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Catena di SanLibero n. 242

3 agosto 2004 - Riccardo Orioles

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E bravo Bossi. E' stato l'unico, in tutto il governo, a muoversi con
lucidita' e coerenza e alla fine a salvare, almeno per ora, la baracca.
La crisi, piu' che governativa, era aziendale: prodotti difettosi,
clienti scontenti, vendite a picco e tutti i vari figli generi e
cognati che cominciano a mugugnare, a litigare fra loro, e infine a
puntare il dito contro il padre-padrone. Il piu' accanito di tutti era
quell'acqua cheta con gli occhiali, quello la' che ha studiato, il
Follini. "Perche' ci ostiniamo a piantare cavolfiori? Non li vuole piu'
nessuno!".
"Quand'ero giovane io i cavolfiori li vendevamo a camionate!". "Ma
papa', siamo nel duemila, lo vuoi capire?". E cosi' via. Alla fine, la
situazione era la seguente: ultimatum di Follini; ultimatum di Fini;
Bondi (il figlio scemo, quello che non sa dire altro che "si', papa'")
seduto in un angolo con la testa fra le mani; le vacche che muggivano
nella stalla in mezzo al letame; e i clienti che aspettavano fuori
mugugnando "Ostia, ma che l'e' chesto chi? Quasi quasi mi vado alla
fattoria Mortadelli...". E lui in persona, il proprietario-fondatore,
il padrone, che si agitava qua e la' minacciando, rispiegando,
sbraitando, fermandosi improvvisamente ogni tanto e buttandosi su una
sedia, senza parole. "Papa', che hai? Stai male?". "Tutta commedia, e'!
Lo so io qual e' il suo male! Gli rode che vuol comandare sempre lui,
come nel novecento!". E la rissa continuava.
Il Bossi, come abbiam detto, e' quello che ha stoppato per il momento
la situazione. "Va bene - fa - io mi contento di un pezzo di fattoria,
quello a nord, che e' una vita che papa' me l'ha promesso; del resto
fate quel che volete voi, che io firmo tutto. Pero' lasciatelo in pace,
pover'uomo! Tanto lo sapete, che se va in malora lui si va in malora
tutti quanti".
"Tu firma, bravo - fa il Follini, con quell'aria saccente - Firma e
vattene, che noi tanto qua dentro siamo tutti d'accordo. Non e' vero,
ragazzi... Ehi, ma che stai contando, tu? Chi te li ha dati?". "Ehm...
io... - Rocco sorrise col suo solito sorriso scemo, continuando a
contare i soldi - Me li ha dati papa', dice che debbo viaggiare, debbo
andare in Europa...". "Ma che vuoi viaggiare, tu, a farti ridere in
faccia da tutti! Di' piuttosto che il vecchio t'ha comprato! Ma ora ci
pensiamo noi, non e' vero Gianfranco?".
Ma Gianfranco sorrise imbarazzato. "Senti... io... veramente...". "Ehi,
ma eravamo d'accordo! Che cazzo dici?". "Guarda, io... davvero, non me
la sento... del resto vedi cos'ha detto l'Umberto, se ci veniamo
incontro un po' tutti...". "Frocio! Stronzo! Senzapalle! Eravamo
d'accordo!". "Va bene, saro' senza palle, pero' io qua a sfasciare
tutto non me la sento... Qua, se la ditta va a ramengo, ci tocca andare
tutti a lavorare davvero!". "Io sono amico di Putin, io! Io quando ci
dico una cosa a Bush, lui si' che mi da' retta!" sbraito'
improvvisamente il vecchio.
"Buono, papa', statti zitto che e' meglio - fece il Bossi - Allora,
ragazzi, siamo d'accordo? L'ala nord a me, il resto fra tutti voi
appena vi decidete, papa' resta qua nella sua stanza, ai clienti
raccontiamo che non s'e' potuto fare le consegne perche' i communisti
hanno guastato il camion ma ora lo ripariamo e torna tutto a posto".
"Mah. Io quasi quasi ci sto". "Boh. Vediamo se funziona. Un paio di
mesi...". "Io vado in Europa, io vado in Europaaa...". "Vabbe'...
