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Catena di SanLibero n. 251

3 ottobre 2004 - Riccardo Orioles (giornalista antimafia)

Ora si ride, ora si respira e ora - fra l'altro - si puo' ricominciare
a parlare senza timore di mettere in pericolo nessuno. Cosi',
disordinatamente e liberamente.
1. Per prima cosa, visto che e' quella piu' scocciante, bisogna
riconoscere il buon comportamento - stavolta - di Berlusconi. Non ha
dato aria alla lingua, non fatto dichiarazioni che potessero creare
problemi, ha chiesto - cosa per lui assai difficile - l'aiuto
dell'opposizione. Tutto il contrario dell'altra volta, quando ha perso
platealmente la testa offrendo di se' un'immagine poco bella.
Nelle prossime ore, probabilmente, non manchera' di esagerare il suo
ruolo, di attribuirsi meriti, di "far politica" sulla liberazione.
Ma e' un politico. Stavolta s'e' comportato bene, e - quel ch'e' giusto
e' giusto - gliene si da' atto.
2. Pessimo invece il comportamento di Fini. Costui, nell'immaginario
della destra, sarebbe il capo freddo e responsabile, quello che non
perde la testa. E' stato invece l'unico politico italiano di una certa
consistenza a mettere concretamente in pericolo la liberazione, con la
sua sciocca polemica sul coraggio dei pacifisti e il conseguente
possibile acuirsi della tensione. La verita' e' che Fini non e' uno
statista. Non e' un leader, non e' un democratico, non e' un fascista -
e' semplicemente un ragazzo precocemente politico, beniamino della
signora maestra - prima Assunta Almirante, poi Cossiga - che, da banale
primo della classe, s'e' sentito autorizzato alle piu' strane
ambizioni. Con tutte le sue buffe e complicate manovre, egli non
sostituira' mai Berlusconi. La ragione e' che gli mancano le palle
(usiamo appropriatamente un linguaggio fascista) e questo lo porta,
sistematicamente, a scegliere ogni volta la soluzione piu' facile e
meno dolorosa. In questo caso aveva dei problemi di credibilita' col
partito e prendersela coi pacifisti era la maniera piu' semplice per
fare l'uomo duro. Di essere anche un ministro italiano, non l'ha
neanche sfiorato il sospetto; in fondo non e' detto che ci creda.
Fossimo fascisti, consiglieremmo ai camerati di sostituirlo o con un
fascista come Tremaglia (che di coraggio non ne parla mai perche' e'
stato soldato) o con un democratico come Grillini (che oltre al resto
e' pure lui bolognese). Ma sono affari loro. Noi vorremmo semplicemente
non trovarcelo mai piu' fra le scatole nei momenti pericolosi.
3. Chi ha rapito le due Simone? Ipotesi ne sono state fatte tante,
tutte sono possibili e nessuna - proprio nessuna - e' esclusa. Di
certo, c'e' che sono nemici nostri, che hanno fatto del male a delle
nostre compagne e che prima o poi la devono pagare. Se tu che leggi fra
quindici anni sarai al governo (e non ridere: statisticamente, un
pacifista cane sciolto e' il probabile leader della prossima
generazione) ricordati che hai un debito da pagare. I rapitori delle
Simone, gli assassini di Enzo, prima o poi debbono arrivare in Italia,
a costo di pagarli a peso d'oro. E siccome la' tutti vendono tutti, non
e' escluso che prima o poi ci si riesca.
Questo e' uno degli obiettivi della sinistra, adesso. Bisogna pensarci
sempre e non dimenticarlo mai.
4. L'Italia deve andarsene dall'Iraq, ora, subito, finche' non ci sono
altri ostaggi. Non si perde la faccia andandosene non costretti, come
possiamo fare ora. Ai terroristi e' giusto non rispondere, per dignita'
e per buon senso; ma ora non c'e' nessuno a costringerci, e dunque
possiamo prendere liberamente la decisione migliore. "Ma cosi'
incoraggerete i terroristi!". Balle. L'unica cosa che incoraggia i
terroristi sono le dichiarazioni di Runsfeld ("Ce ne potremmo andare
anche prima della pacificazione"), fatte per ragioni elettorali interne
ma militarmente irresponsabili, eliminando l'effetto di deterrenza che
l'occupazione militare vorrebbe avere. Non vogliono fare la pace, non
sanno fare la guerra. Tutto quel che concludono e' di barcamenarsi qua
e la', cercando di spostar la catastrofe a dopo le elezioni. In queste
condizioni, i marines sono freddamente usati come carne da cannone, e
identicamente lo sono i loro alleati. Fra cui, i soldati nostri: e'
*vile* esporli, dalle comode poltrone di Roma, per mettere una pezza a
una politica che tutti ormai sanno sbagliata.
