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Catena di SanLibero n. 248

12 settembre 2004 - Riccardo Orioles (giornalista antimafia)

Simona, l'altra Simona, Enzo sono di quelle persone che finiscono sui
giornali solo quando succede loro qualcosa di eccezionale.
Hanno bisogno, per essere "persone importanti", di essere tirate dentro
alle storie dei grandi capi del mondo, quelli che ammazzano a massa per
nobili ragioni e son dunque i protagonisti ufficiali dei giornali.
Ma i nostri amici non sono importanti perche' aggrediti ora. Sono
importanti per la loro vita normale, quella in cui il pericolo - come
il pericolo del minatore o del ferroviere - e' semplicemente un aspetto
di un lavoro da fare, non uno spirito di guerra.
Nell'indifferenza ufficiale, sono stati loro - loro, e quelli come loro
- a costruire le cose che resteranno. Enzo e' stato fra i pochissimi
giornalisti a raccontare le storie del mondo cosi', come le vive la
gente comune. Non credo che gli editoriali del Corriere saranno di
qualche utilita' per chi vorra' ricostruire la crisi irachena fra
vent'anni. I blog di Baldoni invece si'.
Cosi', fra tanto sbraitare di lotta al terrorismo, il Ponte per Bagdad,
le Ong, le due Simone, sono gli unici che l'hanno fatta veramente. Gli
unici a contrastare il terrorismo nella testa della gente. Di tanti
generali, politici, commentatori strategici e presidenti, nessuno e'
riuscito a ottenere un minimo non dico di solidarieta' ma di
comprensione dalla gente di Bagdad. I nostri amici si'. Sono loro ad
aver portato le donne irachene, i sunniti, gli sciti, tutti quanti, a
dire "siamo nemici del terrore". Non l'hanno fatto con le armi ne' con
la propaganda, ma con l'esempio. Uomini e donne buoni, senza interessi
da difendere, senza secondi fini: convivendo con loro, guardandoli
vivere, anche i piu' diffidenti hanno capito che forse occidente e
oriente hanno qualcosa in comune, che forse sull'amicizia reciproca si
puo' costruire qualcosa. Questo e' un risultato fortissimo, storico,
che ci aiuta a pensare che fra vent'anni, probabilmente, il solco del
terrorismo reciproco sara' un ricordo passato, inutilmente alimentato
da pochi politici ma irrimediabilmente datato per il senso comune.
Non sarebbe la prima volta. L'Iraq, il mondo arabo, non e' il primo ad
essere tentato dalla violenza di massa contro "l'occidente".
Laggiu', nonostante le occupazioni militari, le repressioni durissime,
lo sfruttamento economico e la morte civile, e' solo una parte della
popolazione, e solo occasionalmente, che da' credito al terrorismo. Da
noi in Europa, sessant'anni fa, la situazione era molto peggiore. Su
ottanta milioni di tedeschi erano molto pochi quelli che non
approvassero il terrorismo di massa contro i russi o gli ebrei. Eppure,
nel giro di appena due o tre generazioni, i tedeschi sono diventati il
paese piu' umanitario e civile d'Europa.
Non sono state Dresda o Hiroshima a ottenere questo risultato. E' stata
la chitarra, la chewing-gum, il rock, l'esempio della vita libera, il
non-razzismo con cui complessivamente i vincitori hanno saputo
amichevolmente "invadere", nel dopoguerra, coloro che avevano appena
vinto. La liberta' e' contagiosa, e l'America di allora lo sapeva.
Adesso non lo sa piu'. Convinta che conta vincere, e che tutto il resto
e' poesia, non e' piu' in grado di trasmettere altro che violenza. Se
gli americani di ora avessero dovuto gestire, con i metodi attuali, il
dopoguerra di allora probabilmente a Berlino meta' della popolazione
sarebbe ancora nazista e in Giappone si esalterebbero ancora le gesta
di Tojo.
Dopo l'undici settembre, la risposta e' stata l'invasione e il
bombardamento, non la lotta al terrorismo. In Russia, adesso, i
generali annunciano la guerra preventiva e totale. In entrambi i casi,
da un lato si e' lasciato campo libero - per incompetenza e incapacita'
professionale - ai veri e propri terroristi, dall'altro si e' fatto il
possibile per punire (e dunque coinvolgere) i rispettivi popoli al loro
posto. Non sembra che nella politica ufficiale di americani e russi
qualcosa stia cambiando. Le prospettive del terrorismo sono dunque
sempre piu' rosee, molto migliori di tre anni fa.
* * *
Per fortuna, ci sono persone come Baldoni, Pari, Torretta, Strada,