tanto, peggio di cosi'...". "Casomai ne riparliamo a settembre...". "E
allora io a Putin ci ho detto...". Bravo Bossi.
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Valori. Qualche giorno fa sui giornali sono uscite in contemporanea -
del tutto casualmente - due notizie. La prima era sul dibattito
finalmente in corso fra i piu' laici in Egitto: la condizione
tradizionale della donna nei paesi arabi e' una vergogna, in questo
bisognerebbe prendere un po' dall'occidente. La seconda
dall'amministrazione americana in Iraq: la quale "amministrazione", a
quanto sembra, oltre che vessatoria e incivile e' stata anche ladrona,
tanto che almeno ventisette scandali sono attualmente sotto indagine
per ruberie d'ogni tipo.
Alcuni valori "occidentali", a quanto pare, suscitano nostalgia anche
altrove. Se pero' a portarceli provvediamo noi occidentali in prima
persona, la faccenda va in mona e dei valori restano solo quelli
contabili, quelli a cui in fondo noialtri siamo piu' attaccati.
L'ideale sarebbe che ognuno si occidentalizzasse da se', se e quando
vuole. Ma cosi' noialtri che abbiamo il copyright non ci guadagneremmo
una lira. Il che, evidentemente, non sarebbe giusto.
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O le cinque ragazze, studentesse coraniche, annegate in Turchia perche'
tutti quei veli islamici le hanno tirate a fondo. I loro colleghi di
fanatismo le hanno lasciate annegare per non dovere - orrore, orrore! -
toccare delle donne impure. Incivile, vero? L'Islam fanatico e
l'occidente civile. Noi invece le lasciamo annegare, al largo di
Lampedusa o di Pantelleria, per non dovere - orrore, orrore! -
ammettere delle donne clandestine. Chi e' piu' incivile dei due? Chi e'
civile?
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America. Comunque vadano le elezioni, qualcosa e' gia' cambiato nel
sistema elettorale. La strategia dei due partiti e' sempre stata la
"corsa al centro": poiche' a determinare le elezioni erano gli elettori
incerti fra i due, l'obbiettivo era essenzialmente di catturare i piu'
affini dello schieramento avverso, e dunque viva i "centristi" delle
due parti. Questo pero' ha funzionato finche' l'America e' stata
tranquilla e in pace, con un ceto medio forte e incontrastato. Un bel
giorno questo paese felice, con valori complessivamente condivisi da
quasi tutti - dalla Colt 45 alla torta di mele - si e' svegliato
diverso: due milioni di milionari, due milioni di carcerati, ceti medi
in crisi, futuri incerti e magma occupazionale. Un paese, fra l'altro,
in cui erano sempre meno gli elettori che andavano a votare.
A questo punto, i guru si sono accorti che il problema non era tanto di
togliere voti al nemico, quanto di conservare i propri: che
minacciavano di fuggire non dall'altra parte del fronte, ma
semplicemente nel non voto o in qualche voto strano, alla Nader. Da
quel momento in poi, i democratici hanno cominciato a chiedere i voti
ai democratici e i repubblicani ai repubblicani, sottolineando ciascuno
la proprie identita' e gridandola a gran voce. I democratici, cosi',
sono diventati piu' "di sinistra" di quanto non fossero mai stati:
Micheal Moore viene invitato ufficialmente al congresso, e ci si trova
benone. Dal canto loro, i repubblicani ormai fanno i mangiafuoco senza
pudori: guerre, bombe, America uber alles, cose che neanche Reagan
aveva mai osato teorizzare. Ciascuno dei due, in sostanza, adesso e'
costretto non piu' a rincorrere i moderati altrui, ma a rassicurare i
propri radicali. Il "nucleo duro", dicono gli esperti ora, e' quello a
cui rivolgersi per primo: perche' se il nucleo duro non va a votare,