5. Nel tempo, speriamo poco, che l'Italia restera' ancora in Iraq
bisognera' reprimere durissimamente ogni tentativo di arruolare
italiani per le milizie private che in Iraq comprendono ormai una parte
notevole dei combattenti. Questo meccanismo e' emerso platealmente
nella prima vicenda degli ostaggi, ed e' stato tenuto sottotono solo
per un senso di umanita' legato alla presenza degli ostaggi stessi.
Adesso pero' va affrontato radicalmente e a fondo (il codice penale lo
classifica fra i reati gravi), erogando le pene previste dal codice e
chiedendone conto a tutti i soggetti - italiani ed esteri - implicati.
6. Le due Simone, in queste settimane, sono state il baricentro civile
della nazione. Qualcosa che va molto al di la' del caso personale.
Qualcosa di largamente *politico*, oltre le ideologie. Quando
cominceremo a riflettere seriamente su questo?
Entrambe le due sinistre, finche' non lo faranno, resteranno obsolete.
* * *
Scrivo da un vecchio iMac, in Sicilia, che era (me lo fece avere mesi
fa, sapendo che ero senza) di un amico pubblicitario, uno che nel tempo
libero se ne andava in giro a raccontare il mondo ed era, fra le altre
cose, fra i nostri primissimi lettori. Come siamo felici, stasera,
amici miei! Tanta e' la gioia, che persino il signor B. per una volta
ci appare meno odioso. Si affaccia, non malinconico ne' debole ma
sereno, un senso di struggimento per chi avrebbe potuto essere qui a
ridere con gli altri e invece e' rimasto la', sulla via dell'umanita' e
dell'impegno. Vorremmo che la gioia collettiva di queste ore, la
solidarieta', la forza che genera, viaggiassero fino a raggiungere
coloro che ne hanno piu' bisogno e piu' merito adesso, i figli di Enzo
Baldoni.
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Zucchero. Alla fine lo zucchero e' finito e si torna liberamente a
ingiuriarsi fra nemici. Meglio l'ingiuria dell'inciucio, tuttavia. Le
"nostre ragazze" del viscoso Vespa cedono cosi' il posto a una raffica
di terrificanti "signora mia" di Feltri e soci, di cui nessuno ha
purtroppo pubblicato l'antologia (Stampa alternativa ne fece una
bellissima sulle scritte nei cessi). L'oscar, comunque non va a Feltri
ma a Merlo di Repubblica, che al solito signoramieggia con garbo e
eleganza, citando Metternich, Cavour, Raimond Aron, Henry Kissinger e
altri ancora, mentre il povero Feltri piu' in la' del vecchio "E
pretendono, pure!" non sa andare.
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Kabul. Muore, ucciso in un agguato, il capotribu' della zona. Per
farlo fuori non hanno usato scimitarre o fucili, ma (modernita')
direttamente un bazooka. I talebani, all'inizio della partita di calcio
fra le due squadrette locali, chiedono un minuto di silenzio per lo
sceicco ammazzato, che la folla osserva con cupo raccoglimento e
disciplina. Proprio a quei talebani risale la morte non solo di
numerosi indigeni (fra faide ed esecuzioni) ma anche di parecchi
giovani dei paesi civili, nell'indifferenza piu' totale non solo dei
talebani stessi, ma anche della maggior parte dei loro compaesani.
Questo non avviene a Kabul ma nella ben piu' selvaggia provincia di
Catanzaro, fra Strongoli e Isola Capo Rizzuto. Eppure, chissa' perche',
noi i soldati li mandiamo in Afganistan.
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Liberato. Nessun riscatto sarebbe stato pagato per Callisto Tanzi,
l'operatore economico italiano sequestrato sei mesi fa da "Giustizia
Penale". Secondo fonti della Farnesina, il Tanzi sarebbe stato liberato
in seguito a un'autonoma decisione dei suoi sequestratori e non, come
e' stato ipotizzato, per intervento del governo italiano. "All'inizio
mi interrogavano quasi ogni giorno - ha dichiarato l'imprenditore - Mi
tenevano in un locale abbastanza confortevole, ma con la porta tenuta
sempre chiusa a chiave".
