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Se la criminologia è lo specchio del mondo...

Specchio, specchio dele mie brame, chi è il più criminale del reame?

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Qualche tempo fa intervistai il prof. Baima Bollone autorevole criminologo, autore di molti trattati e biografie di spessore. Alla domanda del perché un laureato in medicina decida di scegliere criminologia mi rispose convinto, senza pensarci su un attimo “perché è lo specchio del mondo con mezzi tecnologici sempre più adeguati” .Ci perdonerà il professore se proviamo ad usare questa metafora per ottenere una nostra personalissima prova del nove (anche se utilizzeremo per semplificare un numero in meno preceduto dalla “G”) Scoperto il mondo, andiamo alla ricerca dello specchio ossia individuiamo la scienza del crimine.

In questi giorni abbiamo avuto il concentrato del mondo in Europa. L’Italia e lo Stato del Vaticano hanno pure ospitato il re delle stelle e strisce aprendogli tutte le porte (l’unica che ha sbarrato la strada all’ospite è stata quella della sua ambasciata, seppur a causa di miserrimo dettaglio dovuto alla mania di grandezza dell’ospite che mal accettando l’andar in panne di una sua limousine ha deciso di sostituirla con una più grande - per la serie “quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”- senza prendere le misure del portone di via Lucullo)

Il mondo è ufficialmente e istituzionalmente rappresentato dai G8, e questo è innegabile. La profusione di reciproci ringraziamenti (dal “ci avete liberato dal nazismo” al “grazie per l’impegno in Libano e Afghanistan), di cordiali strette di mano (“..ha accolto il presidente con calorosa stretta di mano...” Un tempo si diceva che fa notizia il padrone che morde il cane, non il contrario. Notizia sarebbe stata dunque “ha accolto il presidente azzannandogli l’arto” O tempora o mores !) di sorrisi e risate, di scambi di Tod’s borse e Tiffany’s rosari, di esami sulle questioni morali e religiose odierne, tra cui (notare il “tra cui”) quelle relative ai diritti umani, le difese e la promozione della vita (ma va? NdR), lo sviluppo sostenibile (per quello insostenibile rivolgersi alla rupe di Tarpea NdR) ebbene se così fosse lo specchio non potrebbe far altro che riflettere tale idilliaca immagine, altro che criminologia.

Le guerre preventive del re delle stelle e strisce hanno prodotto e continuano a produrre morte e annientamento di culture ( create dai popoli per non morire):dove sono i messaggi di vita? I suoi alleati (frutto di antropologiche alleanze mai riscattate da naturale progresso) si adeguano, con ampie strisce di saliva ma eludendo il tesoretto delle stelle in loro possesso che, dimenticato, continua ad inflazionarsi: dove sono gli sviluppi sostenibili? Il nostro Paese il cui onore è stato impersonato e assicurato da Emergency in Afghanistan, sta lasciando crepare l’uomo che ha, nel bisogno di una nostra garanzia, collaborato ad omologare la certezza di questo onore. In Iraq furono Nassirya e Calipari, giusto per citare quelli di cui ancora si parla. Ancora morte: dove sono i diritti umani? Il re delle stelle e strisce continua a giocare a Risiko piazzando bandierine in questa Europa geografica che ama eludere l’esser politica…
Cina e Russia insieme con i loro simpatizzanti da una parte, dall’altra un certo Sud America che sta embrionando il significato di riscatto, appartengono ad un’altra galassia. Quella delle stelle che stanno, per il momento, a guardare…

Ai lettori l’invito a meditare se lo specchio del mondo (questo) corrisponde alla facoltà di criminologia e se gli strumenti, alla portata di chiunque, siano sempre più adeguati per meglio identificarla…

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