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Catena di SanLibero n. 132

24 giugno 2002 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)


A Catania hanno quel maledetto vizio (non dico tutti) di far giornali
antimafia: cosi', quando degli amici mi hanno chiesto di progettargli e
firmargli una cosa che si chiama "Controvento", e che doveva andare in
edicola oggi, io disciplinatemente ho obbedito e alla fine - ah, il
vizio! - m'e' anche scappato di fargli un piccolo articolo su una
faccenda di Ciancio. Che e', come sapete, il padrone dell'unico
giornale ammesso a Catania (gli altri, compresa Repubblica, non vengono
nemmeno esposti), nonche' di altri giornali sparsi in tutto il sud.
L'amministratore di uno di questi giornali, un certo Ursino, ha avuto
dei guai giudiziari; il giornale di Ciancio li ha nascosti e io - in
quell'articoletto - li ho raccontati. Ma adesso abbiate un attimo di
pazienza e leggetevi l'articoletto.
< "Appalti. Il Pm: 25 a giudizio". E' il titolo dell'articolo de "La
Sicilia" (venerdi' 14 giugno 2002, pag. 24) su un caso di giudiziaria
catanese: tangenti al Garibaldi, indagini, rinvii a giudizio chiesti
dai Pm Marino e Puleio.
Il titolo, per quanto povero, e' corretto. L'articolo no. Il redattore
(anonimo) evita infatti di dare l'elenco dei venticinque personaggi di
cui e' stato chiesto il rinvio a giudizio, e in particolare nasconde al
lettore il nome di Giuseppe Ursino, manager di primo piano nel settore
editoriale per conto del gruppo Ciancio, di cui amministra la "Gazzetta
del Mezzogiorno".
Allo stesso gruppo appartengono il redattore che ha scritto il pezzo,
il caposervizio che l'ha passato, il caporedattore che ha dato l'ok e
infine il direttore: che in questo caso coincide fisicamente col
proprietario del gruppo editoriale in questione. Non e' la situazione
ideale per far cronaca, d'accordo: ma insomma. >
* * *
Letto? Bene. I ragazzi del giornale vanno in tipografia, si fanno
stampare il giornale, lo impacchettano e lo portano dal distributore -
tale Barone - per mandarlo in edicola. A questo punto, sorpresa: il
distributore legge il giornale, si ferma sull'articolo che avete letto
un momento fa, sobbalza e dichiara che lui contro Ciancio non si mette:
e quindi non distribuisce il giornale.
Ok. Adesso io sono molto incazzato, non per la storia in se' ma perche'
speravo che in vent'anni a Catania qualche piccola cosa fosse cambiata.
Siccome fra i nostri lettori ci sono, fra gli altri, autorevoli
dirigenti del sindacato dei giornalisti, visto che siamo qua segnalo
questo caso anche a loro. A Catania, un editore come Ciancio - quello
che difendeva i cavalieri e vietava di pubblicare i necrologi delle
vittime di mafia - fa ancora quello che cazzo vuole.
Siccome, in quest'episodio, io sono stato personalmente danneggiato,
chiedo all'ufficio legale del sindacato di provvedere lui a farmi avere
i danni civili dal distributore. E siccome, oltre che io giornalista
censurato qui siamo stati danneggiati - come cittadini - tutti, chiedo
agli amici del sindacato (e agli altri autorevoli esponenti politici
che ci stanno leggendo) cosa intendano fare per dare una mossa al
monopolio dell'informazione a Catania, che ieri era colluso coi
cavalieri e oggi chissa' con chi. Aspetto fiduciosamente una risposta.

