Catena di Sanlibero

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Catena di SanLibero n. 155

2 dicembre 2002 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


Atei e cristiani. Esisteva una volta in Russia un'associazione, il cui
scopo era d'informare la popolazione del fatto che dio non esiste, la
chiesa e' un'impostura e i preti tutti imbroglioni. Chiusa per i noti
eventi la sede a Mosca, la societa' s'e' trasferita a Roma, in
Vaticano. Ne fanno parte nomi prestigiosi: dopo il compianto presidente
Marcinkus, personalita' come Baget-Bozzo a Genova, il cardinale di
Bologna Biffi, quello di Napoli Giordano e altri ancora si sono
dedicati a dirigere la benemerita associazione. La tecnica e' elementare: infiltrarsi in organismo ecclesiastico, possibilmente
d'alto bordo, e poi andare a puttane, banchettare coi mafiosi, armare
sante crociate, fare prestiti a usura. Cosi' il fedele scappa e si da'
al libero pensiero.
Tutto questo per dire che e' stato licenziato in tronco, dalla modesta
parrocchia che occupava, il prete don Vitaliano: che difendeva i
poveri, viveva poveramente, parlava alla fra' Cristoforo e insomma si
comportava in tutto come uno di quei fanatici palestinesi, nemici
dell'imperatore e dell'impero, che la polizia imperiale definisce
"cristiani".
Don Mazzolari, don Bianchi, don Mazzi, don Milani... Ed ecco che un
altro nome si aggiunge alla lista dei preti sputati via dalla chiesa
perche' erano troppi cristiani. La gente ricorda quei nomi, adesso che
sono passati tanti anni, con la venerazione affettuosa che si tributava
un tempo ai santi, quando a scegliersi i santi era il popolo e non una
burocrazia multinazionale.
Riuscira' don Vitaliano a non perdere la testa, a non insuperbire di
fronte a questo pubblico elogio che la chiesa gli fa (come ha fatto
agli altri) perseguitandolo? Egli e' cristiano e dunque sa bene qual e'
il segno dell'elezione. Se fossi cristiano anch'io... Ma grazie a dio
non lo sono: e dunque lo invito semplicemente a piantarla con queste
bubbole del vangelo e di mettersi a fare il mafioso o l'usuraio pure
lui. Cosi' lui diventa cardinale, la gente lascia la chiesa e tutti
sono contenti, noi atei i primi.

Atmosfera 1. Messaggio intimidatorio a Giovanni Impastato, fratello di
Peppino Impastato, il compagno di Dp ucciso del maggio '78 da Cosa
Nostra. Ignoti hanno imbrattato il bar-tabacchi di di Impastato, a
Cinisi, con vernice rossa che colava a terra in una specie di pozza di
sangue. ''Sembrava un lago di sangue - ha spiegato Impastato. Quasi un
presagio di morte. E' stato terribile. Se n'e' accorta mia moglie,
perche' io ero a Senigallia per "I cento passi". Sembrava sangue che
gocciolava a terra''. Giovanni Impastato crede che l'intimidazione
possa essere legata "alle recenti sentenze di condanna, l'ultima delle
quali per il processo Pecorelli", che vedono tra i condannati *anche*
il boss mafioso Tano Badalamenti.

Bookmark: http://www.censurati.it


Atmosfera 2. Sospeso per la legge Cirami, in attesa della Cassazione,
il processo a un bosniaco accusato di avere ucciso una imprenditrice di
Belluno. L'avvocato ha sostenuto che poiche' in citta' la gente sembra
aspettarsi una condanna il processo non si puo' fare a Belluno.
L'avvocato se l'e' presa in particolare coi familiari della vittima,
accusati di aver "polemizzato" e dunque di aver contribuito a creare un
clima processuale non buono. La polemica consisteva nel fatto che i
familiari hanno dichiarato pubblicamente che il presunto omicida era
stato denunciato 17 volte, senza conseguenze, prima dell'omicidio.