Cosa le chiedevano? "Mah, volevano sapere assolutamente dove metto i
miei soldi, inoltre sembravano molto interessati ai miei rapporti con,
come lo definivano loro, il sistema bancario americano". Perche' pensa
che l'abbiano rilasciato? "Non so, forse si sono resi conto che in
fondo anch'io io ero in Italia per aiutare il popolo italiano... non
so, certo erano gente in buona fede, assolutamente persuasi della
giustezza delle loro idee. Pensi che al momento di andare via mi hanno
voluto regalare una copia del loro testo sacro, il Ci-Pi, lo stesso di
cui mi leggevano lunghi brani a ogni inizio d'interrogatorkio...".
E che cosa pensa di fare adesso? "Beh, intanto penserei di riposarmi un
poco. Poi non so... credo che mi piacerebbe tornare a operare in
Italia, io non serbo assolutamente alcun rancore nei confronti del
popolo italiano".
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Esuberato. L'impiegato Giuseppe Caruso, trentanove anni, da sedici
lavorava al servizio vendite di Citta' Mercato-Auchan a Palermo. Di
turno al reparto ferramenta, si e' accorto che alcune torce elettriche
esposte in vendita non funzionavano per difetti di fabbricazione.
Secondo prassi, le ha rimosse e distrutte, consegnando all'azienda i
codici relativi. E' stato accusato di "danneggiamento di beni
dell'azienda" per un totale di euri tredici. Ammonito, sospeso e
licenziato.
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Quotato. "Se avesse potuto comunicare cosi', oggi che mondo sarebbe?".
Orribile. Con Gandhi quotato in Borsa da Colaninno o Tronchetti.
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Prima dell'euro. "Vendesi ogni bahar in Calicut fino in cento e trenta
fanoes, che val ogni fanoes, come s'e' detto, un real di argento di
Spagna (ch'e' quanto un marcello d'argento in Venezia), il qual bahar
pesa quattro cantari del peso vecchio di Portogallo, al qual peso si
vende in Lisbona tutta la speziaria (il qual cantaro risponde in
Venezia libre centododici alla grossa, e alla sottile libre
centosettantaotto, tal che verriano a costar le dette lire 712 sottili
di Venezia scudi vinti d'oro in circa, che verriano marchetti duoi la
libra in circa)". (da Ramusio)
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Immigrati. "No all'immigrazione, no alla cittadinanza agli stranieri!".
Gli "stranieri" in questo caso sono gli italiani residenti in Svizzera
da due e anche da tre generazioni. Nel referendum per concedere la
cittadinanza a questi maledetti extracomunitari, il "no" ha prevalso
col cinquantasette per cento dei voti. E' il terzo referendum del
genere che viene respinto dagli svizzeri, i quali pero' - in fondo
tolleranti - graziosamente concedono l'ingresso giornaliero in paese ai
confinanti terroni delle province italiane di Varese e Como.
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Cantori. Licenziato in tronco il maestro del coro della cattedrale di
Palermo. Motivo: e' divorziato. Marco Ghiglione, docente al
Conservatorio, lavorava da ventidue anni e aveva collaborato fra gli
altri con Claudio Abbado. Il nuovo capocoro, scelto dalle autorita'
religiose, e' un giovane celibe e quindi non divorziato. Non e' stato
ancora comunicato se prima di assumere l'incarico verra' evirato
secondo la prassi vigente un tempo in numerose cattedrali.
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Avvocati. Li do' in beneficenza, ha annunciato l'avvocato Tano Gullo
difensore del boss Tano Badalamenti. In questa veste, aveva accusato
Peppino Impastato di essere un terrorista ucciso non dalla mafia ma
dalla sua stessa bomba. "Imbecille!" e' sbottato il fratello della
vittima, Giovanni Impastato. Querelato da Gullo, e' stato condannato a
risarcirgli cinquemila euri, che il legale - che non ha problemi
economici - ha appunto dichiarato di voler devolvere ad associazioni
benefiche. Resta di vedere quale associazione vorra' accettare denari
"guadagnati" in questo modo.
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Centrosinistra. Fassino: "Vogliamo un bipolarismo di natura mansueta".
Marina Sereni, responsabile esteri Ds "Non andiamo al social forum di
Londra perche' e' troppo di sinistra". Rutelli: "Inutile parlare di
ritiro delle truppe dall'Irak, oggi e' un tema che non si pone". Ancora
Fassino: "Occorre portare a termine una transizione politica e
istituzionale incompiuta" (uhm: la Bicamerale?).
