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Catena di SanLibero n. 271

14 febbraio 2005 - Riccardo Orioles (Giornalista antimafia)

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Smog. "Vogliamo respirare". Ma la politica non risponde.

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Vip. L'onesto Fassino, mentre si recava al Partito in tram, ha visto
una zingarella che infilava la mano nella borsetta di un'anziana
signora, evidentemente con intenti loschi e predatori. L'onesto Fassino
ha subito dato l'allarme, il tranvai s'e' fermato, l'autista ha
bloccato le porte e poco dopo una pattuglia di Regi Carabinieri ha
preso in consegna la zingarella. "Ladri!". "Non si puo' campare piu'!".
"Sul sangue della povera gente!". "Mascalzoni!". E l'onesto Fassino
annuisce, inchinandosi mesto e grave a destra e a manca.

Il giorno dopo, l'onesto Fassino, mentre si recava al Partito in tram
(veramente i segretari d'oggigiorno usano l'autoblu': ma questa e' una
novella edificante), ha visto la stessa vecchietta del giorno prima,
con la medesima borsetta. E, boja faus!, la borsetta era aperta e una
mano ci stava frugando dentro. "Altola'!". Ma ecco che il proprietario
della mano si volta (stavolta e' un signore distinto, con cravatta e
tutto) e fa: "Prego?". "Mah... non so, lei sta... insomma lei
starebbe... rubando?...". Al che il signore sospira, tira fuori una
tessera e gliela porge. "Ecco, guardi qua". Fassino guarda il documento
e non c'e' dubbio, e' una regolare tessera da Vip. "Sono il segretario
del partito X" fa severamente l'uomo. "Ah... mi scusi... non potevo
immaginare... io snon sapevo...".

L'uomo lo squadra con disprezzo, mentre continua a esplorare la borsa
della vecchietta. "Eh" fa infine, con l'aria chi si contiene solo per
buona educazione, mentre guarda controluce le due misere carte da venti
che ne ha tirato fuori. "Permesso. Devo scendere. Permesso". E se ne va
tranquillamente, non si sa se piu' offeso dalla scortesia di Fassino o
dalla miserabilita' di questi pensionati d'oggigiorno.

Fassino resta la' imbarazzato, la vecchietta continua a guardare
tranquillamente fuori dal finestrino (tanto c'e' l'onesto Fassino che
vigila) e la vita va avanti come al solito fra Porta Palazzo e
l'Albergheria. Certo, mica puoi chiamare i carabinieri per un Politico
nell'esercizio delle sue funzioni: e che siamo, communisti? Pero'
Fassino si sente a disagio lo stesso.

Come immagino si sara' sentito subito dopo aver invocato, fra i numi
tutelari del Riformismo, il ladrone Craxi. Turati che scrive l'inno dei
lavoratori, Prampolini che arringa i braccianti, Gramsci con gli
occhialini e i riccetti, Matteotti che fa agli sgherri "Ucciderete me,
ma non la mia idea!" e, panzuto e spavaldo, il Bettino. Certo, c'e' dei
buoni motivi per mettercelo la': lo Sdi, lo Sdo, la Gad, la Bad e tutto
il resto. Ma io mi ricordo quei cinque o sei ragazzi della Fgci, in
quel paesino di mafia, col loro volantino contro i mafiosi e i ladroni.
Non che abbiano fatto carriera nel Ds (i figiciotti, intendo). Pero'
forse un pensiero anche per loro ci stava bene.

* * *

Non e' che Fassino voglia un bene particolare a Craxi o che, fra tutti
i ladroni possibili, abbia una simpatia specifica proprio per costui.
Il fatto e' che Fassino e' un "politico" come Craxi. E gia' ai tempi di
Craxi questa parola (filologicamente nobilissima) aveva perso ogni
complicita' con la polis, la politica e tutto il resto. A Roma come a
Pechino, a Washington come a Mosca, "politico" vuol dire ormai "gestore
professionale del potere". A volte col consenso, a volte con la
tirannia: ma sempre al di sopra e al di fuori delle persone comuni. Vip
o nomenklatura fa lo stesso.

