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DIARIO DI VIAGGIO/2

2007: di ritorno dal World Social Forum di Nairobi

Quelli che seguono sono "appunti" trasmessi via e-mail agli amici durante il viaggio.
9 febbraio 2007 - Daniele Dal Bon

Cartello del Forum Sono partito venerdi 19 gennaio al mattino presto da Caselle. Ho fatto il viaggio accompagnato da Mirella Menin, una volontaria che da oltre vent'anni viaggia per il mondo a portare aiuti, adozioni a distanza ai missionari che sono il loco: in Kenia ha oltre 400 bambini.
Dopo otto ore e cinque minuti di volo arrivo a Nairobi alle 20,50 ore locali, 18,50 in Italia con due ore di differenza. Quando c'è l'ora legale sono tre.
Erano ad aspettarmi Padre Renato Kizito, kizito@maf.or.ke . :un missionario Padre Renato Kizito Sesana, comboniano comboniano impegnato con la gente in progetti concreti, di formazione e di informazione.
C'era anche Elena Rastello, sistaele@hotmail.com Figlia di Maria Ausiliatrice, ci siamo lasciati quasi subito con la promessa di ritrovarci nei prossimi giorni.
manifestazione forum
Nairobi, città a circa 1800 metri, come i nostri appennini però sull'equatore, il sole spunta al mattino verso le 6 e tramonta verso le 19. Ha una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, dicono le Nazioni Unite, ma che con le bidonvilles attorno li supera; quando sono venuto nel 1991 non arrivava al milione, è la storia delle metropoli che la gente con il miraggio della città per la ricerca di un lavoro e di cibo... lascia la campagna.
A gennaio dovrebbe fare più caldo ma per via dei cambiamenti climatici il tempo è cambiato anche qui come in tutto il mondo.
Al mattino e sera si stà bene con una maglia, a volte con il giubbotto per poi stare in maniche corte durante la giornata quando il sole è alto.
Padre Kizito ci ha affittato, dai parenti di amici della sua comunità, una casa per questi giorni vicino allo stadio, a Kasarani, dove si è svolto il Forum. Eravamo con Daudi, la nostra guardia del corpo, un animatore "braccio destro" di Kizito che vive a "Kivuli" la sua comunità. Daudi anche lui era un ragazzo di strada cui i genitori sono morti tutti e due per Aids ed è stato guardato dalla nonna che l'ha mandato al Kivuli dove è diventato un uomo, impegnato e motivato della vita.
Sabato 20 gennaio sveglia alle 7, dopo un'ottima colazione, eravamo tre italiani, una giornalista di Radio Reporter e un militante dell'associazione "l'altro pallone" affiliata all'Uisp che si adopera nelle periferie del sud e del nord del mondo per uno sport equo, solidale e popolare, www.altrimondiali.it - altropallone@altropallone.it . Insieme ai nostri accompagnatori abbiamo fatto il giro del quartiere,, circa 50 chilometri dal centro di Nairobi, un quartiere nuovo dove mancano supermercati, ospedali pubblici e privati, scuole. La sanità sia pubblica che privata costa. Chi è povero, non ha un lavoro ed è malato con una malattia grave come un tumore è prossimo alla morte .
Poi verso le 10 in auto siamo andati a Kibera, la più grande baraccopoli di Nairobi.
E' una città caotica, il traffico, dal 1988 anno in cui sono andato la prima volta, con più case e grattacieli, è peggiorato, ed siamo al sabato e la domenica che è il week-end, ma con il Forum non è diminuito, anzi;.
Siccome è stata una colonia inglese ha la guida a sinistra e quindi si ha l'impressione che le auto viaggino sempre contromano e in più chi guida lo fa spericolatamente. Manifestazione del Forum a Nairobi
Verso mezzogiorno manifestazione per la pace da Kibera, fino a Uhuru Park, il parco nel centro di Nairobi, numerosa, pacifica con nessun problema di ordine pubblico, dice Kizito: "fino a qualche giorno fa non pensavamo che ci fosse tanta partecipazione...nelle tv e nei giornali locali non si ha avuto molta risonanza... è stata più in Italia". Al termine si è inaugurato il 7' World Social Forum, si sono alternati con i relatori alcuni gruppi etnici.musicali. Bambino
. Dopo sono andato alla Shalom House la casa aperta da Kizito: ".... alcune camere di pernottamento con un ristorante con pasti italiani e uno con pasti locali, un internet service, un negozio d'artigianato, libri che con il ricavato dalla vendita si finanziano i numerosi progetti. Aule dove si svolgono corsi di formazione e informazione. E' una casa che rende; tutto il personale che ci lavora proviene dalla strada, ha vissuto nella comunità del Kivuli e poi ha trovato in questo ambiente un progetto di vita...l'obbiettivo e che in un futuro, tra dieci o vent'anni possiamo mantenere tutte le nostre attività con questa casa senza finanziamenti dall'esterno..."
In questi giorni è uscito il primo giornale di strada sostenuto da Kizito, fa parte del coordinamento dei giornali di strada, con sede in Svezia; è un bel giornale patinato, a colori dove il 50% viene trattenuto dal venditore. E' stato venduto per la prima volta durante il Forum nello stadio del Kasarani MOI International Sport Centre .

