti, deposte spade e armature, hanno rivendicato
migliori condizioni di lavoro e soprattutto il libero accesso al
Colosseo, ultimamente negato. Un altro gruppo di gladiatori, piu'
moderati, ha invece avviato una trattativa con la Sovraintendenza
archeologica per essere riammesso a lavorare nella zona.

Cronaca. Roma. Denunciato per lesioni un trentunenne professionista
romano che, dopo un incontro con un giovane transessuale colombiano,
l'aveva aggredito e picchiato. "Non m'era piaciuto e rivolevo i miei
soldi indietro".

Cronaca. Roma. In via Cavour, scippatore in fuga fermato da un palo
della luce incocciato mentre correva guardandosi alle spalle. Lievi
lesioni, arrestato. A Primavalle, topo d'appartamento in preda al
panico si getta dal terrazzo ma cade male. Distorsione a una caviglia,
arrestato. L'onorevole Previti sta bene.

Paolo wrote:
< Caro Riccardo, ti segnalo ("Sono italiani e inglesi, stavolta, gli
inviati di guerra piu' liberi...") che il giornalista che con le sue
inchieste ha obbligato alle dimissioni il consigliere alla difesa
Richard Perle e ha svelato il conflitto in corso tra Rumsfeld e i suoi
generali e' statunitense e si chiama Seymour Hersh. Scrive per il New
Yorker e fu anche il primo a svelare il massacro di My Lai in Vietnam
ad opera delle truppe americane. Non tutta l'informazione statunitense
si e' imbavagliata >

Raffaello wrote:
< Mi meraviglia il tuo stupore per il comportamento di Lucia
Annunziata. Non so a quando risalgano i tuoi ricordi di lei come
giornalista brava ed attendibile, probabilmente a quando Liguori
militava in Lotta Continua e Ferrara giocava con Togliatti. Le persone
cambiano, generalmente in peggio, purtroppo >

Teresa wrote:
< Carissimo, io ricordo un'Annunziata che delirava sui sandinisti,
facendo i suoi servizi da New York e al seguito dell'esercito americano
in Salvador. Il suo essere "compagna" proprio non lo ricordo... anzi
ricordo la rabbia al manifesto per questa scrittura meta' inventata
meta' al servizio del potere. Per questo se ne ando' (o fu cacciata?)
dal manifesto >

F.C. wrote:
< Caro R., e la candidatura Cocilovo? Che ne dici? >
* * *
Questo Cocilovo sarebbe un vecchio marpione dc, gia' braccio destro di
un discusso esponente regionale, che l'Ulivo chissa' perche' candida
alla presidenza della provincia di Palermo, per cui si vota a maggio.
Non ne dico e non ne penso niente, perche' purtroppo ci sono altre cose
a cui pensare, e la Palermo di Cocilovo e dintorni e' ben diversa dalla
Palermo di cui tanti anni fa facemmo la capitale della liberta'. Non
sono neanche sicuro che meriti le 514 battute spazi inclusi che qui le
abbiamo, controvoglia, dedicato.

Giuseppe wrote:
< "I santi della Sicilia sono: Sant'Agata, Santa Rosalia...". Il vero
problema della Sicilia e' che per troppo tempo tra i suoi santi ci sono
stati i Santapaola e tutta la loro risma >

Gaia wrote:
< Ciao, ho ricevuto un tuo scritto da un amico. Sono una cooperante che
sta lavorando in Nicaragua e mi piacerebbe ricevere i tuoi pezzi, per
non dover solo sorbirmi la solita Cnn, ma anche la delusione
dell'allineamento della mitica Bbc. Una voce indipendente, che faccia
analisi, magari anche visionarie, con un'ottica diversa mi interessa.
Ti diro' la verita', di super analisi in questi giorni sono un po'
stufa. Assisto un po' intontita allo show, come se fosse la riedizione
di guerre stellari o l'ultimo lancio dell'ennesino pulp alla Hollywood.
Mi sento un'altra partecipante di un risiko gigante, che ha anche la
sfortuna di trovarsi a tifare. La sensazione non mi piace, e mi
risveglio solo di fronte agli occhi impauriti dei quattro catturati o
della gente che si sbrana per un pacchetto di cibo. Mi sento
intrappolata, gioco con le mie pedine, ma al loro risiko, e mi
dimentico che il prossimo soldatino che ho fra le mani ha un nome,
uomo, ed e' morto. Ma con un mondo che va al rovescio, come si dice
qui, hay que luchar... quindi avanti, con quello che abbiamo! Ti mando
un saluto. Gaia >

jacopoleone wrote:
< basta con le vostre cazzate comuniste... usate il cervello... >

matteo wrote:
< "Che succede se il petrolio diventa *troppo* caro?". Hai mai sentito
parlare dell'IDROGENO? Una volta le rivoluzioni le facevano le
ideologie. Ora direi di recuperare le rivoluzioni scientifiche >

Archiloco arkl@oplis.el >wrote:

< In questi tempi di sventura, amico,
che c'e' da festeggiare? Che allegria
puo' esserci in citta'? Troppo cari
i nostri amici morti la' nel mare.
Come pesano i cuori! Ma gli dei
danno una cura ai mali, ed e' il coraggio.
La sorte mena colpi tutt'in giro:
noi, ci ha ferito a sangue, ma domani
chissa' chi colpira'. Sopportiamo
con forza tutto: e' delle donne, il pianto. >

* * *

< Son gli dei che comandano: chi giace
vinto dai mali giu' per terra, a volte
lo ritirano su, altre lo spezzano,
o trascinano giu' chi stava in piedi.
Molti mali da qui, che' spesso l'uomo
solo per sopravvivere esce matto. >

* * *

< ll nostro bue, forte, amico, fiero,
che lavora per due, mai scoraggiato. >

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