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In occasione del GIORNO DELLA MEMORIA

"Per Non Dimenticare"

verso il … 27 Gennaio- GIORNO DELLA MEMORIA.
Per ricordare quanto è accaduto, per capire quanto accade oggi…

10 gennaio 2011 - Laura Tussi

Proseguono le iniziative e il Progetto “PER NON DIMENTICARE”.

 http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/appuntamenti/indice_1294594100.htm

di Laura Tussi, Istituto Comprensivo via Prati-Desio (Monza e Brianza) 

Prosegue l'iniziativa “Per non dimenticare”. Questo progetto si pone l’ambizioso traguardo e l’importante obiettivo di unire tutte le forze e le realtà democratiche che hanno a cuore e condividono i valori della Costituzione, dall’antifascismo alla Pace, dal dialogo interreligioso e interculturale, dai diritti umani alle Pari Opportunità, dalla salvaguardia ecologica alla lotta contro le mafie, tramite iniziative tematiche e incontri culturali collegati al recupero della memoria storica e alla tutela dei diritti sociali e civili sanciti dalla Carta Costituzionale Democratica e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che ci sono state donate dai nostri Padri Costituenti, in seguito alla Resistenza Partigiana Antifascista.

Gli incontri culturali del Progetto “PER NON DIMENTICARE” sono itineranti e si svolgono nelle scuole e nelle sedi ANPI e ARCI, con la partecipazione di testimoni diretti e indiretti della Deportazione, della Resistenza e della Liberazione.

Risulta importante sottolineare l’ingente lavoro di rete e di relazione con tutte le realtà istituzionali che si occupano di Pace, dialogo interculturale e nonviolenza e con le varie Amministrazioni Comunali.

L’Istituto Comprensivo via Prati di Desio, ha organizzato questi eventi culturali, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nova Milanese, con il Patrocinio del Comune di Cesate e di Cormano, Varedo e Bresso, l’ARCI (ArciNova), l’ANPI, l’ANED, l’APEI, Emergency, Peacelink, Il Dialogo.org, la Rete Antifascista Nord Ovest Milano, Radio Popolare, La Casa Della Cultura di Milano, La Campagna di Obiezione di Coscienza alle Spese Militari, Difesa Ambiente, Il Centro Studi Sereno Regis di Torino, il Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo, l’Osservatorio Nazionale ed Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità- ONERPO e tante altre realtà istituzionali.

L’iniziativa “Per Non Dimenticare” è sostenuta da personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica, da Moni Ovadia ad Antonio Pizzinato, da Bebo Storti a Loris Maconi a Renato Sarti a Roberto Zaccaria e molti altri, con cui abbiamo realizzato un video per la Campagna di tesseramento ANPI..

Gli incontri a tema sono volti ad approfondire il Progetto Memoria Storica a Nova Milanese, dal titolo “Per non dimenticare”. Il progetto è stato intrapreso, a partire dagli anni ’70, dall’Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica Popolare, con la raccolta di videotestimonianze, interviste, biografie e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti.

Tutto questo enorme materiale documentalistico e audiovisivo, inerente le deportazioni di civili per motivazioni politiche, è racchiuso nel sito www.lageredeportazione.org.

Nel 2000 la Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, in collaborazione con l’Archivio Storico della città di Bolzano, hanno realizzato con la RAI e RAI EDUCATIONAL, la trasmissione dal titolo Testimonianze dai Lager, inerente la deportazione politica e razziale, condotta da importanti personaggi, tra cui Gino Strada, Roberto Vecchioni, Moni Ovadia, Massimo Cacciari, Tina Anselmi, Alex Zanotelli e molti altri.

Questa trasmissione, contenuta nel sito www.testimonianzedailager.rai.it è stata realizzata sotto la Presidenza RAI di Roberto Zaccaria, che sostiene e partecipa agli incontri itineranti del Progetto “PER NON DIMENTICARE”.

Anche l’Archivio Storico della Città di Sesto San Giovanni e Monza, sotto la presidenza del ricercatore Giuseppe Valota, raccoglie informazioni storiche sugli oltre 44.000 deportati civili, per motivazioni politiche, provenienti da tutta Italia.

La presentazione di Moni Ovadia del libro “Memorie e Olocausto” di Laura Tussi ha dato inizio al ciclo di iniziative. I relatori degli incontri sono personaggi di notevole spessore e impegno civile e sociale.

Renato Sarti è regista, attore, drammaturgo, direttore e fondatore del Teatro della Cooperativa di Milano. Il Teatro della Cooperativa è un ambito di impegno culturale che propone spettacoli di rilevante importanza civile e sociale e di militanza politica. Quest'anno la stagione teatrale del Teatro della Cooperativa è dedicata a Teresa Sarti Strada, presidente e fondatrice di Emergency, prematuramente scomparsa. Emergency è un'associazione internazionale di medici volontari che costituiscono ospedali e centri di primo soccorso in Afghanistan, in Sierra Leone e in altri paesi colpiti dai conflitti bellici. Emergency offre cure gratuite alle vittime di guerra, indipendentemente dalla loro estrazione sociale, dal colore politico, dalle bandiere e dagli schieramenti ideologici.