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Giuliano Ferrara: "E ora chi ci libera dai pacifisti?".
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Elezioni 1. Mancano "i requisiti di base internazionali", si richiano
numerose irregolarita' nei conteggi, l'imparzialita' delle elezioni non
e' affatto garantita. E' il parere dell'ex presidente Jim Carter, la
cui Fondazione ha monitorato circa cinquanta diverse elezioni, negli
ultimi anni, in paesi del Terzo mondo. Stavolta pero' l'allarme si
riferisce allo stato della Florida, lo stesso in cui l'altra volta Bush
ottenne la sua elezione.
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Elezioni 2. Si scalda la campagna elettorale della destra contro il
centrosinistra e del centrosinistra contro il centrosinistra.
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Elezioni 3. Madri di soldati uccisi che si presentano ai comizi di Bush
e signora con t-shirt su cui hanno scritto: "Tu hai ucciso mio figlio".
E vengono arrestate.
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Dibbattito. A quello fra Kerry e Bush i padroni di casa - cioe' gli
sponsorizzatori del luogo - erano i rappresentanti degli indiani
Miccosukee, una tribu' quasi completamente estinta nell'Ottocento i cui
discendenti, tuttavia, negli ultimi anni si sono arricchiti col
business delle case da gioco.
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Informazione 1. Washington. Matthew Cooper di Time e un gruppo di
cinque reporter (due del N.Y.Times, uno del L.A.Times, uno di Ap e uno
della catena Abc) sono stati condannati da due diversi giudici federali
per non aver voluto rivelare le loro fonti su uno scandalo dei servizi
segreti. Protesta di Reporters sans frontieres: "Si rimette in
discussione il giornalismo investigativo, cosi' necessario alla
democrazia". I legali dei giornalisti hanno invocato il rispetto del
Primo emendamento della Costituzione, che fonda il principio della
liberta' di stampa negli Stati Uniti. "Ma e' stato inutile. Dal Patriot
Act in poi la sorveglianza della stampa e' assoluta".
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Informazione 2. Premiati dalla Fnsi ("Addetto stampa dell'anno") Monica
Di Sisto, Cristiano Lucchi e Luca Manes per la campagna "Questo mondo
non e' in vendita", sostenuta da Rete Lilliput, Arci, Attac, Azione
Aiuto, Banca Etica, Crbm, Cipsi, Centro Internazionale Crocevia, Centro
Nuovo Modello di Sviluppo, Chiama l'Africa, Donne e Ambiente, Focsiv,
Greenpeace, Lila-Cedius, Lunaria, Mani Tese, Roba dell'altro Mondo,
Terra Madre, Terra Nuova, Udu e Uds.
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Cronaca. Palermo. Ucciso a pugni davanti alla moglie e alla figlia per
aver rigato, nel parcheggio, la carrozzeria di un'altra automobile.
Nessuno dei circa cinquanta spettatori e' intervenuto.
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Cronaca. Bergamo. Sette ragazzini fra bergamaschi e immigrati hanno
fatto lega, senza difficolta', per costituire una piccola banda di
estortori che minacciava i coetanei di picchiarli se non pagavano un
"riscatto".
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Cronaca. Palermo. Furto in uno studio medico di via Empedocle Restivo.
Portati via una ventina di piastrelle in ceramica e il wc dal bagno.
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Cronaca. Parigi. Solita rissa fra poliziotti e gorilla del figlio di
Gheddafi. Il giovane era stato fermato sugli Champs-Esysees in eccesso
di velocita' e dopo aver superato diversi semafori rossi. Le sue
guardie del corpo hanno immediatamente aggredito gli agenti che
volevano multarlo. Un poliziotto ferito, due gorilla arrestati e il
fighetto rilasciato per immunita' diplomatica.