addio moderati ormai inutili e addio elezioni.
La lezione e' stata appresa bene da Bossi e Berlusconi. Nella sinistra,
invece, sono ancora persuasi di dover conquistare il ragioniere di
Voghera, e non perdono occasione di sottolineare che loro sono di
sinistra si', ma "cum juicio" e solo fino a un certo punto. I suoi
massimi esponenti, riportati miracolosamente a galla dal plebiscito
communista-cattolico contro la guerra, ogni mese trovano un pretesto
diverso (l'ultimo: se vince Kerry, la guerra diventa buona) per dire
che tutto sommato in Iraq ci si potrebbe anche restare. Con tutta la
buona volonta' che abbiamo di votarli, l'ostacolo principale sono le
loro stesse dichiarazioni. A volte ho la sensazione che a far
propaganda per Fassino e Prodi siamo rimasti solo noi giacobbini
impolitici, mentre loro non fanno altro che ripetere "Non votate per
noi!".
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Narco. Il ragazzo - che a dire il vero sara' sui
ventitre'-ventiquattro: cresciutello - esce tutto felice dal bar con un
altro imbecille accanto e due fighette. Ha una bella maglietta nera con
rotte colombiane e scritta "NARCO", che mi dicono e' una maglietta alla
moda e siamo in Sicilia. Molti anni fa di questi tempi - il 6 agosto
del '95, per l'esattezza - un altro ragazzo come lui si fece ammazzare
dai narcotrafficanti a Palermo per difendere un suo collega-poliziotto
e amico, che si chiamava Ninni Cassara'. Il ragazzo Roberto Antiochia,
che aveva ventitre' anni come quello della maglietta, non aveva alcun
obbligo di esserci: lui stava a Roma, l'avevano trasferito la' dopo
anni di prima linea, ma quando senti' che Cassara' era in pericolo fece
domanda per tornare a Palermo a fargli da scorta. E torno' appena in
tempo per esserci ammazzato, i due amici insieme sotto casa della
fidanzata di uno dei due.
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Metodo. Che differenza c'e' fra il manager "comunista" di Shangai e
quello "capitalista" della Enron? Nessuno dei due, tecnicamente,
possiede i "mezzi di produzione"; entrambi comandano, con poteri
assoluti, sulla sovrastruttura finanziaria; come definiremmo cio', in
termini di classe, rispetto ai vecchi tempi? "Coercitivo" e' un termine -
tecnicamente - piu' etico che strutturale; noi non diciamo che un
feudatario era stronzo, diciamo che era un latifondista militare. Se
adottassimo il metodo della provvisorieta'? Difendere l'umanesimo e il
singolo, finche' non arriviamo anche a capire dei meccanismi piu' ampi;
cosi' almeno siamo sicuri di non far danno; cercando (brechtianamente) di
estrapolare dati e modelli sempre piu' ampi, trattando ad esempio Linux
come la locomotiva, dalla quale discesero poi le nuove classi
industriali, il positivismo e il sindacato. Tutto datato storicamente,
s'intende, strumento di lavoro; unico punto fermo "ideologico" il
rifiuto di ogni lager, comunque motivato.
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Borsa. Bonaparte, nel caso peggiore, ha la possibilita' di far casino
in Europa ancora per uno o due anni, se gli va bene anche una sola
battaglia. Un paio d'anni d'appalti, questo va bene, ma anche di
sterline che se ne vanno per sostenere russi, austriaci, portoghesi e
Dio sa quanti altri alleati non disposti a muovere uno stivale senza
cash pronta cassa. Un paio d'anni di blocco continentale, e quindi con
mezza Europa chiusa ai cotoni, con la flotta da spedire su e giu' per
le Antille a quindicimila sterline al giorno...
Beh, sarebbe effettivamente un po' lungo stare a riportare tutte le