Emergency opera in base al giuramento di Ippocrate per l'equità del diritto alla salute. Renato Sarti ha spiegato ai ragazzi degli Istituti Superiori, presenti all'incontro “Per non dimenticare”, che le prime vittime dell'Olocausto e delle deportazioni furono gli handicappati, i menomati fisici e mentali e gli asociali, intendendo con questo ultimo termine tutte le categorie di persone che non si adattavano, non si adeguavano e non si attenevano alle regole, imposte dal regime. Anche un ragazzo, che in classe disobbediva e non era allineato disciplinarmente, era ritenuto asociale e soggetto di deportazione nel periodo nazifascista ed era destinato alle camere a gas e ai forni crematori.

Un altro relatore, Sergio Fogagnolo è intervenuto rispetto all'orrore del nazifascismo. Sergio Fogagnolo è il figlio di un martire della rappresaglia e strage nazifascista di piazzale Loreto del 10 agosto 1944. Questo tragico evento rappresenta una delle innumerevoli atrocità del periodo nazifascista, perpetrate dal regime dittatoriale. Dopo questo episodio, la Resistenza partigiana si è ulteriormente e capillarmente organizzata e attivata fino alla definitiva liberazione del nostro Paese il 25 aprile 1945. Altro relatore è Giuseppe Valota, Presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati di Sesto San Giovanni, figlio del deportato Guido Valota, morto di stenti a Mauthausen, a causa di una marcia della morte che lo conduceva da un campo di sterminio ad un altro, in seguito all'avanzata degli Alleati. Emilio Bacio Capuzzo ha offerto una testimonianza diretta degli eventi. Capuzzo è un partigiano, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Nova Milanese. Egli ha vissuto sulla propria pelle il rifiuto dell'adesione al fascismo. È stato incarcerato a San Vittore e deportato nel Lager di Bolzano. Durante il Transport, il viaggio di deportazione a Flossenburg, è riuscito a fuggire dal treno in corsa. In Italia, Capuzzo ha proseguito la sua battaglia contro il nazifascismo da partigiano, unendosi alla brigata Moscatelli. L'incontro è stato allietato da Carlo Amori, al violino, con il gruppo musicale DADAIKO, che ha offerto musica Rom, Klezmer e Tzigana dei popoli erranti, ricordando così che le vittime della Shoah non furono solo gli Ebrei, ma anche i Rom, i Sinti, i dissidenti politici e tutti coloro che avevano la colpa esclusiva di essere apportatori di una diversità sociale.

Gli eventi del ciclo “Per non dimenticare” vogliono proporre all'attenzione del pubblico alcune importanti riflessioni sull'attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani, di cui occorre continuamente fare memoria.

Oltre agli ebrei, il sistema nazifascista ha schiavizzato e assassinato milioni di persone, iniziando dai propri connazionali, tra cui zingari, disabili fisici e mentali, oppositori politici, sindacalisti, avversari, obiettori di coscienza, omosessuali, prigionieri di guerra, e altre tipologie di persone diverse e colpevoli solo di esistere in quanto tali e per la loro diversità. Anche ragazzi che non rispettavano le regole e si opponevano alla disciplina scolastica, venivano inviati nei forni crematori e nelle camere a gas.

Gli interventi vertono sull'importanza del fare memoria e ricordare le deportazioni nei campi di concentramento e di sterminio nazifascista. Vengono ricordati gli scioperi del 1944 a Sesto San Giovanni, in cui gli operai manifestavano in modo pacifico e nonviolento, rivendicando un salario dignitoso e umane condizioni di vita. Gli scioperanti ebbero inoltre il merito di mantenere i macchinari di produzione in Italia per impedire che i tedeschi li trasferissero in Germania, dove avrebbero aumentato così la produzione bellica e ostacolato l'avanzata degli Alleati. Gli scioperanti, tutelando i loro macchinari produttivi, hanno così permesso il successivo sviluppo economico e culturale, la rinascita sociale e la pace di cui godiamo attualmente. D'obbligo il parallelismo con i lavoratori della Lares Metalli Preziosi di Paderno Dugnano. Questa azienda ha fermato la produzione e ha messo in cassa integrazione tutti i dipendenti.

