Catena di Sanlibero

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Catena di SanLibero n. 139

12 agosto 2002 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


Nobili. Chi sara' il prossimo leader della sinistra? Appoggiato da chi?
E, soprattutto, inciuciera' o fara' una politica di sinistra? Essendo
estate, non vi tormento con i pettegolezzi e i boatos sulle varie
manovre (che fa Rutelli, che fa Bianco, che fa D'Alema) che in queste
settimane rimbalzano da una villa in Costa Smeralda all'altra. Facciamo
invece un caso concreto e, siccome qui al sud fa veramente troppo
caldo, andiamocene a Milano.
A Milano, come sapete, c'e' un sindaco di centrodestra, Albertini.
Naturalmente, non e' affatto essere un peccato essere di destra: ognuno
ha le sue idee. Pero' la destra e' una cosa diversa dalla sinistra -
almeno, cosi' ci dicono alla televisione - e dunque un sindaco di
destra ammministra la citta' diversamente da uno di sinistra, e
viceversa. I cittadini, scegliendo fra l'uno e l'altro, scelgono
evidentemente due diversi modi di amministrare. Scelgono loro e per
questo diciamo che siamo in una democrazia.
Bene. A Milano, si nomina il nuovo vice city-manager. Sarebbe quel che
una volta era il vice-segretario generale; ora lo chiamano
all'americana, ma insomma e' il numero due, come potere reale, nella
macchina del Comune. Inutile dire che un comune come Milano e' una
macchina di miliardi (di euri) e che dunque non si nomina il primo che
arriva. Siccome l'amministrazione e' di destra, ci si aspetta che in
corsa per l'importante carica ci siano uno di Forza Italia, uno di An e
cosi' via. Invece, viene nominato Harald Bonura. Chi e'?
E' il braccio destro dell'ex ministro degli interni del centrosinistra,
Enzo Bianco. Che, quando era sindaco di Catania, lo nomino' city
manager del suo comune. Va bene: Bonura e' un tecnico, e dunque viaggia
tranquillamente da uno schieramento all'altro... No, non del tutto:
Bonura e' tanto schierato politicamente da essere stato candidato (per
il centrosinistra) a vicesindaco di Catania, perdendo catastroficamente
il comune.
Accidenti. Ma allora e' un bieco traditore, che dalla libera sinistra
e' passato alla bieca destra. No, neanche questo e' vero. Bonura e'
tuttora uno dei principali collaboratori dell'ex-ministro Bianco, che
e' indubitabilmente uno dei esponenti principali del centrosinistra:
visto che in questa veste, nonostante le rivelazioni della magistratura
sui fatti di Napoli, viene tuttora consultato e incensato. C'e' da dire
che non solo Bonura, attuale vice-manager di Milano, e' un uomo di
Bianco, ma lo era anche il suo immediato predecessore alla carica,
Tomarchio, anche lui catanese. Dal che si ricava che le cariche piu'
importanti dell'amministrazione di destra, a Milano, vengono assegnate
a uomini: a) di centrosinistra; b) catanesi; c) amici di Bianco.
Beh, torniamo in Sicilia, adesso. Che fa, quand'e' a Catania, il nostro
(milanesizzato) Bonura? Niente di male. Organizza una societa' che si
chiama Metacatania - ne abbiamo parlato l'anno scorso - il cui oggetto
sociale e' la riqualificazione del quartiere di San Berillo, la zona a
luci rosse della citta'. Questa riqualificazione, se la dovesse fare
suor Teresa di Calcutta, consisterebbe nel recupero umano e civile
delle ex prostitute. Se la dovesse fare uno dei vecchi Cavalieri,
consisterebbe nel recupero dei terreni edificabili della zona,
attualmente bloccata (Catania, fra destra e centrosinistra, non ha mai
avuto un vero piano regolatore) ma in pieno centro.
Io, che sono una persona gentile e fiduciosa, non ho il minimo dubbio
che i componenti di Metacatania si ispirino a suor Teresa, anzi credo
che ne abbiano un ritratto a grandezza naturale nella sede sociale. Ma
chi sono questi componenti? Lorena Virlinzi (figlia del principale
imprenditore della citta'), Giuseppe Berretta (padre del segretario
Ds), Carla Ciancio (figlia del padre-padrone della stampa locale),
Nanni Zeno-Bianco (moglie dell'ex sindaco e ministro dell'interno), e
via vippando. Di questi, alcuni sono di destra ed altri "di sinistra".
Non vi dico quali sono gli uni e quali gli altri: non ha molta
importanza.
Quel che hanno in comune, infatti, non e' l'appartenenza politica ma il
sangue blu. Tutte le famiglie piu' importanti della citta', liberali o
borboniche, sono rappresentate nel Metacatania. Di cui a questo punto
non e' importante l'attivita' imprenditoriale (sicuramente lecita) o lo
schieramento politico, ma il fatto stesso di esistere come luogo
d'incontro trasversale della classe dirigente ereditaria. Il partito
dei signori.
Non e' un partito senza potere, a Catania, ne' - come abbiamo visto - a
Milano. Ci piacerebbe che non prendesse troppo potere in ambito
nazionale. Non, soprattutto, con l'etichetta della sinistra.