La sera di sabato 20 ci hanno preparato un piatto di papaia e banana, spaghetti e spezzatini, verdura bollita vino e succo di frutta. Il pernottare in questo quartiere è stato un modo per condividere i giorni di permanenza con la gente residente, in cui ci chiedevano come mai noi facciamo un viaggio di una settimana a Nairobi per il Forum, e non come i turisti che vanno a Mombasa e ai parchi degli animali...
Il 21 gennaio è iniziata la partecipazione ad oltre mille seminari allo stadio Kasarani sul debito estero, pace e riconciliazione, media e guerra, l'acqua, periferie urbane per citarne qualcuno. In mattinata la Messa al Festival dei bambini di strada a Korogocho, sede della comunità di padre Daniele Moschetti, una delle più povere baraccopoli.
Tra italiani e stranieri circa un migliaio. Manifestazione del Forum
Tra i vari missionari presiedeva l'Eucarestia Padre Alessandro Zanotelli alex.zanotelli@libero.it con i caratteristici canti africani e strumenti musicali. Padre Zanotelli
Dopo fatto un giro con Daudi per Korogocho, molta miseria e "pare" che dopo quindici anni, all'apparenza"la situazione sia migliorata per la costruzione di case, supermercati soprattutto dove ha abitato per dieci anni padre Alex, ora sostituito da Padre Daniele Moschetti, con una piccola biblioteca locale e un centro polifunzionale di varie attività con la gente. La disoccupazione è sempre alta e pochissimi hanno un reddito fisso. Le case nelle favellas vengono affittate dal "proprietario" di turno.

Nel pomeriggio si è inaugurata la nuova casa per i bambini di strada costruita dalla comunità di padre Kizito. E' come una grande famiglia a gestione famigliare;
Una breve presentazione degli educatori, uno spettacolo preparato dai ragazzi: momenti di vita della loro vita di strada; e poi un gemellaggio tra l'Amami amani@amaniforafrica.org e il Capdever, un centro Aro di Promozione e Difesa della Vita: capdever@uol.com.br ferdicapri@uol.com.br con Padre Ferdinando Caprini in Brasile a Salvador de Bahia: si sono scambiati le magliette delle due associazioni e i rispettivi libri.
Dice Padre Ezechiele: "....il futuro è nel sud del mondo quindi bisogna aprire delle speranze tra questi gruppi locali in paesi differenti...stimolare i movimenti popolari che stanno nascendo..."

Lunedì 22 gennaio dopo aver impiegato due ore a capire e a fare il biglietto d'ingresso, tra l'altro l'organizzazione tecnica è stata molto lenta, i vari appalti alle ditte sono stati dati a dicembre, comunque nonostante tutto è andata bene con nessun incidente. La sede del "Global Forum" nello stadio di Nairobi, una struttura imponente dove oltre agli spazi hanno allestito dei grossi gazebo per i gruppi per le conferenze ed i seminari; inoltre moltissimi banchetti dove hanno trovato posto le numerose associazioni africane. Una partecipazione numerosa è stata della Caritas con un gruppo numeroso dall'Europa. Il prezzo d'ingresso valevole per tutti i giorni è stato di 100 dollari, 80 euro.
Per gli africani 5 dollari ma poi dopo una protesta popolare sono entrati gratis.
Per i giornalisti il "pass" cui potevano entrare nell'Ufficio stampa/computer, come il sottoscritto che tra l'altro con vari computer non funzionanti e una connessione internet lenta.

Alla sera incontro su "Facciamo pace in Africa: problemi, idee e progetti" con l'On. Mario Raffaelli, inviato Speciale dell'Italia per la Somalia e il viceministro della Cooperazione Italiana con padre Renato Kizito Sesana all' Hotel Mada.

Martedì 21 seminario "Terra e Case" di Korogocho, un incontro con padre Daniele Moschetti di presentazione di Korogocho e delle attività organizzate dalla comunità. Fino a qualche anno fa era impossibile entrare in favella e uscirne indenne mentre ora si è creato un rapporto di amicizia e condivisione; io stesso nel 1988 non avevo potuto fare fotografie, ora invece si.
Bisogna creare dei modelli, delle alternative, delle proposte che culminano in posti di lavoro; che non abbiano come modello di vita il calcio o altre chimere consumistiche, ma tutto quanto sia positivo per un aggregazione e una condivisione comune.