Informazione 1. Il migliore commento che ho trovato finora sul processo
Andreotti: "Uno puo' pensare cio' che vuole sulla condanna di Andreotti
per omicidio. Pero', per farsi un'opinione, deve avere degli elementi.
Al terzo giorno di servizi sulla vicenda, i commenti continuano a
irridere la Corte d'Assise di Perugia che avrebbe condannato il
mandante e scagionato i killer. Le cose non stanno cosi'.
Semplicemente, la Corte ha stabilito che per uno dei due uomini
indicati come presunti killer non c'erano abbastanza riscontri alle
accuse dei pentiti. Per l'altro i riscontri c'erano, solo che nel
frattempo e' stato a sua volta ammazzato, e quindi e' uscito dal
processo. Queste cose le ho sapute da uno degli avvocati di parte
civile della famiglia Pecorelli. Il quale mi ha anche spiegato quali
sono i riscontri contro Andreotti: si tratta delle dichiarazioni di due
testimoni attendibili, Chiara Zossolo e Franca Mangiavacca. Non e'
stato difficile. Ho telefonato a questo avvocato e mi ha spiegato
tutto. Ho impiegato un quarto d'ora. I miei colleghi dei Tg non hanno
ancora trovato il tempo. Speriamo domani".
* * *
La firma e' di Michele Gambino, uno dei piu' noti giornalisti
investigativi italiani (e' stato lui, una decina di anni fa, a scoprire
il caso delle false fosse comuni in Romania. Si occupa di mafia da
vent'anni). La notizia pero' non sta nel commento in se', ma nel fatto
che per trovarlo ho dovuto andare su un piccolo sito di satira e
informazione alternativa, www.pipponews.it. Sui giornali italiani,
evidentemente, per un giornalista come Gambino non c'e' piu' posto. Il
bavaglio, evidentemente, non tocca solo a Santoro.

Informazione 2. Censurata da Rai e Mediaset l'inchiesta di Antonio
Mazzeo sui retroscena mafiosi (appalti e cosche) del deragliamento di
quest'estate a Rometta in Sicilia.

Bookmark: http://www.terrelibere.it


Inflazione. Le associazioni dei consumatori calcolano per le feste di
Natale ogni famiglia italiana spendera' in media 165 euro piu'
dell'anno scorso. Prezzi e tariffe sono infatti rincarati ben oltre i
valori ufficiali. Nel frattempo, le vendite al dettaglio - secondo i
rilevamenti Istat - sono calate ai minimi storici dal 1997.

Er mejo fico der bigoncio. "La sinistra non sa scegliersi i suoi
leader. Eppure ne avrebbe uno cosi' bravo!". E' quasi due anni che su
tutti i giornali governativi si sente, a intervalli regolari, questa
solfa. Adesso al povero D'Alema gli e' toccato di vedersi lodato - per
ordini superiori - nientepopodimenoche da Roberto Gervaso, scrittore
non eccelso ma piduista col bollo. Beh, quando e' troppo e' troppo.
D'Alema e' mio e me lo insulto io.

Cronaca. Messina. "Mi davano fastidio, non facevano altro che abbaiare
in continuazione". Cosi' si e' giusticificato il tizio che l'altro
giorno, a Giardini Naxos, ha massacrato a colpi di pietra cinque
cuccioli di cane. I carabinieri l'hanno denunciato per atti contro gli
animali, ma rischia ben poco perche' la legge prevede pene ridicole. Se
qualche lettore della provincia di Messina volesse comunicarci le sue
generalita' (che gli inquirenti non hanno diffuso) le pubblicheremo
volentieri.

Cronaca. Rubati documenti d'archivio dalla sede di don Ciotti a Torino.
Svuotato da ignoti (ma tecnologicamente ferrati) ladri il computer di
Libera a Roma. L'altra settimana avevano messo le mani sul computer di
uno dei magistrati di Palermo. Cosa stanno cercando di sapere?

Cronaca. Roma. Ucciso un omosessuale, trovato strangolato con un filo
elettrico dentro casa. Con questo caso Roma conquista il primato
mondiale degli omicidi di gay.

Paolo wrote:
< Caro Riccardo, perche' non hai pubblicato questa mia lettera a
Ciampi? Gent.mo Sig. Presidente, non Le chiedo di non promulgare la
Legge cosiddetta "Cirami" poiche' ritengo di Sua esclusiva competenza
tale decisione. Il fatto che il processo venga sospeso quando
l'imputato avanza il sospetto che il giudice non sia imparziale,
significa che si presume la "colpevolezza" del giudice prima di aver
valutato la fondatezza dell'accusa formulata dall'imputato. Mi chiedo
come una simile mostruosita' giuridica possa essere costituzionale.
Grazie per l'attenzione. Distinti saluti >