preoccupazioni, tutte le supposizioni e i boatos che giravano per i
club di Londra, quelli nei dintorni della Borsa naturalmente. Ci vuole
una giornata abbondante, per avere notizie precise dall'Europa. Un po'
di piu' quando si tratta di notizie complicate come quelle relative al
movimento di un esercito, anzi di tre o quattro (Bonaparte, il nostro,
i prussiani, quello che Bonaparte avrebbe distaccato - ma sara' vero? -
al comando di un certo Groucy). Da stare col fiato sospeso, con tutti i
soldi che ci sono in ballo. E siamo nel giugno del 1815: Borsa ferma e
in attesa.
In realta', "quasi" ferma. Qualcuno infatti, nonostante l'incertezza,
sta comprando a metri cubi titoli di Stato, sta rastrellando azioni
delle Antille e della Martinica (che da quando c'e' la guerra sono
carta straccia) e sta vendendo, senza dare troppo nell'occhio,
partecipazioni nei salnitri che servono per fare la polvere da sparo. A
questo qualcuno, poco prima di pranzo, sono arrivate poche parole via
telegrafo ottico, un marchingegno francese di corde e pali che le
autorita' britanniche non hanno mai voluto adottare ma che un
intraprendente privato ha organizzato alla meglio per proprio uso
personale. Il "qualcuno", adesso, e' nella sala da fumo col suo porto
in mano, e beve distrattamente con aria molto rilassata. Andra' in
Borsa fra poco, stando molto attento ad arrivare un po' in ritardo e
con una certa noncuranza. Poco prima dell'ora del te', buttera' sul
mercato le azioni della fabbrica di fucili di Sheffield, che saliranno
immediatamente per poi precipitare poco prima della chiusura.
Nello stesso momento Napoleone, avendo perso - da poche ore - l'ultima
battaglia della sua carriera, e' sballottolato dentro una carrozza
sulla via di Parigi. Non ci saranno piu' guerre europee per novantanove
anni: ma questo, salvo Napoleone nella carrozza e Rotschild col suo
bicchiere in mano al tavolino del club, non puo' immaginarlo ancora
nessuno.
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Trend 1. Aperta a Ravanusa (provincia Girgenti) "la prima agenzia di
pompe funebri in Italia specializzata nel trattamento estetico". Si
chiama, naturalmente, Funeral House.
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Trend 2. Un "look man" specializzato, il drammaturgo e regista Aldo
Sarullo, e' stato assunto dal boss Vito Palazzolo per "ricostruirgli
l'immagine", alquanto deteriorata in seguito le indagini del pool
antimafia palermitano, dalla magistratura svizzera, degli inquirenti di
"Pizza Connection" e di numerosi altri investigatori e magistrati del
pianeta. Palazzolo, che vive esiliato in Sudafrica per sfuggire alle
angherie di costoro, dichiara di essere pronto a tornare in Sicilia
(dopo una utile sentenza di Cassazione) e di aver grande fiducia nelle
capacita' di restyling del Sarullo. Costui a sua volta, pur non
riuscendo a capire perche' il suo cliente "sia stato considerato tanto
meritevole di attenzione giudiziaria", e' deciso a salvarlo dal destino
di quei siciliani che "per talento o per destino percorrono una strada
dura e spietata come quelala della finanza e degli affari". L'ultimo
cliente eccellente del "look man" siciliano, prima di don Vito, e'
stata Forza Italia di Palermo.
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L'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna
del 2 agosto 1980 comunica che la Relazione conclusiva della
Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2,
presieduta dall'on. Tina Anselmi e' disponibile nella versione
integrale nel proprio sito.