Mercoledì l'ho dedicato girando per gli stand, questo enorme stadio dedicato a Moi, ex presidente, del Kenia, che la gente lo pensava perenne, dopo tanti anni con le elezioni recenti non è stato rieletto presidente. Il forum è stato un modo di far parlare tutta l'Africa, stimolare i vari movimenti popolari. Non sono molti i movimenti come in America Latina però ci sono dei fermenti, stanno nascendo, si tratta di stimolarli. In Africa non c'è una storia come in Europa e in America con i suoi sindacati, i partiti, le associazioni, Ong. Devono farsi un loro percorso che non è detto che sia lo stesso del nostro. Noi dobbiamo mettersi in ascolto stimolandoli nelle loro iniziative creando dei cittadini per un mondo possibile perché: dice Alez Zanotelli: "...un futuro diverso per tutti sarà necessario altrimenti non ci sarà." Ho visto un mondo tutto colorato, partecipanti di vari paesi, dall'Asia all'America, dall'Europa all'Africa con i loro caratteristici vestiti locali; alternandosi tra seminari, conferenze e manifestazioni suonando i propri strumenti, è stata una bella festa in cui ci sentiva tutti amici di uno stesso futuro più giusto. Noi in Italia siamo abituati a queste feste, per fare una comparazione è come quando partecipiamo ad eventi in piazza, a Torino come "Identità e Differenza" alcuni anni fa o in una qualsiasi manifestazione di volontariato moltiplicato per dieci, con la differenza che in Africa sono i primi eventi che ci si unisce.