Questa categoria (o forse ormai classe sociale) da noi deriva
direttamente dall'antico notabilato cittadino, non privo di suoi
valori, ma irrimediabilmente altra cosa rispetto alla democrazia. Per
capire fino in fondo la solidarieta' istintiva fra un Fassino e un
Craxi, bisogna sapere che da noi il diritto di voto e' stato
benignamente concesso (nel 1848) da un re, che fino al 1909 e' stato
ristretto al sette per cento della popolazione (i piu' ricchi), fino al
1913 al venti per cento, fino al 1946 al cinquanta per cento circa (i
maschi) e solo da due o tre generazioni e' diritto universale. Quando
finalmente la democrazia e' arrivata, essa e' stata gestita - bene - da
due grandi partiti-chiese, nessuno delle quali era completamente
democratico nella propria struttura interna ne' privo di teologie
autoritarie cui render conto.

Ecco perche' il banale "la legge e' uguale per tutti" non riuscira' mai
ad arrivare fino a un Fassino. Non perche' egli sia "communista", ma
perche' e' un notabile italiano. E' lo stesso motivo che, in forma
patologica, genera i Berlusconi. Nella nostra cultura i cittadini
infatti *non* sono uguali. Il concetto stesso di cittadino e' rarissimo
nella nostra storia, fatta da sudditi, da ribelli, da principi, da
cortigiani, da prelati, da tutti fuorche' da cittadini. (Ma, e la
Resistenza? e i garibaldini? Andate a vedere quanti partigiani e quanti
garibaldini hanno "fatto carriera" nel sistema ufficiale, sinistra
compresa, senza dover ammorbidire significativamente le proprio
caratteristiche egualitarie e di cittadini).

Craxi, Fassino, Berlusconi e gli altri non sono dei corpi estranei in
questo paese. Sono l'Italia storica, "l'autobiografia della nazione";
il passato. Se ne esce solo con un salto di generazione. Il
Quarantatre', il Sessantotto, l'antimafia dei primi anni Novanta sono
stati dei tentativi in tal senso, magari inconsapevoli, ma via via piu'
precisi. Il prossimo arrivera' prima o poi, perche' nel Paese profondo
nomenklatura e notabili, che pur sono i soli a parlare, non convincono
affatto e anzi cominciano ad esser visti come una razza a parte. Gli
applausi tributati a Fassino in un "luogo politico" difficilmente gli
sarebbero stati concessi all'uscita di una metropolitana, o in una
fabbrica o in una scuola.

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Mafia e Ponte. Nel febbraio 2001 suscito' qualche scandalo la battuta
del presidente della Societa' del Ponte (e capo del locale quotidiano
del gruppo Ciancio) Nino Calarco "Se la mafia e' in grado di costruire
il Ponte, benvenuta la mafia". Cosa Nostra l'ha preso in parola e s'e'
messa a lavorare alacremente agli appalti del ponte. Purtroppo per lei
(e per il ponte), i carabinieri hanno sgamato la cosa ed e' finita con
una retata generale. Vorremmo sapere se e' stato interrogato dai
magistrati anche Calarco: sarebbe interessante sapere, ora che le cose
si son fatte concrete, che cosa abbia fatto seguito a quella sua
esternazione.

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Omerta'. Franco Piperno, uno dei vecchi capi di Potere Operaio,
conosceva la verita' sul rogo di Primavalle (due "fascisti" bruciati
vivi, di cui uno di otto anni) gia' un mese dopo il delitto. Questa
verita' era cosi' grave da indurlo piu' tardi a sciogliere
l'organizzazione - ma non a parlare coi magistrati, o anche solo a
smettere di prendere per il culo i compagni che anche sulla base delle
sue dichiarazioni avevano creduto all'innocenza di Lollo. L'omerta' di
Franco Piperno, preteso compagno ma vero boss mafioso, e' durata piu'
di trent'anni ed e' finita pochi giorni fa con una intervista "durante
la pausa di un convegno al quale partecipa nel suo ruolo di assessore
alla comunicazione per il comune di Cosenza". Il passato, afferma
l'assessore, va affrontato "a livello politico invece che giudiziario".
Sara'. Intanto, lui continua a fare l'assessore. Un "livello politico"
non molto lontano da quello di un Badalamenti.

