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La questione del dissalatore sul fiume Chidro passa agli organi nazionali

Dissalatore: "Vendola si spieghi"

Il sindaco Massaro scrive al Presidente della Regione, preoccupato per la notizia che la decisione di costruire l’impianto per la dissalazione delle acque sia stata trasferita al Governo, malgrado le assicurazioni date di rispettare il no del Consiglio comunale.
13 novembre 2007
Fonte: Corriere del Giorno

Il fiume chidro La Regione Puglia ha deciso che sarà il governo centrale che si pronuncerà a proposito della realizzazione dell’impianto nel territorio di Manduria. Sarà durante la settimana che la giunta Vendola formalizzerà la decisione che non è stata accolta di buon grado dal governo locale. Le rassicurazioni da parte della regione sul progetto Chidro alal fine si sono rivelate vene. La questione del dissalatore resta ancora alla ribalta. Il territorio messapico e i suoi abitanti non possono ancora dormire sonni tranquilli. Le “ambizioni” idriche dell’Acquedotto pugliese stanno ancora tenendo aperto il dibattito che i manduriani, speravano, fosse ormai chiuso. Il sindaco di Manduria, Francesco Massaro, dopo avere appreso la notizia, ha subito inviato una nota al presidente Vendola e alla sua giunta dove ha chiesto chiarimenti.

«Da notizie di stampa – scrive il primo cittadino manduriano - si è venuti a conoscenza che è intendimento della Giunta Regionale di trasferire le determinazioni, in merito alla realizzazione dell’impianto di dissalazione sul fiume Chidro, in sede di Conferenza di Servizi Unificata. Tale decisione – evidenzia subito Massaro - contrasta con le aspettative acquisite da questa amministrazione e dalla comunità tutta in relazione alle assicurazioni fornite, in più sedi pubbliche, dall’Assessore Regionale alle Opere Pubbliche, il quale, a chiare lettere, aveva asserito che nessuna determinazione sarebbe stata assunta in contrasto con le volontà territoriali e, pertanto, “sulla testa” delle comunità locali».

Il sindaco di Manduria, poi, rimarca che «decisioni come questa, che pure si inquadrano nella comprensibile esigenza di soddisfare gli interessi collettivi, denotano da una prima lettura, pur se emotivamente condizionata, un certo scollamento da quella cultura del dialogo con le comunità locali che era alla base del programma politico di codesta Amministrazione regionale». A questo punto Massaro, nella nota, coglie l’occasione per ribadire «la contrarietà di questa Amministrazione comunale alla realizzazione dell’impianto di che trattasi, sostenuta unanimemente con delibera n. 44/2007 del Consiglio Comunale di Manduria durante il quale si registrava l’assenza di una rappresentanza politica regionale, pur espressamente invitata, duole verificare che, in luogo di un impegno volto al dialogo e alla condivisione, si sceglie la via burocratica del rimando della discussione in diversa sede a livello nazionale».

Il documento conclude con un auspicio da parte del primo cittadino, affinché la giunta regionale «possa positivamente sintonizzarsi con le volontà già espresse dalla comunità locale di Manduria». Manduria, adesso, se la regione delibererà di rimettere la decisione agli organi nazionali, dovrà vedersela con qualcosa di ancora più grande. La regione, a questo punto, non è più in grado di garantire a questo territorio quella tutela ambientale che merita. La città potrebbe ritrovarsi a dovere sostenere con forza la posizione di dire “No” al dissalatore.

E se il governo dovesse decidere di sacrificare l’ambiente per un bene prezioso, quale è l’acqua, allora la battaglia sarebbe ancora più dura, oppure il territorio si dovrà arrendere di fronte ad una decisione che viene dall’alto. Soddisfare l’approvvigionamento idrico di un territorio in serie difficoltà come il basso Salento, potrebbe far passare oltre il fatto che il Chidro sorga in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e situato in una Riserva naturale.

Non solo. Il sindaco Massaro ha più volte affermato che la realizzazione di questo ulteriore eco mostro, «è in contro tendenza con le strategie di sviluppo del territorio e con i progetti che il Comune manduriano intende perseguire».

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