Bookmark: http://www.stragi.it/index.php?pagina=vicenda&par=p2
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Cronaca. Palermo. Retata della polizia nella Palermo-bene per un
traffico di cocaina gestito da Cosa Nostra per rifornire numerosi
imprenditori e professionisti palermitani. I rifornimenti di droga
venivano regolarmente richiesti da questi ultimi via e-mail.
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Cronaca. Palermo. Sit-in dei senzatetto al santuario di santa Rosalia.
I manifestanti (una trentina di famiglie provenienti dai quartieri
poveri) protestavano perche' il comune non aveva mantenuto la promessa
di assegnare alle famiglie bisognose gli appartamenti sequestrati ai
mafiosi in citta'.
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Cronaca. Catania. Rinviato a giudizio per associazione mafiosa ed
estorsione l'imprenditore Sebastiano Scuto, 63 anni, il "re dei
supermercati" siciliani. Scuto, uno dei personaggi al centro del "caso
Catania", e' accusato di avere utilizzato amicizie con mafiosi della
cosca Laudani per espandere il proprio impero commerciale. Secondo
alcuni pentiti, consegnava le videocassette delle rapine consumate nei
suoi centri ai mafiosi per fargli identificare e "punire" gli autori.
Scuto controlla l'Aligrup Spa (trecento milioni di euri di fatturato).
Per la sua liberazione sono piu' volte "scesi in campo" anche i suoi
dipendenti con presidi organizzati davanti al Palazzo di giustizia di
Catania e al carcere di Parma dove era detenuto. (m.b.)
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Persone. E' morto un giornalista, Tiziano Terzani. La stanza di quelli
che scrivono (e non fanno enterteinment, ne' propaganda) e' sempre meno
affollata.
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marcobenanti@tiscali.it wrote:
< Cartoline dalla Sicilia. Grande serata all'ex lido "Longobardo".
L'avv. Vito Branca, presidente Sac, gia' tesoriere dei Ds, ha parlato
del nuovo comitato pro Amatori, di cui e' uno degli animatori. Il
giornalista Lazzaro Danzuso, consigliere regionale dell'Ordine di
Sicilia, ha presentato il nuovo club Amatori: prima tessera al sindaco
Scapagnini presente alla serata e seconda per il comico Gino Astorina,
anche lui ospite della bella serata, allietata dalle performance dei
nuovi giocatori dell'Amatori. Nel corso della piacevole serata, sono
intervenuti anche il vicepresidente del Catania Football Club Petrina,
l'on Benito Paolone e l'avv. Silvestro Stazzone, componente del
Consiglio d'Amministrazione del "Giornale di Sicilia". Nelle prime file
il dott. Sergio Cassar, Presidente dei costruttori etnei. Al centro
della serata alcune emergenze isolane: il campionato del Catania,
quello dell'Amatori, la "voglia di riscatto" del Sud, animato da Benito
Paolone. Alla fine, abbracci e baci fra tutti i partecipanti e finale
con pizzette, arancini e spumante. (Ansamai) >
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Marco Palomba wrote:
< Riccardo, Ricca', un discorso lungo sulla tecnologia in mano (anke)
alle donne. Evviva. L'immancabile strale sul controllo di preti &
affini censori sul sesso e il peccato inventato dall'uomo e bla... Poi,
alla fine, cosa kiedi alle donne, a questa dignitosa & imprescindibile
meta' del ns cielo vilipesa - dici bene- durante la storia.. cosa kiedi
e auspiki?? "Mi auguro vivamente che non aboliscano (almeno non del
tutto) i siti porno...". Proprio uno dei luoghi dove anzitutto la LORO
strumentalizzazione puo' (x un piacere idiota molto maskilista e
commercialissimo) essere perpetuata...! Quantunque fosse una battuta,
mi sei sceso un po'. Io sono esigente, amico mio. Lo immagino anke di
altri lettori.. E questa, sulla falsariga di analoghe uscite, non ci