Scoop: Cossiga non e' pazzo. Al contrario: e' uno dei politici piu'
lucidi del momento, forse il piu' lucido di tutti. Non sta affatto
recitando una sceneggiata: sta cercando, freddamente e con precisione,
di "sparigliare" un gioco politico che ormai si mette male per il
signor B.
Questi era salito al potere in una situazione economica che faceva
ragionevolmente presumere anni di vacche grasse. Per colpa o non per
colpa del signor B. (io personalmente penso di no: le radici
dell'economia sono ormai molto lontane dai governi) queste previsioni
non si sono avverate.
La crisi economica bussa sempre piu' sgarbatamente alla porta, e invece
di meno tasse e piu' ponti di Messina arrivano piu' inflazione e meno
tenore di vita. Questa, naturalmente, non e' affatto l'opinione dei
commentatori ufficiali: e' semplicemente la mia, ma io giro in autobus
e compro sulle bancarelle e la cosa che sento dire piu' spesso e' che
prima con cinquantamila lire ci si faceva la settimana e ora ci
vogliono quasi cinquanta euri.
Ora, puoi essere il migliore ciarlatano - beh, via, diciamo
illusionista - del mondo, ma se a meta' dello spettacolo si mette a
piovere la gente comincia ad agitarsi, a distrarsi, ad applaudire di
meno: e alla fine, se appena scivoli un momento, e' capace anche di
prenderti a urla e fischi.
Questo un professionista lo sa, e indubbiamente il signor B. e' un
professionista. Sa anche perfettamente quale sara' la scivolata: quando
i magistrati di Milano lo condanneranno (ne' io ne' il signor B. ne
dubitiamo un momento) e fra le pene accessorie ci sara', secondo
codice, l'interdizione dai pubblici uffici.
In una bella giornata di sole, il giocoliere raccoglie da terra la
condanna, la palleggia un po' per aria, e se la cava con una battuta
felice (con sei televisioni e dieci giornali non e' difficile). Ma se
invece piove e la gente e' ingrugnata per i fatti suoi, col cavolo che
bastano le televisioni. Potrebbe addirittura intervenire il capo dello
Stato; e potrebbero non esserne troppo scontenti i fidi alleati. Tutto
dipende dal tempo che fara' in quel momento. Da professionista, il
signor B. ricorda perfettamente gli italiani in piazza per linciare i
Beniti e i Bettini fino a poco prima entusiasticamente applauditi.
La cosa migliore e' dunque disinnescare la mina: mettersi d'accordo
prima - ora che splende il sole - sul fatto che una scivolata e'
consentita: e cioe' che in caso di condanna l'opposizione, per fair
play politico, non chiedera' le dimissioni. Questo accordo c'e' gia'
stato: esponenti molto autorevoli sia dell'opposizione politica che di
quella diciamo cosi' giudiziaria (nomi e cognomi: la responsabile
Giustizia Ds Finocchiaro; il vicepresidente del Csm Verde) hanno
pubblicamente dichiarato che non si pretenderanno dimissioni e che si
potrebbe addirittura ripristinare l'immunita' parlamentare.
Ma questo accadeva prima dei girotondi, prima di Moretti e prima dei
milioni di operai in piazza per lo sciopero generale. Adesso, l'impegno
di quei notabili e' carta straccia: perche' non si sa quanto essi
contino adesso e quanto siano in grado di controllare - in caso di
vittoria - la loro base. Cosi', il signor B. si ritrova al punto di
partenza.
Ecco, Cossiga arriva a questo punto. Con le sue "dimissioni" (purtroppo
respinte) egli minaccia il capo dello Stato, richiama al loro "dovere"
i notabili di destra e di sinistra, contrattacca. E richiama
esplicitamente - per primo - la faccenda della pena accessoria e delle
dimissioni: quel maledetto articolo di codice (firmato da un ministro
di Mussolini) e' senz'altro un articolo rosso, giacobbino e communista,
e communisti in eterno i magistrati che oseranno applicarlo: e vediamo
chi e' quel communista che ha il coraggio di appoggiare i magistrati,
che ora se la prendono con Berlusconi ma domani divoreranno tutti
quanti.
Ecco, la partita e' questa. Da piu' di sei mesi scriviamo che tutto
gira, in realta', attorno all'attesa di quel dopo-condanna. Il tempo
ora si va accelerando, e non gioca piu' per il signor B.: che adesso
non si trova piu' davanti solo i notabili con cui facilmente trattava
prima, ma orde sempre piu' incontrollabili di scioperanti, girotondini,
votanti cattolici, e chi piu' ne ha piu' ne metta. Perche' gratta
gratta in fondo all'italiano piu' qualunquista tutto sommato batte
sempre un che d'incontrollabile e piazzaiolo; forse addirittura
(orrendamente sospetta nell'insonnia il signor B) di, a modo suo,
communista.