Luigi wrote:
< Credo si dica trendy e non trendly ("Giapponesi") >
* * *
Si', ma quando si usano parole `mmericane come queste si diventa
automaticamente fighetti e si acquista dunque il diritto di dire
cazzate :-)

mokad@mac.com wrote:
< in riferimento suo articolo tanto per abbaiare n°47: Flaiano e' nato
a Pescara in Abruzzo quindi, e non in Sicilia. >

germanopaciocco@tiscali.it wrote:
< Ho letto sull'ultimo numero di "Tanto per abbaiare" che hai ricordato
i trent'anni dalla morte del grande Ennio Flaiano. Pero' vorrei farti
notare che Flaiano non era siciliano, bensi' abruzzese, di Pescara. Te
lo faccio notare solo perche' la mia regione, e in particolare quella
citta', deve convivere con il piu' ingombrante e scomodo spettro di
Gabriele D'Annunzio, e pochi ricordano che anche nella seconda meta'
del novecento un altro abruzzese ha dato contributi di ben altro tenore
(e secondo me di spessore ben maggiore) alla vita culturale italiana.
Non e' una questione di campanilismo, solo amor di precisione. >
* * *
Ok, ok. Di Pescara. Ora il dr Freud pero' mi deve spiegare com'e' che,
pur sapendolo abruzzese, il mio subcosciente ha sempre considerato
Flajano un siciliano doc almeno quanto Brancati.

Spot. Da venerdi' 6 a Venezia Salone dell'Editoria di pace. Un
centinaio di editori grandi e piccoli (Einaudi, Icone, Emi, Intramoenia
ecc.), tutte le riviste pacifiste ("Nigrizia", "Lo straniero",
"Adista", "Confronti", "Azione non violenta" ecc.), un sacco di
associazioni (Emergency, Pax Christi, Movimento nonviolento ecc.) e
soggetti istituzionali (Regione Campania, Forum trentino per la pace e
altri). Presenti padre Zanotelli, don Franzoni e Gianfranco Bettin.

Info: Giovanni Benzoni, 328.2517362, gbenzoni@tin.it


Spot. Mercoledi' 4 a Palermo (via Monte San Calogero 28) convegno sulle
stragi mafiose del dopoguerra in Sicilia. Argomento non accademico
visto che uno storico e' stato portato in tribunale pochi mesi fa per
aver descritto il coinvolgimento di soggetti istituzionali nella strage
di Portella delle Ginestre. Presenti il professor Casarubea (il
professore incriminato) e il giudice Ingroia di Palermo.

