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Catena di SanLibero n. 135

15 luglio 2002 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


Quanto tempo abbiamo? Due anni fa la risposta di Hawking - che, da
fisico, non tiene conto dei fattori culturali - era: "circa ottocento
anni": prima del riscaldamento irreversibile e della decadenza dei
fattori che permettono la vita umana.
Adesso, il Wwf dice: "circa il 2050". Certo, "fa propaganda": marca un
po' gli aspetti piu' allarmistici, generalizza (non irrazionalmente) il
trend attuale, da' per scontato (come tutti) il motore a scoppio... Ma:
cinquant'anni..
Io guardo con occhi diversi il mio nipotino, che fara' cinque anni a
ottobre e ora sguazza felice nell'acqua di un'isola, da qualche parte
nel mondo. "E poi che ha fatto Polifemo?". "Guarda Riccardo, questi
fiori blu! Ma perche' prima erano rossi?". "Dai, giochiamo!". E'
bellissimo vedere crescere un bambino, la piu' bella di tutte le cose.
Chi debbo prendere a botte per difenderlo dagli assassini, adesso?

Borsellino. Parlarne poco, pensarci sempre. Essi, che lo lasciarono
solo allora, ne parlano con gran propaganda adesso. Noi, che lottammo
al suo fianco allora, continuiamo semplicemente ad essere gli stessi
adesso.
* * *
Borsellino. A Catania ad esempio e' stato commemorato come segue.
Un'associazione ("Il Risveglio" di Acireale, alle porte della citta')
organizza un convegno: fra i relatori Beppe Lumia, Pietro Martello e
Giambattista Scida'. Un paio di giorni prima del convegno, a Scida'
arriva una telefonata degli organizzatori. "Sa, Presidente, sarebbe
meglio che lei non partecipasse al convegno come relatore. C'e' il
vicepresidente dell'Anm, Martello, che potrebbe non aver piacere a
parlare del caso Catania. Probabilmente non prenderebbe neanche l'aereo
se sapesse che dovra' sedersi al tavolo con lei. Comunque le diamo il
permesso di fare un intervento dal pubblico".
Il giorno del convegno, un gruppo di ragazzi si presenta con un
volantino per denunciare la situazione. Gli organizzatori chiamano la
polizia, che sequestra il volantino. A Catania, evidentemente, il
monopolio dell'informazione non basta piu': vietato fare giornali
alternativi, vietato anche semplicemente parlare - a voce - di cose non
gradite.
* * *
Borsellino. Ne parla Fini, stando attento a non toccare cio' che
Borsellino disse di Berlusconi. (Ai funerali di Borsellino, Fini
riceve' sputi e monetine da parte degli antimafiosi che contestavano i
politici accorsi come corvi: dovette andarsene, come tutti gli altri
gerarchi, scortato dalla polizia).
* * *
Borsellino. Palermo dieci anni fa, dopo la strage. Le facce dure, i
"continuiamo". I poliziotti che vengono a chiedere ordini alla sede del
Coordinamento Antimafia. Il viso di Orlando, pallido e risoluto,
intravveduto un attimo fra la scorta che lo porta via. La gente per la
strada che si ferma: "I vespri!". I funerali in cattedrale, col popolo
antimafioso che urla "assassini!" ai ministri; i ragazzi di Palermo.
Palermo rivoluzionaria, Palermo dell'antimafia, Palermo delle quattro
rivolte dell'ottocento. Non dimenticare tutto questo, non dimenticarlo
mai.

"Valpreda libero!". Si' almeno in questo ci siamo riusciti. E' morto
libero. Noi, che siamo vivi, ora abbiamo piu' di cinquant'anni: eravamo
dei ragazzi come te, ma eravamo - statisticamente - piu' magri e
amavamo molte cose di cui a te hanno nascosto anche solo l'esistenza.
Immaginate un Sessantotto senza piazza Fontana. Senza terrorismo, senza
bombe. Una massa di ragazzi allegri e sorridenti (com'eravamo allora,
prima che cominciassero con le bombe) che s'infilano a poco a poco
dappertutto, che prendono a poco a poco il potere cosi', naturalmente,
per il semplice fatto di essere in tanti e d'essere i migliori. Non ci
sarebbero state le stragi, non ci sarebbero stati i brigatisti, non ci
sarebbe stato Craxi e tutto cio' che e' venuto dopo. E - soprattutto -
noi sorrideremmo. Invece, ci hanno obbligato a diventare come loro, a
crescere come volevano loro, a perpetuare la loro razza. Guardateci in
tv, adesso.