Boh. A Genova, i dirigenti della polizia: s'inventarono le coltellate;
s'inventarono le molotov. Le prime "ricostruite" con un taglierino, le
seconde portate dai celerini dentro il "covo dei dimostranti". Bene.
Per carita' di patria, lasciamo andare. A parte queste brillanti
imprese, da La Barbera, Gratteri e Canterini vorrei sapere non perche'
mandarono in galera tanti innocenti, ma perche' non mandarono in galera
neanche un black-bloc.
Questi ultimi, in piu' occasioni, vennero fotografati insieme a
poliziotti (o squadre speciali?) in borghese, sorridenti e con le
braccia fraternamente sulle spalle. Di queste foto, ne vennero
pubblicate due o tre, e bastarono a fare scandalo all'estero. Ne
esistevano, tuttavia, molte piu' di due o tre: e probabilmente erano
custodite, dai capi dei manifestanti, nella famosa scuola Diaz. Se
fossero uscite su Le Monde o sul Guardian, avrebbero sollevato uno
scandalo molto maggiore. Per questo bisognava a tutti i costi fare
irruzione nella Diaz, a costo di inventarsi i pretesti piu' puerili,
ovviamente smascherati dalle indagini dei magistrati.
"Quelle foto debbono saltare fuori a ogni costo" e' l'ordine che
qualcuno ha dato a qualcun altro. Poco prima il vicecapo del governo
era venuto di persona a Genova o per turismo, o per dare ordini
precisi.

Bar Sport. "Sono fasulli, ecco che cosa sono. Fasulli. L'arbitro era
cornuto si', ma quelli sono fasulli".

Buone azioni 1. Gravi difficolta' economiche per le autorita'
ecclesiastiche inglesi; si pensa di mettere sul mercato alcuni Zurbaran
(oli su tela, soggetti religiosi, XVI secolo) per ripianare il passivo.
La crisi e' nata in seguito ad alcuni sfortunati movimenti di Borsa e
in particolare al crollo dei titoli Vodafone su cui i vescovi avevano
investito oltre ottanta milioni di sterline. (Cattolici o anglicani?
L'agenzia non precisa).

Buone azioni 2. Lanciata dai Ds una campagna di sottoscrizione sotto la
forma di Opa. Materialmente, si tratta di titoli obbligazionari in
tagli da cinque, dieci, venticinque e cinquanta euro. "Faremo delle
feste dell'Unita' le nostre Piazze Affari", si compiacciono di
dichiarare i dirigenti, evidentemente spaventati dai successi
elettorali conseguiti e quindi assolutamente decisi a riportare il
partito nella sua "moderna" collocazione di circolo di bempensanti
sempre meno votato. (Quoteranno il marchio in Borsa, prima o poi, I
suppose).

Buone azioni 3. All'esame della Conferenza Episcopale la possibilita'
di chiedere dei biglietti d'ingresso per le chiese di particolare
valore artistico, vale a dire quasi tutte. Il provvedimento e' gia' in
vigore a Santa Maria Novella e sara' esteso a giorni a Santa Croce. Non
e' invece per il momento prevista la quotazione in Borsa degli immobili
suddetti. "Cinque paternostri, dieci avemmaria e dieci euri".
"Penitenza?". "No, ticket".