Viddani. Calogero Gasparazzo (lo conoscete?) e' nato dalle parti di
Bronte, in provincia di Catania. Da molti anni lavora in una grande
fabbrica del Nord. Parecchi anni fa sono venuti degli studenti, davanti
alla fabbrica, e gli hanno detto che si poteva fare la rivoluzione.
Invece non c'e' stata rivoluzione, ma solo un gran casino. Molti di
quegli studenti Gasparazzo li sta rivedendo ora alla televisione: chi
e' direttore di giornale, chi e' un'autorita' governativa, chi fa il
ministro di Berlusconi. Hanno un'aria profondamente compresa della loro
importanza, e dicono che la storia che Gasparazzo voleva fare la
rivoluzione in realta' era una grandissima cazzata e che invece bisogna
aspettare che i padroni e i fascisti risolvano i problemi a modo loro.
Ascoltandoli alla televisione, Gasparazzo ha capito benissimo perche'
in realta' non c'e' stata alcuna rivoluzione.
Come ogni anno Gasparazzo e' tornato in Sicilia, quest'estate, a fare
le vacanze al suo paese. Si e' accorto che negli ultimi anni,
nonostante tutto, qualche cosa e' cambiata. "Bacio le mani a voscenza"
non s'usa piu' come prima. Alcuni addirittura (cosa che nei tempi di
prima non s'usava) si permettono di parlare in piazza, a voce alta,
degli affari di don Toto'. Una volta Gasparazzo e' stato anche alla
manifestazione antimafia, giu' in Sicilia, ma poi e' dovuto ripartire.
Alla manifestazione c'erano anche molti studenti, quel giorno,
gridavano abbasso la mafia con la faccia sorridente. Gasparazzo spera
tanto che non facciano la fine di quelli la'.
Bene, Gasparazzo adesso e' uno che non si fida piu' dei discorsi delle
persone importanti, o che lo potrebbero diventare domani. Ma quella
faccenda di cambiare tutto (allora si chiamava la rivoluzione, e adesso
chissa'), quella lui non se l'e' dimenticata. Ogni tanto gli torna in
mente all'improvviso, in un paesino in provincia di Catania o al
reparto fonderie di Milano. E allora Gasparazzo pensa che ha una gran
voglia di fare qualcosa.

Bambini 1. Sono circa duecentocinquanta milioni i bambini-lavoratori
fra i cinque e i quattordici anni. Circa un quarto di loro lo fa -
secondo l'Onu - "in condizioni insalubri o pericolose che mettono
significativamente a rischio le loro vite".
* * *
Bambini 2. Secondo i rapporti di Telefono Azzurro, Cgil ed Eurispes,
l'Italia e' il paese industrializzato con la piu' alta percentuale di
lavoro minorile. Il fenomeno e' particolarmente notevole nel Nord-est e
al Sud, dove quasi un terzo dei bambini fra i dieci e i quattordici
anni svolge atttivita' lavorative rimunerate.
* * *
Bambini 3. La somma dei patrimoni delle duecento persone piu' ricche
del mondo ammontava alla fine del 1999 a mille miliardi di dollari.
Alla stessa data, il reddito complessivo della popolazione dei
quarantatre' paesi meno sviluppati era di centoquarantasei miliardi di
dollari. Due miliardi di persone non hanno accesso a cure sanitarie di
alcun genere. Nel 2010 la mortalita' infantile sotto i cinque anni
aumentera' dunque, secondo il trend attuale, del settantacinque per
cento in quasi tutti i paesi del Terzo mondo.

Donne 1. Il reddito (invisibile) delle casalinghe rappresenterebbe il
cinquantasette per cento del bilancio nazionale. L'ottanta per cento
dei poveri del mondo sono donne.
* * *
Donne 2. Quasi il venticinque per cento delle donne cilene (paese
fortemente urbanizzato, con almeno un quarto degli abitanti concentrati
nella capitale) vive facendo la collaboratrice domestica. Questo spiega
molte cose del Cile, dell'economia cilena e anche, forse, dell'economia
in generale.
* * *
Donne 3. Una donna di silicone, utilizzabile sessualmente, costa da due
a venti milioni completa di biancheria intima, di rosa di plastica (per
il corteggiamento) e di accessori vari. E' l'erede della vecchia
bambola sgonfiabile, che pero' aveva l'inconveniente di non poter
essere torturata (a scopo erotico) con la sigaretta.
(Credo che una ragazzina a Tijiuana o Bangkok, pero', costi meno di
venti milioni. Interessanti interrogativi sulle leggi economiche che
regolano il mercato delle donne, vere o di plastica, il cui ruolo nel
mondo - al di fuori di pochi luoghi privilegiati - tende sempre di piu'
ad amalgamarsi).