Quel vecchio delinquente di Marx, con tutto il suo marxismo, non
avrebbe mai osato immaginare un paese in cui il capo del governo
coincide col capo degli imprenditori e il leader dell'opposizione col
capo dei lavoratori dipendenti.
Eppure sta andando a finire esattamente cosi', classe contro classe
come nel piu' lacrimoso ottocento; e questo, si capisce, crea
confusione, visto che tutti eravamo convinti di essere nel postmoderno
e nel postcommunismo e nel postutto. Piu' confusi di tutti sono i
dirigenti della sinistra i quali improvvisamente si trovano a dovere
affrontare il terribile spettro della lotta di classe.
* * *
"Capisco Cofferati, che come sindacato deve rappresentare i lavoratori.
Noi pero', come partito, dobbiamo rappresentare anche i datori di
lavoro; percio' Cofferati non puo' pretendere che gli andiamo dietro
senza cercare di pararci il culo". Ecco: in estrema sintesi, e' il
contenuto della famosa intervista con cui Fassino ha preso le distanze
da Cofferati, con gran gioia dei giornali di Berlusconi e grande
perplessita' dei compagni "di base". In realta' e' un ragionamento
onesto, e lo sarebbe anche di piu' se venisse fatto in termini chiari e
aperti e non con lunghi giri di parole. Da questo punto di vista,
meglio Rutelli il quale, senza pretendere di essere di sinistra, dice
tranquillamente: "Cofferati fa cazzate". "Ma come? - dicono i compagni
- Proprio ora che stiamo ricominciando a risalire, questi si debbono
mettere a litigare?".
Ma la colpa di questa lite, per una volta, non e' ne' di Fassino ne' di
Rutelli, e nemmeno di Cofferati; e' proprio la situazione che e'
"strana".
Un tempo, meta' degli italiani apparteneva, diciamo cosi', al ceto
medio: impiegati, bidelli, piccoli commercianti, professori.
Dipendevano dallo Stato e votavano per la Dc, che era quella che
distribuiva i soldi dello Stato. L'altra meta' faceva "lavoro
dipendente", che consisteva nello spostare carichi o nell'azionare
leve, erano alle dipendenze di un padrone privato ed erano
istituzionalmente "nemici" di questo padrone: loro volevano piu' soldi
in busta paga, e lui voleva dargliene di meno. Poi tutto questo si
colorava in "politica", ma insomma il meccanismo di base era quello.
Allora il compito della sinistra era di appoggiare si' la meta'
"dipendente" ma soprattutto di tenersi buona la meta' "statale": che,
politica a parte, era interessata a lasciare le cose com'erano e quindi
a votare Dc.
Sono passati gli anni: il figlio dell'impiegato o del piccolo
commerciante di allora non e' un altro piccolo commerciante o un
impiegato. E' un giovanotto o una ragazza sui trent'anni, con tanto di
telefonino e di automobile a rate, ma senza un lavoro fisso. Non solo:
mentre suo padre lavorava o per se stesso o per lo Stato, lui adesso
lavora - in un modo o nell'altro - per un padrone privato.
I "lavoratori dipendenti", insomma, non sono affatto diminuiti: sono
aumentati. E tutta la propaganda di questo mondo non puo' cambiare
questo fatto. Solo che una volta si riconoscevano facilmente perche'
facevano mestieri "communisti" come l'operaio, mentre adesso fanno
mestieri strani e fighetti che apparentemente li fanno sembrare dei
piccoli Vip in crescita e non degli sporchi "proletari". Una velina, ad
esempio (ce n'erano seimila all'ultima selezione) non muove una chiave
a stella ma semplicemente il proprio culo: ma l'effetto economico e' lo
stesso perche' oggi le fabbriche principali producono varieta' e
divertimento e non bulloni. Cosi' lei, alla fine, funziona esattamente
come la mondina dei film sulle mondine: non puo' prendere soldi se non
li leva al padrone.
Ecco, secondo me Cofferati, con le spalle al muro, ha capito tutto
questo, e ci si sta giocando le sue carte. I vecchi politici no, sono
ancora convinti che gli unici "proletari" siano quei quattro vecchi
operai con la scritta "operaio" stampata in fronte, e che tutti gli
altri siano parastatali e bottegai da non spaventare. (Poi ci sono i
politici nuovi, tanto nuovi da girare con le scarpe da un milione,
quando non sono in yacht. Ma questi, naturalmente, sono un altro
discorso).