Zanotelli, Frisullo. Diciamo persone, ma in realta' ciascono di questi
singoli e' sicuramente espressione, ognuno a suo modo ma con
un'omogeneita' impressionante, di qualcosa di ormai molto collettivo.
Il movimento pacifista italiano (il Ponte per Bagdad, per esempio) ha
ormai una storia lunga dieci anni. Non e' piu' una storia di
entusiasmi, ma di consapevole e pratica maturita'. E' stato questo
movimento, per la prima volta nella nostra storia, a impedire in un
primo momento la partecipazione italiana una guerra coloniale, e a
ridurla al minimo anche dopo. E' stato esso e esprimere una politica
non velleitaria, realistica, per ricucire i rapporti col Terzo Mondo.
E' riuscito ad affrontare questioni difficilissime e radicali senza
ideologizzarsi piu' di tanto e mantenendo un legame strettissimo fra
componenti "cattoliche" e "comuniste". E' stato esso ad esprimere i
militanti civili in cui tutto il paese oggi si riconosce.
* * *
Tutto cio' e' ancora ai margini, pur essendo la minoranza piu'
consistente del paese e forse, in certi momenti, la maggioranza. Si
riflette solo occasionalmente sulla politica ufficiale, che e', quanto
a questi problemi, estranea quanto un uomo del settecento al primo
socialismo. Ci si chiede quanto tutto questo potra' durare, e quando
una cultura come questa comincera' - come ci sembra naturale - a
governare esplicitamente qualche paese europeo.
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Europa. Nuova sconfitta del socialdemocratico Schroeder a un'elezione
locale, nella Saar. Schroeder, che appartiene all'ala moderata della
Spd, da alcuni mesi e' impegnato in una campagna di ridimensionamento
dello stato sociale, vagamente blairiana.
Da allora perde un'elezione dopo l'altra, favorendo il ritorno del suo
rivale storico nella socialdemocrazia, Oskar Lafontaine.
Lafontaine, ex presidente del partito e artefice del suo ritorno al
governo alcuni anni fa, si era dimesso in polemica contro la linea
"rinunciataria" di Schroeder. La politica economica di costui, secondo
Lafontaine, "truffa gli elettori", "cambia i connotati" a un partito
"che ha il compito di difendere gli interessi dei lavoratori e dei
pensionati", permette ai dirigenti Spd di "arricchirsi senza vergogna":
se qualcuno pensa che Bertinotti ce l'abbia con Fassino e D'Alema non
ha mai sentito un comizio di Lafontaine contro il povero Schroeder.
Fino a pochi mesi fa, il ritorno in campo di Cincinnato-Lafontaine
sembrava preludere a un cambio al vertice nel partito
socialdemocratico, dove la maggioranza moderata e' sempre piu' esile:
se fossimo in Italia, sarebbe come se Veltroni cercasse la rivincita su
D'Alema o Mussi su Fassino. Invece, a sorpresa, Lafontaine ha
annunciato la "Wahlalternative", il progetto per un'alternativa a
sinistra della Spd, che potrebbe anche presentarsi alle elezioni in
concorrenza col partito ufficiale. In questo caso, secondo i sondaggi,
potrebbe prendere fra il quindici e il venti per cento dei voti: che in
parte verrebbero dai dissidenti Spd, in parte dal mondo sindacale e in
parte dall'arcipelago di reti, associazioni, soggetti civili che in
Germania, da un punto di vista sociale e economico, contano anche di
piu' che in Italia. Se questi sondaggi sono esatti, e se Lafontaine
decidesse effettivamente di andare alle elezioni, la Wahlalternative
potrebbe diventare determinante per il governo di centrosinistra. In
questo caso si assisterebbe a una decisa accelerazione nella politica
tedesca, sia in senso sociale che in senso europeista.
Il quindici-venti per cento e' anche la percentuale "italiana"
corrispondente alla somma delle piccole formazioni "alternative" e
delle corrente di sinistra dentro i Ds. Anche in questo caso, una
Wahlalternative potrebbe diventare la forza determinante all'interno
del centrosinistra. Ma in Italia non c'e' un Lafontaine.
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America. Bush (a Time): "Io non sono lo storico. Sono l'uomo che fa la
storia".
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Economia 1. Secondo la Cgil i salari dei lavoratori dell'industria sono
calati di fatto, a causa dell'inflazione, di 1380 euri nel giro di tre
anni.