Rappresaglie. "Per ogni palestinese ucciso, centro ebrei", dicono i
capi di Hamas. "Per ogni ebreo ucciso, mille palestinesi", dicono i
capi del partito oltranzista israeliano. "Manderemo tanti martiri
finche' vinceremo". "Bombardiamo le loro citta' finche' non si saranno
arresi". Ci sono - dicono - due o tre Dei onnipotenti, nel cielo di
quella terra. Eppure, sotto di loro, gli ulivi continuano a crescere e
le vie a brulicare; nessuna inondazione, nessun fulmine, nessun segno
di collera o di pieta' degli dei.

America. Il presidente Bush ha firmato il "Service members Protection
Act", concernente possibili azioni militari contro i paesi che
ratificano il trattato per il Tribunale Penale Internazionale. La nuova
legge autorizza infatti l'uso della forza militare per "liberare"
qualsiasi cittadino Usa tenuto sotto processo dalla corte
internazionale che ha sede all'Aja, in Olanda. Gia' a maggio, gli Stati
Uniti avevano ritirato la propria firma dal trattato che istituisce il
Tribunale. Un mese dopo avevano minacciato il ritiro dalla forza
internazionale in Bosnia se non fosse stata garantita l'immunita'
permanente ai militari americani.
(Info: fabiocchi@inwind.it )

Pia, del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, wrote:
< Carissimo hai ragione, ho visto anch'io quel pezzo: come mi sarebbe
piaciuto essere al posto di quella giornalista, certo lui era
drammaticamente comico nella sua ignoranza e in quella posizione!! Come
sex worker avrei potuto fare di meglio, sarebbe stato un pezzo mica da
poco. Ma lei la capisco deve assolutamente conservare il posto in Rai.
Non e' messa bene, e inoltre come donna si adatta perfettamente alla
"nuova" etica familiare che quel ministro esprime (niente prostituzione
nelle citta' con meno di 50.000 abitanti, le donne di campagna devono
fare figli e assicurare la crescita e la tradizione). Donne sottomesse
e rispettose nei confronti di questo tipo di uomini che non riescono a
vedere la differenza fra prostitute e bestiame da commercio. Abituati a
pensare alle mucche e alla BSE! e' gia' tanto se non ci abbatteranno
quando saremo ammalate. E in quel caso a chi daranno l'indennizzo per
il capo abbattuto? Al gestore dell'Eros center? O ai familiari che
avranno perso la fonte di sostentamento. Scusa lo sfogo e grazie per la
tua posta che leggo sempre con grande piacere >
* * *
Cara Pia, grazie della tua lettera. Il mio punto di vista e' che ad
essere disprezzabili non sono le persone che si prostituiscono, ma i
maschi italiani che, essendo troppo insicuri per instaurare normali
rapporti sessuali, preferiscono comprarseli col denaro. Naturalmente
essi non hanno la minima idea di com'e' bello far sesso con una persona
che ti vuol bene e che dunque e' felice di darti, e ricevere, piacere:
ma vengono da una tradizione cattolica ormai dnalizzata, per cui il
sesso coincide con la sottomissione. E sottomettere le donne d'oggi, a
differenza di prima, non e' piu' tanto facile. Questo spiega anche,
secondo me, l'aumento delle situazioni in cui la sottomissione e
l'umiliazione del partner diventano parte integrante del rapporto (la
pedofilia, fra l'altro, ha le sue radici qui); spiega anche il successo
delle prostitute "extracomunitarie" che, non avendo diritti, sono le
piu' vicine all'ideale schiavistico del maschio-cattolico-imbranato. La
questione piu' urgente e' dunque di reprimere le situazioni di
schiavitu', applicando le leggi esistenti che prevedono pene piuttosto
gravi per il reato di "riduzione in schiavitu'" di cui molti clienti si
rendono complici ai sensi di legge. Se poi una donna libera si vuole
liberamente prostituire, cioe' approfittare dell'imbranataggine dei
maschi italiani per guadagnare qualcosa e ridere alle loro spalle,
niente di male: purche' sia chiaro che, in questo caso, da un lato c'e'
una donna perbene e dall'altro un coglionazzo imbranato.

