Psichiatria: nessun esame, nessuna cura... nessuna scienza?
Riceviamo e - volentieri - pubblichiamo questo contributo di Davis Fiore [Milano] che alimenta il dibattito, già in corso su questo sito da molti mesi sul "Decifit di Attenzione e Iperattività".
Non mi stancherò mai di ripetere quanto era iperattivo il sottoscritto e quanto lo è il suo erede universale. Noi abbiamo scelto di curare la vivacità con il gioco.
Quando mio figlio si vuole proprio scatenare lo porto al mare e gli lancio il bastoncino "dai: riporta!". È disumano? Non credo: lui si diverte, corre, respira un'aria pulita e... a sera forse è stanco quanto me.
So che questo non incrementa il fatturato della Novartis, ma non si può essere sempre perfetti.
Non si capisce come in Italia possano essere spesi 3,5 miliardi di euro l'anno per finanziare la psichiatria, quando non esiste un solo esame per nessuna delle "malattie" e quando non ci sono strumenti in grado di misurare il tanto decantato squilibrio biochimico del cervello.
La medicina dispone di esami e di strumenti diagnostici in grado di identificare con precisione la malattia, la psichiatria invece si serve soltanto di test e di opinioni, diverse da uno psichiatra all'altro.
Le apparecchiature di neuroimaging, con cui vengono scattate foto al cervello, per molti sarebbero la prova inconfutabile del fatto che l'ADHD esiste (Decifit di Attenzione e Iperattività). In realtà il semplice fatto che un'area sia più illuminata di un'altra, quando ad esempio una persona ha paura, non significa che la causa della sua condizione si trovi nel cervello. Questi strumenti, inoltre, non sono né specifici, né sensibili.
La psichiatria quindi non dispone di strumenti adeguati, non solo: si fonda su presupposti che hanno ben poco, se non nulla, di scientifico. Il loro manuale diagnostico ufficiale (DSM-IV) è stato scritto basandosi sulle opinioni dei più autorevoli psichiatri del mondo, senza che una sola prova venisse portata a sostegno delle affermazioni. In pratica, questo manuale racchiude soltanto l'opinione generale, della maggior parte di loro.
Ma stanno ben attenti a non portare vere prove a sostegno delle loro teorie biologiche e genetiche, altrimenti tutto quello che saprebbero ricadrebbe automaticamente nell'ambito della neurologia, come alterazione organica visibile, oppure della biologia.
Per non parlare delle “cure”. Gli antidepressivi e i neurolettici, ora tanto di moda, al di là dei molti effetti collaterali, non sono per niente specifici. Può darsi che apparentemente funzionino, solo perché il bambino che prima faceva tanto chiasso adesso sembra tranquillo. Ma la verità è che agiscono come “camicie di forza”, imprigionando l'individuo dietro a sbarre che lui stesso non può vedere. La seconda verità è che vengono adoperati per malattie inesistenti, come l'ADHD. Se ogni sofferenza o problema dovesse essere inteso come malattia, allora anche l'innamoramento dovrebbe esserlo.
La psichiatria è un confuso guazzabuglio di teorie sulla mente, spesso contraddittorie. La domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi, prima di accettare una qualsiasi diagnosi è: “Qual è l’esame per questa patologia?” Ma dubito che poi riesca a trovare una risposta.