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Tito G. wrote:
< Lafontaine proprio nelle stesse elezioni che tu citi della Saar, ha
preso una sonora sconfitta. Le cifre che tu citi sono cifre che si
autoattribuisce Lafontaine per fare una campagna elettorale propria (e'
stato persino escluso proprio dal mondo dell'associazionismo dalle
manifestazioni di piazza, le montagsdemo). Da un punto di vista
politico il programma di Lafontaine quando era segretario Spd, era
proprio quello che ora Schroeder cerca di realizzare, solo che ora e'
politicamente opportuno criticarlo. Detto questo, mi piacerebbe sapere
in che cosa le riforme di Schroeder sarebbero Blairiane, Schroeder non
sta privatizzando nulla, sta riorganizzando la distribuzione della
spesa sociale, il disoccupato cronico applicata la riforma Schroeder
andra' a guadagnare un buon 15 per cento in piu' di prima e poi sulla
lunga durata sara' obbligato a trovare un lavoro. Per quanto riguarda
gli aspetti piu' controversi della riforma Schroeder da mesi e' in
trattativa con i sindacati, che gli stanno dando appoggio e aiuto, in
una concertazione matura >
________________________________________
E.Pey. wrote:
< Una cosetta, a confronto di altre gravi: gli Haiku sono di 7-5-7
sillabe. Ciao >
________________________________________
Alessandro Paganini wrote:
< Il mondo non si divide in italiani, arabi, americani,
extracomunitari, cattolici o islamici. Si divide in ricchi e poveri.
Tarak Ben Ammar ed il principe Al Waleed non sono extracomunitari, e
nessuno osa dirgli che fanno parte di una civilta' "inferiore", ne'
hanno mai visto un CPT - centro di permanenza temporanea. Sono soci di
Berlusconi in Mediaset. I Bin Laden non sono parenti di un terrorista,
e non stanno a Guantanamo. Sono (ex?) soci in affari di Bush. Un
italiano su quattro e' ricco e ha un governo che lo rappresenta. Tre
italiani su quattro sono "poveri", sicuramente piu' poveri di tre anni
fa, di cinque anni fa, di dieci anni fa.
Relativamente poveri, sull'orlo della poverta', gia' poveri o in via di
impoverimento, a prescindere dal nuovo telefonino. I tre italiani su
quattro "poveri" non han nulla in comune con l'altro italiano, quello
ricco, ne' col governo che i ricchi rappresenta.
Questi tre italiani su quattro hanno piu' cose in comune con i civili
irakeni.>
________________________________________
Claudio D. wrote:
< La vuoi smettere di mandarmi mail? W BERLUSCONI! >
________________________________________
Stefano Manfredini
< Ho letto (un po' in ritardo) la notizia della condanna per
diffamazione del fratello di Peppino. Non so quanto prenda un avvocato
della mafia per insultare professionalmente una vittima della mafia, ma
immagino che i 5000 euro del costo della legittima indignazione di un
parente non crescano sugli alberi. Per cui mi chiedo, esiste una
sottoscrizione, un conto corrente, un account paypal, una buchetta
delle lettere cui recapitare il proprio contributo? (piccolo, qui si
lavora, mica siamo avvocati della mafia). >
* * *
Conto corrente postale 10690907 del Centro di documentazione antimafia
Peppino Impastato, Palermo.
________________________________________
Till wrote:
< Quando nell'epopea di Costner "Uccello scalciante" diceva ad "Alzata
con pugno": "...il tuo lutto e' finito!" per quella donna bianca tra i
Sioux, quell'esortazione significava che doveva tornare a vivere. Come
prima. Da quando Enzo ci ha lasciato, e' passato un mese. Forse
anch'io, devo ascoltare lo sciamano. Sebbene ora la mia pelle sia
ancora piu' rossa di una volta e i coloni coi loro fucili si stiano
avvicinando sempre di piu', provero' a riprendere a fare le cose di
sempre >
________________________________________
Contrasto tra l'aristocratica e la plebea (1912)

< Plebea: Da piccola bambina io avea 'mparato
che c'era un solo Dio che ci comanda,
ora si vede il mondo s'e' cambiato
perche' si trova un Dio per ogni landa.
Cosi' rimane il popolo ingannato
dalla vostra fallace propaganda:
mentre Dio ci descriveva: "Non ammazzare
oggi vediam le gente macellare".

Aristocratica: E' sempre costumato guerreggiare
e in oggi ce lo impone piu' che mai,
chi per voler le terre conquistare
e chi per dar lavoro agli operai.
Intanto quei malvagi, piano piano,
un po' di educazion la impareranno,
tralasceranno i rei costumi suoi,
diverranno educati come noi.

Plebea: Chi ama la guerra sono omini tristi,
privi di scienza e di cuore cattivo;
fossero stati invece i socialisti,
il mio figlio sarebbe ancora vivo.
La guerra e' bella pe' capitalisti,
perche' ritrovan sempre il loro attivo:
dalle imposte che tengono impiegate
dicono sempre: Armiamoci ed andate. >

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