Fra quelli che hanno firmato il patto con Berlusconi c'e' la Lega delle
Cooperative, fondata piu' di cent'anni fa come strumento di liberazione
economica dei lavoratori e alla fine portata, da amministratori
ubriachi di potere, a scendere giu' in Sicilia a stringere accordi
d'affari con gli imprenditori mafiosi. Vorrei che Cofferati sgridasse
un po' meno Cisl e Uil, che prima o poi - essendo lavoratori -
torneranno insieme agli altri lavoratori; e un po' piu' i "compagni"
affaristi della Lega.

Oi dialogoi.
Maurizio: "E la mafia?"
Silvio: "Demagogia".

Achtung. "ULTIMO AVVISO. I renitenti alla leva, gli agitatori
sindacali, gli iscritti a Magistratura Democratica, i sovversivi e gli
ebrei hanno ancora VENTIQUATTRORE di tempo per consegnarsi
pacificamente a questo Comando. Trascorse le ventiquattrore, verranno
inflessibilmente applicate le LEGGI DI GUERRA.
Firmato: il Comandante Oberkommando Italien, Kesserling; il Capo di
Gabinetto di Salo', Almirante".

Bersagli. Campagna contro le associazioni per il boicottaggio di
Mediaset, fra cui il gruppo Bo.Bi. (Boicotta il Biscione). Il
responsabile del Bo.Bi. subi' una violenta aggressione (gli penetrarono
in casa e lo seviziarono a sangue) gia' nel '94: adesso e' indicato da
Feltri come promotore della "protesta violenta", e dunque - immagino -
come obiettivo legittimo della controviolenza.

Bookmark: "Manuale di autodifesa dal signor B.":
http://www.bobi2001.it/libro.htm


Carriere 1. Non si e' ancora dimesso il nuovo ministro degli interni,
Giorgio Pisanu: in compenso si era gia' dimesso da sottosegretario al -
Tesoro di un governo dell'era Craxi - tanti anni fa, il 23 gennaio '83.
Motivo delle dimissioni?
La polemica di esponenti dell'opposizione di allora (fra cui il missino
Tremaglia e il radicale Teodori, entrambi combattivi membri della
commissione P2) che lo accusavano di loschi legami col faccendiere
piduista Flavio Carboni, coinvolto in quasi tutti gli scandali e gli
intrallazzi di quegli anni e in particolare nella scalata piduista al
Corriere della Sera.
Vent'anni dopo sia Teodori che Tremaglia, calate le braghe, sostengono
un governo guidato da un esponente della P2; il Corriere della Sera e'
tornato a "zitto e mosca" nei confronti della P2 (di cui era diventato
proprieta' ai tempi di Carboni e Pisanu); e Pisanu - regolarmente
iscritto alla P2 - e' tornato al governo, con un grado superiore a
quello di prima. C'est la vie.

Carriere 2. Dopo Scajola (Forza Italia) e Bianco (Bianco), anche Pisanu
(P2) ha confermato il dottor Roberto Sorge a capo di gabinetto del
Viminale.