sta bene. Semplicemente. E anche secondo il genio femminile (Karol
'94) >
* * *
Caro Marco, purtroppo hai ragione. Ovviamente scherzavo, ma e' uno
scherzo brutto, di quelli maschilisti, da bar. L'unica giustificazione
- no, spiegazione - e' che ho irrimediabilmente piu' di cinquant'anni.
Invece sbagli sul "controllo di preti & affini": quella e' (o meglio,
e' stata) una cosa vera e pesante; non e' necessariamente legata a
questa o quella religione, e forse e' semplicemente legata alla fase
primordiale, autoritaria e "maschile", di ogni religione: compresa, a
ben vedere, anche quella communista (i gay perseguitati a Cuba sono una
cosa molto "cattolica"). Non c'e' da mettere pezze su questo, ma da
riconoscerlo onestamente per contrastarlo. Nascondersi le persecuzioni
cubane significa tradire Che Guevara, confonderlo coi poliziotti
"comunisti"; nascondersi le persecuzioni cattoliche significa tradire
san Francesco, confonderlo coi preti dell'Inquisizione.
________________________________________
riccardo.perricone@selital.it wrote:
< Ti segnalo due probabili sviste. Henry Potter: in realta' si chiama
Harry Potter. Ci sono affezionatissimo, fa parte del periodo in cui
iniziai a rendermi conto di quanto fosse meravigliosamente bello avere
un bambino; rileggo quasi ogni sera Potter, proprio per ricordare
quanto non mi e' piu' dato vivere giornalmente, ma soltanto "ogni
tanto". Quanto a Torretta Granicola: ma non si chiama Capo Granitola,
dove c'e' il faro e dove ho fatto tantissime volte il bagno in un
periodo lontanissimo nel tempo? Dove ci sono state risate, luce,
tantissima luce e deliziosa gioia di vivere? Dove non posso tornare
perche' resterei annichilito dalla stessa luce? >
________________________________________
Enzo Baldoni wrote:
< L'americano coi baffoni da tricheco si sposta al mio fianco.
Attacchiamo discorso. E' del Texas, si chiama Lee e, come immaginavo,
e' un contractor che sta andando a Baghdad. Lavorera' a rimettere in
piedi una fabbrica di corn flakes per la Kellog's. Ha gia' lavorato in
Cile, in Brasile, in Colombia. Molto americano: prima i Bradley, poi i
Caterpillar. E' convinto di riportare la liberta' all'Iraq. Gli
iracheni sono contenti che noi americani siamo intervenuti, dice. E
probabilmente, per una buona fetta della popolazione, e' anche vero.
Nel cuore tatuato sul braccio sono incise tre lettere: "L.A.L." Qualche
societa' segreta? Ma no. Piu' modestamente, sono le iniziali di Lee And
Linda: "Venticinque anni di matrimonio e una figlia di diciassette
anni" borbotta con orgoglio. Ha l'aria di un brav'uomo >

Bookmark: http://bloghdad.splinder.com
________________________________________
Galina Padovanskaya rosapia.bonomi@libero.it > wrote:

Limmerick

< Un ragioniere di Trento
aveva un televisore
perfino nella giacca a vento
e guardava la partita
anche quando era finita.

Ma c'era un professore,
precisamente di Bari,
con due televisori:
per i giorni dispari e pari.
Se li portava in moto,
e in piscina quando andava a nuoto.

Una casalinga di Vicenza
aveva un televisore
perfino nella credenza.
Lo accendeva a tutte le ore
e non poteva piu' farne senza.

Insomma, la televisione
comanda pure alla gente?
Allora questa filastrocca
si puo' rovesciare come niente:
Un televisore di Trento
aveva un ragioniere
perfino nella giacca a vento... >

* * *

American Express

< Da Baltimora
a Baltibionda
viaggia una tizia
bella rotonda.
Non ha bisogno
della carriola,
e poi non naviga,
nemmeno vola.
Non ha bisogno
nemmen del treno:
ci mette un solo
battibaleno.
La veste solo
una lattuga,
lei svelta rotola
sul bagnasciuga.
E cosi' viaggia
bella rotonda
da Baltimora
a Baltibionda. >
________________________________________

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