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Con le buone, no. Solo uno, fra tutti i commercianti palermitani
taglieggiati dal pizzo, ha avuto il coraggio di chiamare il numero
antiracket istituito dalla questura. Cosi' alla fine l'hanno chiuso (il
numero antiracket, non il racket) perche' tanto erano soldi buttati
via. S'invoca la "mancanza di fiducia nelle istituzioni". Ma chissa'
che succederebbe se, invece di aspettare per altri vent'anni la buona
volonta' degli imprenditori, si cominciasse a incriminare quelli di
loro che vengono via via trovati nei (numerosi) elenchi sequestrati ai
mafiosi. "Qua dice che lei ha pagato diecimila euri di pizzo alla
Famiglia tale, il giorno tale l'anno tale. Afferma o nega?". "Mah... io
veramente... ero costretto...". "Bene. Ma ha segnalato il fatto, sia
pure anonimamente e senza correre rischio alcuno?". "No". "Allora lei
e' denunciato per omessa denuncia e concorso in estorsione". L'impresa
verrebbe posta sotto sequestro, gestita come un bene sequestrato alla
mafia, e restituita all'imprenditore solo in caso di assoluzione.

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Sabbia. Altri due giornalisti dimessi dalla Commissione Taormina,
quella che teoricamente dovrebbe occuparsi dell'assassinio di Ilaria
Alpi. Entrambi colleghi di provata esperienza, erano gli ultimi
consulenti indipendenti della Commissione. Fra i membri di essa (la
prima nella storia della Repubblica ad essere presieduta da Carlo
Taormina) solo l'onorevole Bulgarelli, dei Verdi, ha sentito finora il
bisogno di dimettersi per non avallare involontariamente lo strano
operato di Taormina.

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Mani Pulite. Sirchia prendeva assegni ai farmaceutici? Complotto dei
communisti. Il tirapiedi di Formigoni intrallazzava col petrolio
iracheno? Complotto della Cia. Stavolta ad Hammamet non ci va piu'
nessuno

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Sovversivi. Alla fine i ferrovieri si sono decisi, e hanno fatto uno
sciopero come Dio comanda. Obiettivo: salvare la pelle di ferrovieri e
viaggiatori. Pienamente realistico, vista l'epidemia d'incidenti
causati dall'allegra amministrazione. Il governo s'e' fatto dare la
lista degli scioperanti. Olio di ricino sotto casa o semplice
licenziamento, per i ferrovieri sovversivi?

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Giustizia. Gia' a casa ai domiciliari i due che quattro mesi fa
uccisero un uomo - perche' gli aveva rigato la macchina - a calci e
pugni. Gli assassini, Salvatore e Natale Mannino, hanno offerto alla
vedova una grossa somma di denaro. "Non voglio soldi - risponde lei,
siciliana - Voglio giustizia".

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Democrazia 1. I votanti in realta' erano stati - a quanto via via viene
fuori - circa il cinquanta per cento. Il resto era propaganda - e
propaganda in mala fede, con la mobilitazione dei media e
l'intimidazione dei dubitanti. Riepilogando: per gli iracheni, un po'
di democrazia in piu' (meglio di niente). Per noi "occidentali", un po'
di democrazia in meno (sostituita dalla propaganda). Per Fassino,
un'altra volta conti fino a venti prima di arruolarsi.

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Democrazia 2. "Evviva. Ora che abbiamo vinto, applicheremo la legge
islamica. Siccome pero' ora siamo democratici, prima di lapidare froci
e adultere gli faremo il processo".

