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Pace, Integrazione, Memoria

La sesta crociata passa per la Martellotta

Quando la rivendicazione dell'identità di un popolo può essere una chiave per l'integrazione ed il passato, per quanto lontano, può offrirci una visione del futuro.
12 maggio 2014 - Antonio Caso

Ieri pomeriggio ho letto due titoli, in contesti e per motivazioni differenti.
Il primo è questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sesta_crociata
Questo è il secondo:
http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/05/11/news/mare_nostrum_a_taranto_380_profughi_salvati-85790656/

La sesta crociata avvenne tra il 1228 e il 1229, in virtù del fallimento della quinta, invocata da Onorio III convinto che la riconquista di Gerusalemme fosse non solo possibile, ma anche cruciale per le vicende della Terrasanta.
La storia dell'imperatore Federico II è emblematica e sarebbe bene che tutti ne conoscessero le vicende, almeno coloro i quali abitano il Meridione d'Italia, ma purtroppo, non è così diffusa come dovrebbe.
Lo è in ambiti scolastici, ma non ha la rilevanza degna che dovrebbe avere la storia di un vero e proprio Padre della Patria.
Basti sapere che Federico II, oltre alla fondazione della prima Università a tutti gli effetti statale, ha dato vita all'unica crociata pacifica della storia.
Dopo averla rimandato più volte ed essere stato per questo scomunicato da Gregorio IX, egli si mosse comunque verso la Terrasanta, ma con mezzi che il papa non immaginava nemmeno.

Cito da Wikipedia:

"La crociata fu preceduta da un'accorta fase preparatoria, su un terreno squisitamente diplomatico: nell'estate 1227, Federico II aveva inviato Berardo di Castagna, arcivescovo di Palermo a lui fedelissimo, in missione diplomatica in Egitto, insieme a Tommaso I d'Aquino, conte di Acerra: recando con sé ricchissimi doni, tra cui pietre preziose e un cavallo sellato d'oro Berardo aveva il delicato compito di saggiare le interessanti prospettive di intesa appena apertesi con il sultano ayyubide, il curdo al-Malik al-Kāmil.

Federico era cresciuto nella Palermo normanna di Ruggero II, in un ambiente “multiculturale” impregnato di influssi arabi. Parlava fluentemente l'arabo, e a stento il tedesco. Giunse in Terrasanta accompagnato dalle sue guardie del corpo musulmane, in uno sfarzo di tipo orientale, distinguendosi così da tutti i crociati che lo avevano preceduto."

Da notare anche il nome di Tommaso I d'Aquino, una famiglia che a Taranto avrebbe poi fatto grandi cose.
Sta di fatto che Federico II intavolò così una feconda trattativa che portò a successi maggiori di tutte le crociate mai avvenute nella storia!
I cristiani avrebbero riottenuto Betlemme, Nazaret, Lidda, Sidone e Toron oltre a Gerusalemme che, però, veniva ceduta smantellata e indifendibile, un atto di fiducia, di estrema fiducia.
Inoltre, ai musulmani era permesso accedere alla città in quanto considerato anche da questi ultimi un luogo sacro.

Di nuovo wikipedia:
"Il trattato è di rilevanza mondiale, e unico ancor oggi per il compromesso tra gli interessi dell'Oriente e quelli dell'Occidente."

La solidarietà mostrata ieri dai tarantini, a onor di verità, dopo le proteste, deve farci ricordare che il nostro popolo è prima di tutto Mediterraneo.
Il primo Stato fu il Regno di Sicilia istituito nel 1130 da Ruggero d'Altavilla e considerato a tutti gli effetti dagli storici il primo prototipo del moderno stato europeo, uno stato profondamente mediterraneo.
I siriani venuti ieri a Taranto ne hanno avuto la prova, ma questo deve essere solo l'inizio.
Dobbiamo prendere spunto e trarre insegnamento dai nostri padri della Patria, come l'imperatore Federico II, esempio unico al mondo della stesura di un trattato non solo pacifico, ma pieno di tolleranza e rispetto tra Oriente e Occidente.
Nel momento in cui le sponde del Mediterraneo affrontano per motivi diversi uno dei periodi più difficili della storia recente, bisognerebbe riprendere questi insegnamenti e anche farli fruttare, perchè fin da allora, cito, in ultimo, da wikipedia:

"Tra le sue conseguenze vi fu un aumento enorme degli scambi culturali e commerciali tra Levante e Europa."

Forse proprio parte di quella chiave di rinascita che stiamo aspettando da tempo e che, come sempre, passa per la Memoria, la Conoscenza ed il Rispetto.

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