Giornalismo. Sono 44 i militari italiani reduci dai Balcani affetti da
forme tumorali di vario genere. Di essi 27 hanno servito nell'esercito,
2 nell'aeronautica, 1 nella marina, 4 nei carabinieri.
Questa notizia, evidentemente di secondaria importanza, e' stata
giudicata meritevole di tredici righe e mezzo su una pagina interna
qualunque di un numero qualunque di Repubblica. Che almeno, a modo suo,
l'ha pubblicata.

Regio Esercito. Ordine del giorno. "Passeggiando scopo turistico in
libera uscita per il centro della Capitale, notava un gruppo di
individui intenti a smontare l'artistica Fontana di Trevi (XVII sec.)
per caricarne i pezzi su un furgone ivi parcheggiato. Dato
tempestivamente l'allarme e allertata una pattuglia di RR.CC. che
trovavansi poco lontano, metteva in fuga i malviventi con beneficio del
Patrimonio Nazionale nonche' del Prestigio delle Istituzioni.
P.Q.M. conferiscesi: Encomio Solenne
a: Allievo Ufficiale di Complemento Ciampi Azeglio Carlo.
Firmato, colonnello Einaudi cav. Luigi"

Fratelli d'Italia. Niente arresti domiciliari per Angelo Sanza (Forza
Italia) e Antonio Luongo (Ds), incriminati per una serie di gabbole e
tangenti architettate insieme in Basilicata. La Camera, nel respingere
quasi all'unanimita' la richiesta dei giudici, ha anzi decretato
l'apposizione nella Sala Lapidi di una nuova iscrizione: "Non li divise
la politica/ non li separo' il valsente/ Fraternamente unirono/ Cuori e
grimaldelli".

Sgarbi. Oddio, purche' ora non se ne venga nel centrosinistra. Noi
siamo abilissimi (Cossiga docet) a prenderci i rifiuti di Berlusconi.

Londra. Verra' aperta una "ambasciata musicale" del Regno Unito in
America per aiutare il pop britannico a superare la crisi che lo
colpisce da qualche tempo. Fra i primi cento titoli piu' venduti negli
Stati Uniti non figura infatti piu' nessun brano di artisti inglesi; i
top ten di quest'anno sono tutti made in Usa. Si calcola che che il
mercato discografico attuale muova circa diecimila milioni di dollari
fra America ed Europa. Una volta anni fa la Gran Bretagna aveva il
trenta per cento per cento di questo mercato, mentre ora e' scesa allo
0,2 per cento. Lontani i tempi della swinging London, dei baronetti
capelloni, dell'Inghilterra giovane e spregiudicata.

War not love. Secondo un rilevamento della American Sociological
Association il sesso fra teenagers tende a diminuire. Su un campione di
diecimila studenti (maschi) delle scuole superiori americane, il numero
di coloro che hanno rapporti fisici con coetanee e' sceso di quasi un
decimo rispetto ai dati dei primi anni Novanta.
Questo comportamento, coerente con altri trend non solo americani,
viene spiegato dagli autori della ricerca con una maggiore selettivita'
delle partner adolescenti, che adesso tenderebbero a consentire
rapporti fisici solo nell'ambito di una stabile relazione di coppia.
Questo a sua volta si spiegherebbe o con una piu' forte individualita'
personale delle ragazze (versione ottimistica) o con una piu' precoce
adesione dei giovani alla morale sessuale tradizionale (versione
pessimistica); oppure, probabilmente, con tutt'e due.
Da non sottovalutare il peso delle mutazioni culturali indotte
dall'Aids, ormai presenza stabile da diverse generazioni: il rapporto
sessuale conserva il suo aspetto "avventuroso" e di formazione piu'
nelle categorie "estreme" che in quelle "normali", dove tende a essere
assorbito nella stabilizzazione adulta dei ruoli.
La gioventu' come fase intermedia fra adolescenza e maturita', anche
sessuale, tende insomma a scomparire, erosa ai due estremi. Le scelte
sono sempre piu' fra "ragazzo" ed "adulto", senza fasi intermedie e
senza mediazioni che non siano in buona parte indotte e commerciali. La
scoperta del proprio corpo tende a coincidere con la sua valutazione -
in senso ampio - sul mercato; la scoperta della propria personalita'
con la sua capacita' di produrre sicurezza e integrazione.
Un diciottenne e' un adulto con pochi anni. Un trentenne, un ragazzo
con molti.