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Democrazia 3. "Elezioni" anche in Arabia Saudita, per la prima volta da
che c'e' questo Stato. Non votano le donne, di parlamento non se ne
parla, si vota solo per alcuni comuni e anche qui meta' dei seggi li
assegna direttamente il governo. Vietate le chiese, frustate se ti fai
una birra, lapidazioni a destra e a manca, sharia, teste tagliate,
tortura e monarchia assoluta. Saddam, in confronto, era un modello di
democrazia occidentale. Eppure, questi sono nostri alleati.

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Grande Fratello. Adesso il nuovo "format" e' la tortura. E non una
tortura qualunque bensi' una pubblica e attuale, Guantanamo. Gli autori
del nuovo reality di Channel 4 (quello che ha lanciato in Grande
Fratello Inghilterra) dichiarano infatti esplicitamente di rifarsi alle
testimonianze e ai documenti resi pubblici su Guantanamo, nonche' alle
"tecniche" ivi adoperate. Vincera' il concorrente che durera' piu' a
lungo. Le associazioni umanitarie dicono che e' Ok, servira' a far
conoscere quant'e' cattiva la tortura.

Nel 2003, uno scoop su Guantanamo (vera) del "The Mail on Sunday" e'
stato censurato da quasi tutti i media per almeno due mesi. Sei mesi fa
un tribunale britannico ha dichiarato "valide le prove ottenute con la
tortura". Due mesi fa, a un altro reality consistente in una finta
campagna elettorale, ha vinto il "candidato" che proponeva la revoca
dei diritti umani e la deportazione forzata degli immigrati (il premio
per il vincitore consisteva in una campagna elettorale vera).

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Risiko. Le prospettive per il futuro non sono catastrofiche, gli USA
non hanno quattrini, non hanno piu' esercito, non hanno piu'
credibilita' bellica, persino la Cia ha ammesso ufficialmente che le
armi di distruzione di massa non si troveranno mai. L'Europa, Gran
Bretagna e Polonia incluse, e' assolutamente decisa a non appoggiare
un'opzione bellica contro l'Iran. L'Irak impegnera' gli americani per
almeno tre anni, la Russia non si esporra' prima di aver consolidato
quel che le resta del potere. Sembra insomma, tanto per restare su
Risiko, che gli USA in politica estera passino la mano per qualche
turno. Ma se davvero cosi' fosse perche' Bush avrebbe rinnovato
l'intero consiglio dei ministri e l'intera amministrazione, spostandosi
nettamente a destra su ogni nuova nomina? Alle ultime elezioni si e'
visto abbastanza chiaramente, lo spostamento a destra degli Stati Uniti
e' si' progredito, ma non e' stato completato, i prossimi quattro anni
di Bush devono consolidare il terreno guadagnato e bonificarne di
nuovo. God save Hillary Clinton. [t.gand.]

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Memoria. Arrestati, malmenati, condannati, anni e anni di carcere per
un attentato che non avevano commesso. Trent'anni dopo, il capo del
governo - Blair - riconosce che era tutta una montatura e Chiede Scusa.
Le scuse non restituiscono una vita. Certo. Ma in Italia, nessuno ha
mai chiesto scusa per Pinelli o Valpreda, o per Franco Serantini.

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Meno male. Ora che sono diventato anch'io un matusa, la gente non sa
piu' che cosa vuol dire.

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Cronaca. Roma. Dopo la lite col vicino di casa, prende una bomboletta,
va in garage e gli stampa sulla macchina una stella di David con la
scritta "Jude". L'uomo, denunciato a piede libero, e' un dipendente
laico del Vaticano.

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Cronaca. Catania. La accompagnavano a ritirare la pensione, si
prendevano i soldi e poi la riaccompagnavano alla stazione a chiedere
l'elemosina e a dormire la'. Il dramma di A.M., 72 anni, e' stato
scoperto dopo diversi mesi di questa vita, dai poliziotti della
stazione e dai ferrovieri. In galera, alla fine, gli aguzzini: Ignazio
Torrisi di 54 anni e Maria Rizzo di 44.