Dopo un "caratteristico pranzo locale all'interno del Forum in uno dei tanti ristorantini siamo andati a Kivuli nella comunità di Kizito, in sahili "ombra", fare ombra ai numerosi bambini. In un quartiere poverissimo in tante baracche che di notte quando si accendono le luci sembra un grande presepio dove ogni casa può essere un negozio per vendere quello che ha a disposizione; è una lotta per la sopravvivenza che al mattino non si sa se si arriva alla sera.
Kizito ha due strutture a Kivuli, da più di dieci anni. In una i ragazzi trovano un appoggio appena vengono accolti, facendosi una doccia, prendendo un pasto e poi i più piccoli vengono tutti i giorni da casa a fare delle attività; mentre i più gravi vengono ospitati nell'altra struttura in cui vivono insieme agli educatori in una casa-famiglia.
Poi agli stessi ragazzi gli viene data la possibilità di un lavoro all'interno, è nata una falegnameria in cui vengono realizzati oltre a mobili anche dei caratteristici oggetti. Manifestazione
Giovedì 25 gennaio, partenza alle 9,30 del mattino della Maratona da Korogocho a Uhuru Park "Un altro mondo è possibile anche per chi vive nelle baraccopoli" per 15 chilometri attraverso i vari "slum" di Nairobi: fino all'Uhuru Park e manifestazione conclusiva del Forum Sociale Mondiale. Tra l'altro la corsa è stata organizzata da Uisp e Libera, per rafforzare il messaggio di pace e speranza, contro la miseria e le sofferenze, che si è levata dal Social Forum. Una corsa per coinvolgere tutti e far sentire la loro voce, in collaborazione con Padre Daniele Moschetti a Korogocho "la discarica del mondo".
L'organizzazione sul percorso è stata seguita da i molti volontari della "St. John Sports Society Korogocho", la società sportiva creata da Padre Daniele per aggregare i ragazzi di strada, dare loro dignità e speranza attraverso l'atletica, il calcio, la boxe, il basket, il gioco. La corsa è stata ripresa da una troupe inviata da Raisport.
Un gruppo di donne africane ha creato artigianalmente la maglietta che è stata donata ai partecipanti, il cui disegno affianca un grattacielo e una capanna, insieme ad una frase tipica in swaili, la lingua locale: "Pamoja Tunaweza!!", ovvero "Insieme ce la faremo", hanno partecipato alcuni campioni africani. La partenza è stata data da Patrizia Sentinelli, viceministro del Ministero degli Esteri Italiano e sono stati presenti numerose rappresentanze delle istituzioni italiane e straniere; e naturalmente tantissime rappresentanze dei movimenti popolari, sindacali e associazioni che in Africa stanno nascendo. E' una speranza, una molla che è scattata, un esempio al mondo, Insieme ce la faremo per un altro mondo possibile con uguale dignità e a noi non ci resta che mettersi in ascolto e in dialogo con tutta l'Africa.
Il giorno dopo del convegno mi sono incontrato con don Gianni Rolandi, un salesiano che con don Luca Maschio gli avevo fatto le foto durante l' ordinazione sacerdotale al Colle don Bosco; dopo aver girato nel centro di Nairobi siamo andati ad incontrare suor Elena Rastello (FMA) dove insegna alla Pastorale Giovanile dell'Università Cattolica.
Un ottimo lavoro per la formazione degli studenti, insieme alla sua comunità crea dei piccoli semi di speranza, con le ragazze ha frequentato anche lei il Forum tutti i giorni, prima e dopo le conferenze si trovavano per relazionarsi. M anifestazione forum
Dopo un boccone alla casa salesiana ispettoriale del Kenia siamo andati a Makujo a 70 chilometri da Nairobi dove ho ritrovato il mio amico don Felice Molino. E' quindici anni che non ci vedevamo più. Il centro si è ingrandito moltissimo, tra bambini, allievi, educatori, insegnanti, operatori sono quasi mille persone: un asilo gestito dalle suore, le scuole professionali come muratura, falegnameria, tipografia, computer, taglio e cucito e piantagioni agricole che con la dovuta irrigazione potranno essere coltivati tutti i prodotti a ciclo continuo; anche in questo caso le scuole e le attività sono anche delle piccole imprese artigianali che possano sostenere chi non è autosufficiente. Al sabato, prima della partenza, ho trascorso alcune ore dalle Suore di don Gasparino di Cuneo: Maria Teresa e Anna nella baraccopoli di Mathare mdfnairobi@wananchi.com . Si sono costruiti una bella. accogliente e ospitale casetta quasi al confine della "bidonville", un piccolo orto, tre camerette, una cucina, un porticato per i giochi dei bambini, una scuola di taglio e cucito, un punto di accoglienza e ritrovo per la gente del quartiere. Vicino c'è un Consultorio medico dell'organismo internazionale "Medici Senza frontiere". La gente è abbastanza contenta dell'iniziativa per la serietà degli infermieri e dei paramedici locali.
Manifestazione
Parto salutando Maria Teresa con i tanti bambini della favellas, Padre Kizito, Daudi e gli amici dello Shalom Peace, del Kivuli lasciando i numerosi bambini che appena ti vedono ti vengono a salutare e vorrebbero venire con te.
Sono venuto in Kenia, per il "Social Forum" e vedere gli amici che ho condiviso un pezzo di vita vissuta; ormai al settimo anno l'entusiasmo del Social Forum è diminuto, forse un po' intellettuale, i partecipanti africani sono della classe medio-alta, pochissimi della gente delle favellas ha partecipato. Comunque è significativo e importante il avere fatto delle conferenze su un mondo alternativo più giusto e contemporaneamente "visitare" i progetti che sono per la gente. Bambino
Una messa in favellas, un torneo di calcio, una scuola professionale, una marcia della pace sono tutte iniziative per coinvolgere la gente e preparare dei nuovi "leader" per il Paese.
Lascio con simpatia questi bambini che come altri in Sudamerica, in Asia, hanno bisogno di molto affetto e sono contenti quando qualcuno si occupa di loro, sono felici quando li fotografo e ancora di più quando gli faccio vedere la foto digitale immediata, il rapporto umano, la solidarietà, la partecipazione , sono valori che "forse" hanno da insegnarci a noi perché come diceva un mio amico salesiano "...in Africa si muore per la sopravvivenza fisica, in Italia per la sopravvivenza mentale...."
Dobbiamo imparare da loro...vivere dell'essenziale...alla giornata....che il tempo non sia denaro e competizione...."forse" dobbiamo essere più poveri... e con la crisi economica che viviamo anche noi "forse" potrebbe essere un "segno" a ripensare al nostro stile di vita...per lasciare ai posteri un mondo migliore di come l'abbiamo trovato,il mio babbo,la mia mamma e la mia sorella hanno vissuto in questo modo...

Parto sabato notte 27 gennaio abbastanza stanco ma contento di avere incontrato gli amici che mi hanno accolto come se ci fossimo lasciati ieri.
Qualcuno mi chiede: quanto hai pagato il viaggio? E io rispondo quanto costa l'amicizia? Ecco l'amicizia, il credere in ideali comuni, far le cose che piacciono, con amore, insieme, anche se a distanza, senza tornaconto aiuta a vivere meglio. Ecco grazie per la vostra amicizia e dell'aiuto di ogni giorno, magari lontani ma sempre amici e a volte "fratelli".

Naturalmente il diario è corredato di molta documentazione fotografica e di un dvd che dà un'idea della manifestazione e della città di Nairobi, il tutto è disponibile a chi ne fa richiesta.

Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia.
Sa che dovrà correre più in fretta del leone, o verrà uccisa.
Ogni mattina, in Africa, un leone si sveglia.
Sa che dovrà correre più della gazzella, o morirà di fame.
Quando il sole sorge, non importa se tu sei un leone o una gazzella:
sarà meglio che cominci a correre.

FOTOGRAFIE DI DANIELE DAL BON

L'articolo è pubblicato anche sulla rivista "Tempi di Fraternità" del mese di marzo.

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