Il cane, che e' un cane giovane e non ha mai visto la neve, saltava
tutto allegro e si rotolava e faceva gran balzi per catturare i
fiocchi. L'albero di mimosa, il piu' aggraziato di tutti, vestiva
elegantissimo sui rami quasi nudi i merletti di neve; l'abete e i pini,
solenni come vecchi signori, se la scrollavano invece dai rami con
nonchalance. "Noi siamo alberi seri" dicevano ai loro colleghi. E la
campagna tutta chiara e i colli, piu' lontani del solito, limpidi come
in una pittura: il bianco e nero del paesaggio e la dignita' degli
abeti e la felicita' esploratrice del cane. Eppure...
Eppure, nell'identico istante, gli uccellini volavano in preda al
panico: dove sono finiti i nostri rami? Dove faremo i nidi? E, giu'
nella Citta', degli esseri umani impauriti - non tutti, ne' i piu',
certamente: ma degli esseri umani - pensavano "dove dormiro'
stanotte?".
Io contrastavo, dentro di me, fra la bellezza dei colori e il dolore
degli uccellini. Essere - fino in fondo - un essere umano significa
penetrare nell'armonia, fino in fondo, degli abeti solenni e
dell'impassibile neve; ma anche condividere visceralmente il freddo di
chi ha freddo, il dolore di chi ha dolore. E' un uomo mezzo quello che
solo armonizza o solo condivide. Non per qualche teoria; ma perche' noi
uomini siamo stati costruiti per essere cosi': amanti della bellezza;
amici degli altri esseri umani.
* * *
Tu hai di me, da qualche parte, due frammenti importanti della mia
vita. Uno, le mie poesie; l'altro, le cose che ho scritto nell'ambito
del mio mestiere, di giornalista. Ma giornalista degli uomini, non dei
potenti.
Certo :) , tu hai preferito le poesie. Anche a me piacciono di piu'.
Vedi: sono pochissime, poche decine in trent'anni; limate verso per
verso, una parola dopo l'altra, cercando e cambiando un effetto,
un'assonanza minima, un'armonia. Sei o sette volte - non di piu' - in
tutto questo tempo sono riuscito a toccare quel che volevo, a
raggiungere pienamente un colore, una nota. Eppure, per queste sei o
sette volte, mi sento gia' fortunato: anche una sola di esse sarebbe
valsa tutta la lima e tutto l'artigianato profusi; vedere un mio verso
amico a quello di Archiloco o di Anacreonte, sentire che nel medesimo
istante abbiamo percepito insieme...
I pezzi giornalistici invece sono violenti e grezzi, spesso poco
curati, a volte - accoratamente - grevi. Anch'io li rileggo ben poco
dopo che li ho licenziati. Eppure, fra le cose che ho scritto, sono
quelle a cui voglio piu' bene, quelle di cui - se scrittura e umilta'
non dovessero sempre legarsi insieme - potrei sentirmi orgoglioso.
Perche' sono parole scritte per difendere altri esseri umani, per
vivere e per lottare insieme a loro. A volte nella poverta', a volte
nella paura: ma sempre ordinatamente serrate al loro posto, senza un
passo indietro.
Il nostro autore aveva fretta, dicono senza dirlo quelle righe, o non
aveva dove dormire, oppure era troppo stanco quella sera. Pero' ci ha
convocato lo stesso, ci ha schierate, ci ha usato meglio che poteva per
difendere delle persone. Certo, gli sarebbe piaciuto di piu' scrivere -
anche quella sera - dei versi. Ma sapeva di non avere il diritto di
dedicare la scrittura alla bellezza, un giorno all'anno, se non
l'avesse usata per far qualcosa per i suoi simili, negli altri
trecentosessantaquattro giorni. E allora anche Frizzantina - la dea
ragazzina che a suo capriccio ispira, o sbeffeggia, i poeti - forse,
eccezionalmente, per un attimo gli avrebbe sorriso.
Come sorrido io, affettuosamente, quando ti sento esprimere i tuoi
propositi di scrittura. Certo: fai bene ad essere spavaldo, ne hai il
diritto: perche' hai gia' individuato - e non e' dato a tutti - il
portico da cui si diparte la via. Ma devi imparare ancora (chissa' se
l'ho imparato io stesso) che la materia del poeta non e' solo il
cristallo e l'oro ma anche il ferro e la creta e le terre umili e la
calcina. E il poeta, che ama cio' che trova in se stesso ed ha un senso
altissimo della propria umanita', anche e' colui che e' irrequieto di
rimanere solo dentro il proprio mondo sempre piu' ricco e lieto; e
cerca il se stesso negli altri, e gli altri in se'.

Teofrasto caratteri@eleuteros.el > wrote:
< Il Fascista e' uno che se al comune discutono come organizzare la
processione di Atena si alza e grida: "Pieni poteri agli
organizzatori!". Dieci bastano? "Dieci? Uno solo! Uno, ma con le
palle!". Cita con prosopopea: "Ahi serva Italia, di dolori ostello!/
Non donna di province ma bordello"; a parte questo, per lui Dante
potrebbe anche non aver scritto mai niente. "Il sindacato fa politica!
- fa spesso e volentieri - Che ne puo' capire, un operaio, di queste
cose? E' che ci vogliono scatenare contro la piazza!". Esce tutto
ravvolto nel mantello, capelli corti all'umberta, unghie manicurate,
petto in fuori: "Giudici communisti!", "Politici ladri!", "Straccioni e
miserabili, e vogliono parlare!". Ce l'ha in particolare con la tassa
per le triremi, "voluta dai communisti" per non dovere privatizzare la
marina. "La colpa e' di De Gasperi - mugugna - che ha mandato via il
re". >

From: Andrea Sciuto
Subject: il greco non lo so
ma seguendo il tuo esempio mi sono dato alle traduzioni dei frammenti
dei classici. Ecco:

Ennio collegiumhistrionum@urbe.it > wrote:

< Non datemi decoro con lacrime, nel pianto
non fate funerali. Perche'? Mi muovo in volo
degli uomini di bocca in bocca, vivo. >

< Dove le menti che finora erette
solevano posare, inflaccidite
vi si sono piegate, deficienti? >

< La fame aumenta i morsi sui nemici. >

< Per Malta
passa l'esercito romano, incendia
l'isola intera, devasta, razzia,
raccoglie tutti i beni dei nemici. >

< Sprezzante, altero, le legioni opprime. >

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