Cronaca. Una citta' qualunque: tanto, ormai... I giudici del tribunale
(presidente Marco Canepa) hanno assolto, perche' il fatto non
costituisce reato, Pasqualino Leone (assistito dall'avv. Gianluca
Gulino) ritenuto responsabile di falso in bilancio. Il 28 gennaio del
2000 altro collegio giudicante lo aveva condannato a un anno e sei mesi
di reclusione.

Cronaca. Giardini (Messina). Costringevano i compagni di scuola (media)
a pagare il pizzo consegnando soldi o merendine. I giovanissimi
estortori sono stati denunciati e riconsegnati alle famiglie.

Cronaca. Roma. Ancora una innovativa sentenza della Corte di
Cassazione, l'organizzazione romana capeggiata fino a poco tempo fa dal
giudice Carnevale. Stavolta Hanno annullato l'ordine d'arresto per i
presunti terroristi Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, entrambi sotto
accusa per la strage di piazza Fontana.

Palermo. Abolita provvisoriamente dal prefetto la costituzione
italiana. Il testo, che bizzarramente prevedeva la liberta' di
manifestazione, e' risultato in contrato con le piu' elementari
esigenze di ordine pubblico, e in particolare con la liberta' di
parlamentari, assessori, arcivescovi ecc. di svolgere regolarmente le
proprie funzioni senza essere infastidite dalle grida di folle vocianti
e potenzialmente sovversive. Il problema a Palermo si pone soprattutto
per quei mascalzoni di senza-casa che, col pretesto di non avere una
casa dove andare, hanno preso l'abitudine di passare le giornate a
gridare "casa-casa" sotto i palazzi del comune e della regione.
Percio', d'ordine del Regio Prefetto, e' vietato fino a nuovo ordine
assembrarsi sotto i palazzi suddetti nonche' (par condicio) la
cattedrale.
Attivamente ricercato Mazzini.

Mea culpa. < Caro Riccardo, invece della storia di Scordia hai
raccontato quella di Bronte. Perche' in realta' il famigerato Turi
Leanza e' stato eletto sindaco a Bronte con i voti di Dell'Utri al
quale ha donato in cambio tre assessorati. A Scordia invece, per
fortuna, non e' andata male. Al ballottaggio sono andati due candidati
del centrosinistra e alla fine tra l'altro ha vinto una donna
(appoggiata da Margherita, Rifondazione, Comunisti Italiani e Sinistra
Ds). Tuo Antonio >
Questa e' solo una delle sei lettere arrivate per rimproverarmi la
cazzata in cui sono incorso l'altra settimana, confondendo due diversi
paesini e attribuendo all'uno cio' che invece era successo all'altro.
niente di una confusione del genere, ma in Sicilia si'>.
rinterza Biaggio, giustamente incazzato. E mi risparmio gli altri tre.
Sbagghiai, e' vero e non ci sono scuse. Meritata vittoria della
sinistra a Scordia, affermazione di un chiacchierato ex-"socialista" a
Bronte, e netta sconfitta del vostro presuntuoso cronista, colto in
castagna.