I lavoratori della Lares stanno difendendo con dignità il loro posto di lavoro, con occupazioni nonviolente e pacifiche e manifestazioni culturali, tenendo sempre in manutenzione i macchinari, per garantire una ripresa futura della produzione che servirà al nostro Paese per uscire dalla crisi, esattamente come vollero ottenere gli scioperi contro il regime nazifascista. Importante riferimento ad Umberto Fogagnolo, uno dei 15 martiri della strage nazifascista di piazzale Loreto, responsabile dell'organizzazione generale degli scioperi del ‘44 a Sesto San Giovanni e per questo fucilato dal regime dittatoriale nazifascista. La Resistenza è stata una "guerra patriotica di liberazione nazionale dall'occupazione tedesca” che ha implicato anche la lotta armata contro i fascisti e gli aderenti alla RSI che sostenevano gli occupanti.

Necessario il riferimento alla Resistenza Partigiana anche come guerra civile e non solo di Liberazione dall'invasore. Infatti il conflitto è avvenuto tra italiani, in seguito all'istituzione del governo fantoccio della Repubblica Sociale Italiana di Salò, istituito da Mussolini, che non voleva cedere il potere, per cui avviò una guerra di aggressione, che come tale ha costituito un crimine per l'umanità. Una Guerra di Liberazione partigiana dall'invasore e dal dittatore che non voleva saperne di essere messo da parte, di cui bisogna ricordare anche la natura di guerra civile. Infatti il conflitto è avvenuto tra italiani, in seguito alla costituzione della illegittima Repubblica Sociale Italiana che si contrapponeva inevitabilmente allo stato legittimo dei Savoia. Su Mussolini, dunque, ricadono due crimini contro l'umanità, uno peggiore dell’altro: la guerra di aggressione imperialista e, appunto, la guerra civile. Ma nessuno si sogni di equiparare partigiani e repubblichini, come vorrebbe fare il revisionismo: da una parte si combatte per la pace, “per dignità non per odio”, per la libertà e la democrazia; dall’altra, per il totalitarismo nazifascista e per la guerra. Dunque si può parlare di guerra civile, ma non fratricida, come intende il revisionismo, che vuole equiparare i partigiani ai repubblichini. Il presidente dell’ANPI e dell’ANED di Nova Milanese, il Partigiano Emilio Bacio Capuzzo, ha esposto una panoramica storica sugli orrori del fascismo, in Italia con le leggi razziali del 1938, con lo squadrismo e con le guerre di aggressione in Spagna, in Libia, in Etiopia, in Jugoslavia, dove si susseguirono inenarrabili atrocità. La concezione fascista del mondo è volta ad esaltare la violenza e la guerra e ad attuare la sopraffazione e l'annientamento dei più deboli, dei diversi, degli emarginati e il nazismo è una diretta conseguenza e derivazione del fascismo europeo.

E’ necessario ripercorrere l'analisi del passato storico, per evitare di compiere gli errori della storia, a livello di violazione della dignità delle donne e degli uomini e dei diritti imprescindibili della persona, sanciti dalla Carta Costituzionale Democratica e dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani. E’ necessario tutelare la persona nella Sua integrità e dignità e la società nella sua complessità, sotto varie forme e aspetti, contro l’intolleranza per le differenze, contro l'oppressione delle minoranze, nella considerazione del dialogo tra le parti, le categorie e tipologie umane, nel rispetto dell'ambiente circostante e dell'ecosistema, contro tutte le ecomafie e contro la criminalità organizzata, per un futuro a misura di persona, in un contesto ecosostenibile, nonviolento ed equosolidale, basato sui valori della pace e della valorizzazione delle differenze di ogni genere e tipologia umana, nella libertà di espressione, di culto e di pensiero, contro ogni omertà che ingenera il crimine.

 

Laura Tussi, Istituto Comprensivo via Prati-Desio

 

In questo link sono visibili i video del ciclo di eventi “Per Non Dimenticare”

 

http://www.youtube.com/lauratussi

 

http://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=laura+tussi

www.lageredeportazione.org

www.testimonianzedailager.rai.it

 

 

 

Note:

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/appuntamenti/indice_1294594100.htm

Allegati

  • "Per Non Dimenticare" (808 Kb - Formato doc)
    Laura Tussi
    verso il … 27 Gennaio- GIORNO DELLA MEMORIA Per ricordare quanto è accaduto, per capire quanto accade oggi… incontro con: LAURA TUSSI, docente, scrittrice e giornalista, autrice dei libri Memorie e Olocausto (Aracne 2009) e Il Dovere di Ricordare (Aracne 2010). GIUSEPPE VALOTA, presidente ANED di Sesto San Giovanni e Monza, (figlio del deportato Guido, morto a Mauthausen) ricercatore e autore del libro Streikertransport, la deportazione politica nell’area industriale di Sesto San Giovanni 1943-45 (Guerini e Associati 2008). Sarà proiettato un video con Moni Ovadia che presenta i libri di Laura Tussi www.youtube.com/lauratussi
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