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Estratti dal discorso "War is a racket"

Il generale Usa che disse: "Non andrei nuovamente in guerra"

Il generale americano Smedley Butler era a capo dei marines e aveva ricevuto due volte la più alta onorificenza militare statunitense. Ma nel 1933 scrisse un durissimo atto d'accusa contro la politica militare americana. Eccolo.
28 luglio 2004 - Documento storico

“La guerra è un autentico crimine. Un crimine che è, credo, un qualcosa che non è ciò che sembra alla maggior parte della gente. Solamente un ristretto gruppo sa cosa c'è sotto. E' condotta a beneficio di pochissimi ed a danno delle masse.
Credo in una adeguata difesa delle coste e null'altro. Se un'altra nazione viene qui per combattere, allora combatteremo. Il problema dell'America è che un dollaro qui guadagna solamente il 6%, allora si sente a disagio e va all'estero per guadagnare il 100%. Poi la bandiera segue il dollaro ed i soldati seguono la bandiera.
Non andrei nuovamente in guerra, come ho fatto per proteggere degli sporchi investimenti di banchieri. Vi sono solamente due cose per le quali dovremmo combattere. Una è la difesa delle nostre case e l'altra e la difesa della Costituzione. La guerra per una qualsiasi altra ragione è semplicemente un crimine.
Non vi è trucco nel repertorio criminale che la gang militare non conosca. Vi è la propaganda per indicare i nemici, i “muscoli” per distruggere i nemici, i “cervelli” per pianificare le operazioni di guerra e un “Big Boss”, il capitalismo sovranazionale.
Può parere strano che io, un militare, usi simili paragoni. L'amor di verità mi obbliga a farlo. Ho passato 33 annie 4 mesi in servizio militare attivo come membro della più agile forza militare di questo paese, il Corpo dei Marine. Ho servito in tutti i ranghi da sottotenente a Maggiore Generale. E, durante questo periodo, ho passato la maggior parte del mio tempo a fare “l'uomo dei muscoli” d'alta classe per il Big Business, per Wall Street e per i banchieri. In breve, sono stato un criminale, un bandito al servizio del capitalismo.
A quel tempo sospettavo solamente di essere parte del racket. Ora ne sono certo. Come tutti i militari, non ho mai pensato con la mia testa finchè non ho lasciato il servizio. Le mie facoltà mentali rimanevano in animazione sospesa mentre obbedivo agli ordini dei superiori. Ciò è tipico per chiunque svolga la professione militare.
Ho aiutato a rendere il Messico, specialmente Tampico, sicuro per gli interessi petroliferi americani nel 1914. Ho aiutato a fare di Haiti e Cuba un posto decente perchè i ragazzi della National City Bank potessero raccogliervi guadagni. Ho aiutato nel violentare mezza dozzina di repubbliche del Centro America per i benefici di Wall Street. Il record di crimini è lungo. Ho aiutato a purificare il Nicaragua per la banca internazionale Brown Brothers nel 1909-1912. Ho portato la luce nella Repubblica Dominicana per gli interessi dell'America nello zucchero. In Cina ho aiutato perché la Standard Oil potesse agire indisturbata.
Durante quegli anni ho avuto, per così dire, un'attività criminale rigogliosa. Guardando al passato, sento che avrei potuto dare ad Al Capone alcuni consigli. La cosa migliore che poteva fare era svolgere la sua attività in tre distretti. Io ho operato in tre continenti.”

Major General Smedley Butler USMC, 1933.

Note:

Negli anni Trenta importanti industriali cercarono di convincere il generale Smedley Butler ad essere “l'uomo di facciata” di un colpo di stato per rovesciare F.D. Roosevelt ed instaurare un regime fascista. Ma Butler rifiutò.

Discorso integrale "War is a racket" http://www.fas.org/man/smedley.htm

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