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Economia 2. Perdera' il posto un lavoratore su quattro, nel caso
migliore, nel quadro della crisi Alitalia.
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Economia 3. Contributi della Regione siciliana all'azienda agricola del
boss latitante Giuseppe Falsone.
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Uomini e bestie 1. Miami. Ha preso la pistola per eliminare la
cucciolata indesiderata e contemporaneamente esercitarsi un po' nel
tiro. Ma mentre il signor Jerry Bradford prendeva accuratamente di mira
il primo dei sette cuccioli da giustiziare, uno dei fratellini in
attesa gli e' saltato addosso facendogli cadere la pistola. E' partito
un colpo che ha raggiunto al polso l'uomo.
Esecuzione rinviata e incriminazione per crudelta' del boia
improvvisato.
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Uomini e bestie 2. Catania. Una taglia di mille euro sara' pagata dalla
Lega anti vivisezione (Lav) alla persona che "denuncera' a
investigatori o alla Procura della Repubblica il criminale che ha
impiccato con un filo di ferro appeso a un cancello una gatta incinta"
a Sant'Agata li Battiati.
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Cronaca. Marsala. Ucciso dal treno mentre pulisce i binari. Guglielmo
Stamilla, quarantacinque anni, lavorava per una ditta d'appalto
incaricata di estirpare le erbacce dalla massicciata della linea
Trapani-Marsala. E' stato risucchiato dal vortice del convoglio mentre
tagliava dei rovi a un metro dalle rotaie. Inchiesta.
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Cronaca. Gela. Sventato attentato contro il sindaco Rosario Crocetta,
da tempo nel mirino per le sue denunce di cosche e intrallazzi vari.
Gli attentatori pensavano di piazzare, servendosi di un killer
importato dall'Est, un'autobomba a una processione. Sono stati
intercettati prima dai carabinieri.
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Cronaca. Vicari (Palermo). Devastata da ignoti la casa del consigliere
Ds Giuseppe Giunta. Si era battuto contro il boss Umina, uomo di
fiducia locale di Bernardo Provenzano.
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Cronista di notte. Chissa' che fine ha fatto quella donna che l'anno
scorso di questi tempi faceva la fila al comune perche' era venuta giu'
la stamberga con cinque figli una decina di topi e un numero vario
d'altri esseri viventi. Era ferragosto e al comune non c'era nessuno
per lei. Dei cinque ragazzini, uno poi cerco' di risolvere il problema
della cena a modo suo e i carabinieri lo beccarono con l'autoradio in
mano. Anche lui, non sappiamo dove sia andato a finire.
Non sappiamo neppure come sia finito Francesco, che aveva ventun anni e
una sera lo trovarono giu' dalle parti di piazza Europa, overdose da
eroina. Questo successe l'altra primavera, e noi ritrovammo Francesco a
novembre, nella caserma dei carabinieri di piazza Dante (ci sono delle
regole, in queste faccende, una e' che alla fine devi diventare
spacciatore). Alla luce dei fari e in mezzo ai flash, Francesco ci
riconobbe. "Sbirro!" ebbe il tempo di sibilare, prima di essere spinto
dentro l'alfetta blu.
Eppoi Cataldo (furto con destrezza, eta' diciannove, eroina), Santo,
Antonino che la prima volta aveva quasi quindici anni: anche di loro,
non sappiamo se il ventre della citto' li ha gia' digeriti, in quale
girone del loro inferno quotidiano adesso stanno.
Sappiamo invece di Carmelo che si sta facendo adesso sette anni per
rapina, di Francesco che e' stato arrestato di nuovo e stavolta senza
condizionale e di Alfio che e' finito nel giro grosso e quando tornera'
sui giornali sara' da prima pagina.
Di questi sappiamo, e di pochi altri. Della maggior parte, piu' niente;
e del resto, noi siamo pagati per dare le notizie, cristo, e non per
stare dietro a tutti i delinquenti di Catania.
Era fresca la spiaggia, l'altra sera; attorno al fuoco, e due ragazze
che ci stanno. Tornare tardi dal mare, il gin-tonic nell'ultimo bar
aperto, parlare dell'ultimo di Moravia e venerdi' ci sara' il concerto.
Educatamente, intelligentemente, ironicamente vivere la vita di quelli
che possono vivere senza scippare la gente. Cortesemente sorridere
della promozione che non t'e' arrivata - sara' per un'altra volta - e