markstwain@hotmail.com wrote:
< Ovvia, signor O., non mi faccia cosi' il malinconico, con quel finale
dei tre ragazzi "traditi, dolcissimi"! Quelli la' erano solo tre
sfigati senza prospettive, incapaci di costruirsi un futuro concreto,
basato suI solidi principi delle tre "i" berlusconiane.
Ma li guardi i veri giovani, quelli felici di vivere, coscienti di
sapere dove stanno e cosa fanno e faranno. Li guardi dalla De Filippis
e in tutte le trasmissioni clonate da quella. Li guardi, quei giovani e
butti via tutta la sua retorica sulla Pantera e i valori traditi e i
siciliani che scendono in piazza per la villa del sindaco di Agrigento.
Demagogia, populismo, veteromoralismo sinistrorso.
Si inorgoglisca, invece, perche' i siciliani veri stanno, poco a poco,
rimuovendo anche le tracce di quelle brutte pagine della loro storia.
Quando figli della Sicilia, servitori dello Stato, tutto fecero per
infangare la loro terra, cercando di criminalizzare uomini d'onore e
politici loro amici. Quei due - nemmeno li voglio nominare! - erano
serpi in seno alla Sicilia che tentava di mantenere salde le proprie
tradizioni, i propri valori, primo fra tutti quello della famiglia e
dell'onore.
Dorma tranquillo, signor Orioles: la Sicilia e' in buone mani, mani che
presto restituiranno ai loro cari i detenuti politici vittime del
precedente regime forcaiolo. In quanto ai 65.000 miliardi dall'Europa:
magari, se lei la smettesse di rompere i coglioni, ovvia, qualcosina le
potrebbe anche toccare, non crede? Magari si fa su il suo bel
ponticello anche lei, per andare a dormirci sotto. >

Devan wrote:
< Intitolare un parco ad Almirante? Non e' una cattiva idea: come e'
giusto perpetuare il nome dei personaggi nobili, cosi' sarebbe un
peccato lasciar cadere nell'oblio quello dei bastardi, tanto per
ricordare che la stronzaggine non e' solo prerogativa dei politici
attuali. Un parco poi mi sembra l'idea piu' adatta per ricordare un
personaggio del genere: dal letame nascono i fiori. >

Persone. Non credo che abbiate mai sentito parlare del professore
Giuseppe d'Urso, a meno che non siate lettori di vecchia data, o che
non abbiate fatto antimafia in Sicilia quando l'antimafia si faceva. E'
morto sei anni fa di questi giorni; e' stato fra le venti persone che
hanno piu' contribuito alla lotta contro i poteri mafiosi e
all'individuazione dei loro rapporti reali. Fu il primo, in tutta
Italia, a descrivere con precisione il legame organico fra mafie e
massonerie e ad analizzarne le strutture. Il termine "massomafia" venne
coniato da lui.
Nell'82 denuncio' pubblicamente, per primo, i cavalieri catanesi. Nel
gennaio dell'84, dopo l'assassinio di Giuseppe Fava, aderi' ai
Siciliani e fondo' l'Associazione I Siciliani, un vero e proprio Cnl
antimafia che, col Coordinamento Antimafia e il Centro Peppino
Impastato, fu allora il primo esempio in assoluto di politica militante
fuori dai partiti.
Nel '90 fu fra i ventiquattro fondatori della Rete, nata non come un
partito ma come un movimento unitario di liberazione: ne organizzo' i
primi passi dal letto in cui gia' era inchiodato, contribuendo in
maniera determinante alle sue prime vittorie. In seguito, le ambizioni
personali vi presero il sopravvento sugli ideali originari. Ma gia'
allora, e non casualmente, egli ne era stato emarginato.
Gli ultimi anni, di lunga malattia, li sopporto' virilmente, ragionando
fino all'ultimo. Una sera, quando una diagnosi dei medici gli dava
poche settimane di vita, mi avverti' pacatamente che non avrebbe
potuto, non per sua colpa, far fronte ad alcuni impegni organizzativi
predisposti. Me ne espose il motivo. Mi dette cortesemente alcune
istruzioni per continuare in sua assenza. Il resto della serata fu
speso in una conversazione su alcuni punti controversi del pensiero di
Benedetto Croce.

E il tuo dolce calore e le tue mani

E il tuo dolce calore e le tue mani
Cosi' gentili ai polsi e cosi' offese
E il tuo corpo che dorme e le tue labbra
nel sogno inconsapevole e il sorriso
che le fiorisce tenero e il tuo viso
nella luce amorosa del mattino

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