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Cronaca. Torino. S'era infilato nell'androne, accovacciato sullo
zerbino, perche' fuori faceva davvero troppo freddo. I condomini hanno
chiamato la polizia. Lui s'e' ribellato agli agenti. Hanno chiamato
un'ambulanza e' gli hanno dato un sedativo. Qualcosa non ha funzionato
ed e' morto cosi', per collasso, a cinquant'anni.

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Cronaca. Palermo. Rapinato del telefonino all'uscita da scuola: ma lui
(dodici anni) non si arrende. Chiama il fratello maggiore (quattrordici
anni) e fra tutt'e due si mettono a pedinare di nascosto il rapinatore.
Finalmente lo vedono fermarsi un po' in una pizzeria. Allora chiamano
il centotredici, arrivano i poliziotti e se lo portano via. Altro che
quei donabbondi di "imprenditori" siciliani.

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Piero C. wrote:
< E' gia' la seconda volta che mi capita di fermarmi a fare gasolio
presso un distributore AGIP sull'autostrada del Brennero (A22 Vr-Brenn,
Garda Est, Cavaion Veronese) e di trovare in vendita, nell'annesso
negozio AGIP, dei portachiave, gagliardetti, piccoli busti, ritratti
ecc ecc di Mussolini. Ovviamente circondati da altri simboli di stampo
fascista (fascio littorio, teschi, ecc). L'ultima volta che mi sono
fermato ho trovato non solo immutato l'assortimento di simboli fascisti
ma, con grande e amplificato disgusto, anche nuovi feticci: portachiavi
e immaginette di Hitler e svastiche varie! Domanda: ma, al di la' di
tutti i giudizi, e' legale tutto questo? >

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gandini@wema.it wrote:
< Sto cercando gente in gamba ed entusiasta per collaborare a Web
Magazine (www.wema.it) >

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G.V. wrote:
< Ciao, informo gli utenti a cui il gestore della loro posta
elettronica impone di utilizzare come numero di connessione ad internet
il proprio, che esiste un programmino scaricabile su www.freepops.com
che permette di liberarsi di questa imposizione >

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Alessandro Paganini wrote:
< Genova tappezzata da faccioni, slogan, simboli elettorali.
I casi sono due.

1) Siamo cosi' idioti da votare al buio chi investe (quindi ha, o avra'
ad elezione avvenuta) centinaia di migliaia di euro, per ripetere alla
nausea idiozie, falsita' ed imbrattare la citta'.
oppure
2) La nausea ci spingera' invece a informarci un minimo su curriculum e
gestione di questi signori.

Io, la campagna, la farei cosi': ho 100.000 euro
Comunico alla stampa che non faro' un solo santino, l'assegno va a Gino
Strada, o a Don Gallo, o adottiamo 400 bambini in Mozambico, oppure
fate voi.
Poi faccio un sito - e' gratuito - ove metto il programma (per il
programma e' facile, basterebbe copiare qualche articolo dalla
Costituzione, e provare a farlo rispettare sul serio).
E poi vado solo dove mi invitano, a costo zero, tv, giornali, ma
soprattutto associazioni, e soprattutto (il programma e' semplice,
vedi sopra) ad ASCOLTARE.
Se il tam-tam non parte, e non convinco, almeno ho fatto qualcosa di
buono, non ho distrutto quintali di cellulosa, e non ho spaccato i
marroni, non richiesto, alla popolazione che non ne vuole sapere>

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iqbalmasih@tiscali.it wrote:
< Giorno 17 febbraio alle 20 verra' inaugurata la palestra del Centro
Iqbal Masih in Viale Moncada 5 a Librino (Catania). In effetti manca
ancora un po' tutto ma stiamo cercando di recuperare quel che serve per
incominciare per quella data. Avete qualcosa in un angolo della stanza
o in garage che non usate piu', anzi vi ingombra: una cyclette, un
peso, un attrezzo ginnico, dei materassini, una panca etc. Mandateci
una mail, ci coordineremo e verremo a prendere il materiale quando
sara' per voi possibile. Ogni contributo, anche il piu' piccolo
risultera' per noi prezioso.