del treno che partira' domani (ricordarsi di fare il biglietto in
prima, ci sono tutti gli emigranti che tornano dalle ferie). E destarsi
inquieto, la notte, aprire nervosamente il balcone e cercare di non
pensare a francesco, a Cataldo, a Carmelo e agli altri e a tutto quello
che avresti voluto sapere di loro e che adesso non saprai mai, e mai
avrai piu' l'occasione di aiutarli, e di esserne aiutato, a vivere.
Cristo che caldo, pensi davanti al balcone. E' il caldo di questa
maledetta citta', e per fortuna e' alla fine.
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graziano.predielis@libero.it wrote:
< "Ehi c'e' nessuno? mi sentite? ma cosa fate dentro quelle scatole?
ehi dico a voi!". Era una specie di citta' spettrale ed era sera. Io
pedalavo in sella alla mia bici ma intorno a me non c'era nessuno.
Deserto. Cioe', in realta' di gente ce n'era, ma era tutta come
rinchiusa in specie di scatolette fatte di lamiera e plastica. Questi
strani abitacoli semovibili erano tutti bui dentro, ma grazie alla luce
giallo-arancione di alcuni inquietanti lampioni li' intorno io potevo
intravedere il viso di alcuni degli inscatolati: erano tutti seri, come
imbronciati, con lo sguardo fisso davanti. Muti. Alcuni di loro si
accorgevano di me e mi guardavano come se fossi io quello strano.
Sembrava mi volessero dire "Ma cosa ci fai li' fuori? Sarai mica
pazzo?" Mettevano addosso una tristezza tremenda. Mi sono svegliato di
colpo. Che brutto sogno >
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Alessandro Paganini wrote:
< Guardacaso vengono rapiti e ammazzati pacifisti, volontari,
giornalisti. I rapimenti vengono sciacallati dai governi per gettare
fango sulla resistenza e recuperare il consenso - consenso del terrore
- dell'opinione pubblica degli stati occupanti. Peccato che la gente
progressivamente apra gli occhi su questa rumenta, e questi debbano
alzare il tiro: la dose quotidiana di terrore deve essere sempre
maggiore. A quando lo stato di guerra permanente, i poteri e le leggi
"speciali"? >
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norma.b@libero.it wrote:
< Invitare Scajola, ministro dell'interno durante il G8, a parlare a
Genova alla festa nazionale dell'Unita' e' un fatto che offende
fortemente la coscienza morale di questa citta' >
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Cristina wrote:
< Sono la sorella di Davide, ventenne studente universitario, morto di
ritorno dalle ferie nella strage alla stazione di Bologna del 2/8/80 e
della quale sono stati incriminati con giudizio definitivo e rafforzato
Mambro, Fioravanti etc. Scrivo appena le emozioni ed il dolore si sono
calmati; sono esterefatta dall'invito a partecipare, fatto a
terroriste, dagli organizzatori al meeting CL. Si e' sentito ventilare
l'idea che essendo l'audience di Comunione e Liberazione in calo,
questo sia stato solo un'azione di marketing. Auspico non sia cosi'
facendo parte di un'associazione laica di volontariato che appoggia
missioni nel mondo >
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foschia@email.it wrote:
< Sono d'accordo sul fatto che determinate invenzioni abbiano
contribuito a distruggere classi sociali e a sconvolgere un
establishment. E sono pure d'accordo nel definire il copyright una
forma di conservazione di tale establishment. L'unica cosa che mi
chiedo e' che cosa possa fare un semplice comune mortale di fronte a
tutto questo, ma credo che la risposta sia "assolutamente nulla" >
________________________________________
AntonellaConsoli wrote:

Il poeta

< Era anni che il mio cassetto
di verde ospitava un bel fazzoletto.

Mi sfamavo col risotto
che lasciava schifato il bassotto.

Vivevo di nobile poesia
e mi caccio' la mamma mia.

Cosi' decisi di farla finita,
mangiando un'intera rosa fiorita.

Ma una pepita tutta stupita
infine cadde tra le mie dita.

Io lo sapevo che prima o poi
dal cielo piove quello che vuoi >

* * *

< Bidir Shantir
pettirosso curioso.
Bidir Shantir
tim tim, si avvicinava >

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