Italia. Mazzini che mori' povero, sotto falso nome, ricercato fino
all'ultimo respiro, condannato a morte - per attivita' sovversiva -
dalla polizia dei Savoia.

Dune. Nel paesino di Gratteri, in Sicilia, non arriva piu' acqua nelle
case perche', da quando la regione ha privatizzato le risorse, l'acqua
della sorgente che rendeva famoso il paese viene imbottigliata e
venduta da una ditta di acqua minerale.

New Economy. "Non deporremo mai le armi prima che la Camera dei Comuni
voti una legge per distruggere tutto il Macchinario nocivo alla
Comunita', e abroghi quella per l'impiccagione dei Fracassatori di
Telai" (Ned Ludd, Generale dell'Esercito dei Riparatori di
Ingiustizie).

Economia. Promemoria. "Letra de tesoreria para la cancelacion de
obligaciones (patacon). Valor nominal: dos pesos. Firmado: El Contador
General Victor Pereira; el Tesorero General Amilcar Zuriategui".

Lettera ai giornali. "Quando mi hanno assunta mi hanno fatto firmare
una carta in cui rinunciavo a impugnare il licenziamento per ragioni
disciplinari. E' valido questo impegno?" (Lettera firmata).

America. Un container carico di mele prodotte nello Stato di Washington
e' stato imbarcato con destinazione Cuba e viene atteso all'Avana in
queste ore. E' la prima fornitura commerciale Usa a Cuba dall'embargo
imposto nel 1960.

Tonga. Effetto Sgarbi nel Pacifico: seguendo l'esempio italiano, anche
il re della piccola isola polinesiana ha deciso di licenziare il tronco
il buffone di corte. La carica, piuttosto lucrativa, era stata
assegnata da Sua Maesta' a un avventuriero californiano, certo
Bogdonoff, che si era inizialmente proposto come "financial manager"
del regno.
In nessuno dei due incarichi, a quanto sembra, il buffone-manager, e'
riuscito a produrre nulla d'interessante: da cui il licenziamento.

Sicilia. Sull'esempio de capi tribu' delle Eolie, che hanno imposto un
balzello di due euro per chiunque voglia sbarcare nelle loro isole,
l'assessore al turismo della regione siciliana ha proposto - visto che
anche la Sicilia e' un'isola - di far pagare qualcosa ai "continentali"
che vogliono visitarla. A Lampedusa, invece, poiche' molti turisti sono
lombardi, s'e' decisa la secessione dalla Sicilia e dall'Italia per
aderire alla Padania, provincia di Berghem.

Cronaca. "Ottanta morti e circa milleduecento feriti e' il drammatico
bilancio dell'ultima ondata di attacchi terroristici, fra sabato e
domenica. In Emilia, due ragazzi di diciassette anni...".
Tranquilli, e' solo il bollettino degli incidenti automobilistici del
fine settimana. Tutto normale, niente d'inquietante.

Cronaca. Napoli. E' stato finalmente sfrattato dal piccolo appartamento
che occupava al Vomero, con la moglie Amalia di 72 anni, il pensionato
Antonio Ciotola di anni 76. L'uomo, colpito da provvedimento di sfratto
gia' da alcuni mesi, aveva cercato di temporeggiare con la scusa di una
grave malattia (Alzheimer) che lo teneva a suo dire inchiodato a letto.
Ma le autorita' non si sono fatte commuovere e, accompagnate da una
congrua scorta di polizia, sono penetrate nella casa del vecchio,
l'hanno sollevato dal letto e l'hanno portato di peso fuori di casa.
Attimi di tensione per la presenza, in strada, di alcune decine di
persone (fra cui segnalati esponenti dei famigerati "no global") che
hanno opposto resistenza passiva cercando di impedire l'accesso nel
palazzo delle forze di polizia.
Queste ultime hanno avuto pero' ragione della resistenza dei
facinorosi, diversi dei quali sono stati fermati e identificati per
successivi accertamenti.

Cronaca. Catania. Ancora in piazza i dipendenti dell'industriale
mafioso Sebastiano Scuto: chiedono l'immediata scarcerazione del loro
datore di lavoro e accusano i giudici che l'hanno messo in galera.