Il Centro Iqbal Masih gestisce uno spazio di aggregazione nel quartiere
di Librino autofinanziando tutte le attivita'. Sono attivi il
laboratorio di recupero scolastico, la scuola di ballo, disegni ed
affini, mentre stanno per iniziare il laboratorio teatrale e quello di
capoeira. Vi ricordiamo che il 15 aprile ricorrerera' il decimo
anniversario della morte di Iqbal Masih, il sindacalista-bambino
pakistano assassinato dalla mafia del suo paese a soli dodici anni per
avere denunciato la vergognosa condizione dei bambini lavoratori.
Secondo noi il modo migliore per ricordarlo sarebbe organizzare una
campagna contro il lavoro minorile anche nella nostra citta' >

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Marta msunrise@tin.it > wrote:
< Qui a Bologna al Teatro Testoni, giovedi' 17, lo spettacolo
L'Attentato, di TNE e Teatro dell'Argine, in collaborazione con
l'Istituto Provinciale della Resistenza. A distanza di quasi
ottant'anni, ripercorre i giorni del fallito attentato a Mussolini, a
Bologna nel '26. Quell'episodio resta un mistero: non si sa chi fu a
sparare, ma i seguaci del Duce picchiarono a sangue un povero
quindicenne, Anteo Zamboni, lasciato morire per strada. Fu un delitto
senza processo, e di Anteo restano una targa e una via, stretta e senza
portici, traversa della ben piu' nota via Luigi Zamboni. Pochi giorni
dopo il fatto, vennero promulgate le leggi speciali che sancirono
l'instaurazione della dittatura >

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carlo.ruta@tin.it wrote:
< Le inchieste di "accadeinsicilia", oscurate ufficialmente per
decisione del giudice ragusano Vincenzo Saito, sono ritornate on-line,
dopo due mesi di silenzio coatto, con l'apertura di un nuovo spazio
informativo, www.leinchieste.com.

Si ritorna on-line senza rinunziare a nulla. E' stato salvato l'intero
archivio di "accadeinsicilia", costituito, come indicato nel precedente
comunicato, da oltre duemila documenti. E in questi mesi di forzata
assenza si e' andati oltre, a partire dalla sezione "Giuliano e lo
Stato" che si arricchisce di dieci importanti testimonianze e atti, del
tutto inediti in rete, provenienti da diversi archivi. Con l'avvio
della "nuova serie" si punta peraltro a un rilancio analitico e
d'investigazione storica, con l'intento di contribuire alla
chiarificazione possibile sulle responsabilita' politiche e
istituzionali della prima strage di Stato del secondo dopoguerra, pure
sulla scorta di materiali che sempre piu' vanno rendendosi
disponibili >

Bookmark: http://www.leinchieste.com

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Giacomo Alessandroni g.alessandroni@peacelink.it > wrote:
< Non so se te lo mai detto, ma chiunque puo' rilanciare la catena dal
suo sito utilizzando questo feed RSS:
http://italy.peacelink.org/feeds/sanlibero.rss
In questo file XML sono contenuti i link alle 15 ultime notizie
pubblicate. Il file si aggiorna automaticamente ad ogni pubblicazione
della catena.
Questa cosa e' molto simpatica perche' consente a chiunque di avere la
catena nel suo sito, continuamente aggiornata, senza muovere un dito e
persino con pochissime esperienze di programmazione.
Se poi qualcuno ci ha in simpatia su:
http://italy.peacelink.org/feeds/
trova i feed RSS di tutte le tematiche e di tutti gli ospiti di
Peacelink >

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San Valentino

Tu non ricordi piu' come dolcemente arrossivi
Di fronte ad una rosa, in un mattino di questi,
Fra due banchi di scuola e come sorridevano
Timidamente gli occhi quindicenni
E fuori nella strada ci chiamavano
Le primavere a venire e l'allegria

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