Stefano wrote:
< Scrivi che "A Gerusalemme dovrebbero tornare gli inglesi o i turchi,
o chiunque non sia ne' arabo ne' israeliano. Tribunale internazionale,
con giudici di paesi civili. Processo per genocidio. Alla fine due
forche, una per lo sceicco di Hamas e l'altra per Sharon...". E' con
grande amarezza che ti scrivo per segnalarti che, per la prima volta,
ho provato un notevole fastidio non per cio' di cui scrivi, ma per cio'
che scrivi. Non spreco parole per motivare questa affermazione: sai
benissimo di cosa parlo, da tutto il tuo lavoro si evince che sei
profondamente convinto che l'incivilta' si combatta con la civilta',
che mezzi e fine non siano disgiunti. Se e' una provocazione,
un'iperbole surreale, beh, non e' venuta benissimo. Escludendo queste
poche righe, complimenti sinceri per il tuo lavoro. Cordialmente,
Stefano >
* * *
Caro Stefano: si', una provocazione. Ma sempre meglio che ascoltare la
notizia degli ultimi dieci morti, mormorare un "poveretti" e poi
cambiare canale. Smettiamola di rimuovere e - quindi - di accettare.
Smettiamo, in particolare, di "comprendere" le ragioni degli israeliani
e dei palestinesi. Lo so anch'io che i palestinesi "hanno ragione". Lo
so che gli israeliani - ma usiamo la parola giusta: gli ebrei -
uccidono anche per il ricordo dell'Olocausto, quando, non uccidendo, li
uccisero sotto gli occhi del mondo. Lo so: ma voglio dimenticarlo,
perche' altrimenti li aiuterei - gli uni e gli altri - a morire. Voglio
ricordare solo, in questo momento, che questa "guerra" si estrinseca
ammazzando i bambini degli altri; e dunque, i propri. Sono stufo di
politica, di arabi, di ebrei. Vedo soltanto una caccia degli adulti
contro gli adolescenti e i bambini, uccisi in mille modi diversi, e per
mille diversi giustissimi ideali. E non voglio sentirmi spiegare piu'
perche'. L'unico che avrebbe il diritto di spiegarmelo, qui ed ora,
sarebbe l'assassino che ha appena ammazzato il suo bambino con un
coltello, guardandolo morire e ridendo felice mentre muore. A lui
consentirei di spiegarmi quali siano le sue "necessita' storiche", i
suoi "ideali". A tutti gli altri, rispondo con le parole che ti fanno
paura. Ne' tu ne' io siamo innocenti. Parliamo almeno, dunque, degli
assassini col linguaggio degli assassini.

Lettera a un giornale:
< Avendo il titolo accusatorio attirato la mia attenzione ho letto la
notizia secondo cui il giovane ucciso l'anno scorso durante il G8 di
Genova sarebbe un appartenete al Black Bloc.
Desidero informarvi della mia totale scetticita' al riguardo e
chiedervi conto, in qualita' di lettore, della fondatezza di tale
notizia. Ritenendo fino a ieri di essere lettore serio e rispettoso
della correttezza dell'informazione riportata, nonostante tale
convinzione fosse stata messa a dura prova gia' l'anno passato proprio
in occasione dei cosiddetti "fatti del G8" a causa della discrepanza
stridente tra quanto letto sulle pagine del Vs giornale e le immagini
mostrate dai media televisivi.
Non vedo credibilita' alcuna nella notizia in questione. A meno che non
si voglia adottare un criterio di giudizio sull'attendibilita'
palesemente incongruo, non ritengo plausibile una notizia riguardante
un procedimento penale che provenga da una delle parti in causa.
Questo modo di procedere e' a mio avviso totalmente sbilanciato in
favore di una delle due parti, e non si puo' dire quindi rispettoso
della ricerca della verita' dei fatti che dovrebbe essere il criterio
guida di ogni inchiesta e/o articolo giornalistico.
Sospendendo il giudizio sulla Vs credibilita' congiuntamente
all'acquisto del Vs giornale, porgo i piu' distinti saluti. >

Anacreonte wrote:

< Ehi, gambelunghe che mi guardi male
e te ne scappi, cavallina! Credi
che non ci sappia fare? Se potessi
ti metterei le redini, ma strette,
e sai che cavalcate...E tu tranquilla ridi:
e' che non hai trovato chi ti doma >

* * *

< Ragazzo dallo sguardo di fanciulla
io ti guardo e non sai
che tu stringi nel pugno
i fili dell'anima mia... >

* * *

< Un desiderio feroce tanto il cuore mi prende
che non ci vedo piu', che il coraggio mi scappa
dal petto e non so dove sia finito >

* * *

< Amo e non amo, di nuovo
- e sono pazzo e sono sano insieme >

* * *

< Ed ancora una volta all'improvviso
il desiderio colpisce. Duri i pugni
d'amore, troppo rapido il fiume
da cui non esci piu' >

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