Cronaca. Milano. Continuano le indagini sulll'attentato al centro
meccanografico delle Poste, dove tre plichi hanno preso fuoco senza
fortunatamente causare danni a persone. Una rivendicazione, che parla
di danni ambientali inflitti alla Sardegna mentre "a noi sardi lasciano
solo l'immondizia e il deserto" farebbe pensare a una pista
ecoterrorista localizzata in Sardegna. Secondo indiscrezioni, gli
investigatori sarebbero anzi gia' sulle tracce di un misterioso "Grande
Vecchio" dell'organizzazione, un anziano professionista di Sassari con
precedenti politici, gia' in passato coinvolto in una serie di oscuri
episodi della strategia della tensione e attualmente impegnato in una
campagna internazionale di sostegno all'ala "politica" dell'Eta,
recentemente messa fuori legge dal giudice Garzon.

Cronaca. Sicilia. Respinto a un premio letterario il poeta siciliano
Salvatore Quasimodo, che aveva presentato sotto pseudonimo una sua
poesia, gia' pubblicata nella famosa raccolta "Dare e Avere". Proprio a
Gela - la citta' del premio - pochi mesi prima si era svolto un
convegno internazionale su Quasimodo, con la partecipazione di critici
di tutto il mondo ma non - evidentemente - degli "intellettuali" locali
che hanno preferito assegnare il premio a degli autorevoli sconociuti.

Pino Martinez wrote:
< Giovedi' 11 luglio vi e' stata l'ennesima udienza del processo per
le porte di casa bruciate ai componenti del Comitato Intercondominiale
dalla mafia di Brancaccio. I "rompi....scatole"come noi non abbassano
nemmeno in periodo di ferie il livello di attenzione nei confronti
della mafia. Chi come noi non accetta di "convivere con la mafia" si
augura di non essere tedioso nei confronti di coloro che ricevono la
presente per essere informati che mentre la vita va avanti ci sono
questi momenti che cadono in un caldo pomeriggio di luglio in terra di
Sicilia dove per affermare la nostra dignita' bisogna condurre un
impegno quotidiano fatto di tanti sacrifici e a volte anche di
umiliazioni. Cordiali saluti. Pino Martinez per l'Associazione
Intercondominiale Quartiere Brancaccio >

Gaith wrote:
< "Quando l'esercito e' entrato per la prima volta in Ramallah, un
altoparlante ha ordinato a tutti i maschi dai quindici ai
quarantacinque anni di venir fuori dalle baracche, nudi, e di stendersi
coi documenti in mano per terra.
Questo, crea i terroristi sedicenni. Statisticamente, e' impossibile
che fra mille esseri umani sottoposti a questa umiliazione non ce ne
sia almeno uno che decida di morire. Questo e' cio' che oggi - a
differenza che un anno fa - forma i terroristi, o la maggior parte di
essi. Non il fanatismo, non l'ideologia: l'umiliazione".
Spero che non le dispiacera' se uso le sue stesse parole per spiegare
ai miei moltissimi amici italiani come e' la situazione nel
mediooriente. Purtroppo in molti non capiscono quello che sta
accadendo, ma non per cattiveria ma per ignoranza... Purtroppo la
stampa e la tv e' quella che e'... Peccato che interventi come il suo
si trovano solo per rete (almeno io l'ho trovato solo qui). Un saluto.
un ragazzo siriano, o meglio siro-romano >

Artape wrote:
< A un anno di dalla morte di Carlo chi volesse regalare un pensiero ai
suoi splendidi genitori scriva a: un.pensiero@virgilio.it . Gli sara'
consegnato il 20 o 21, quindi per favore spedite entro il 18. (No
html). >

Anacreonte anakr@eleutheros.el > wrote:

< E anche tu, Cleanoride, sei morto
servendo la Citta', tu che osavi
sfidare le tempeste dell'inverno.
Nell'eta' senza donne cadde il fiore.
L'adolescenza tua, presa dal mare. >

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