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Palestina: lettera a Belusconi ed interrogazione parlamentare




A continuazione delle informazioni sulla situazione in Palestina Vi inviamo
la lettera da noi trasmessa al Ministro degli Esteri italiano On. Sivio
Berlusconi e l'interrogazione parlamentare del Sen. Francesco Martone.

Inoltre ringraziamo vivamente le associazioni e i cittadini che hanno dato
appoggio alla nostra iniziativa e che hanno inviato i loro messaggi di
protesta. In particolare il Cocis, Alj, Ditta Gottardo, Iscos, Cesvi,
Tactical Media, Centro Italiano per la Pace in medio Oriente, Aicos,
Assopace per la Palestina, Confederazione Italiana Agricoltori, Mlal.


Con l'occasione, Vi ricordiamo che, eventuali contributi, possono essere
versati sul c/c postale n. 43068006 intestato al Centro Internazionale
Crocevia, indicando nella causale "Terra di Palestina"



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S. E. Ministro degli Affari Esteri
On. Berlusconi
Piazzale della Farnesina 1
Roma
P. C. Al Capoufficio VII
Consigliera Bertolini
D.G.C.S.
Viale della XVII Olimpiade, 8
Roma


Prot. n. 44
Roma, 11 febbraio 2002


Signor Ministro,
Mercoledì 6 febbraio soldati e polizia israeliani hanno fatto irruzione
negli uffici utilizzati dal Centro Internazionale Crocevia e da un' ONG
palestinese, il Land Research Center, a Gerusalemme per condurre le azioni
di Cooperazione Internazionale promosse dal Ministero degli Affari Esteri
Italiano nel quadro di alcuni programmi attivi da tempo in Palestina. I
militari israeliani hanno asportato computer e attrezzature ed hanno
sigillato i locali non permettendo l'accesso al nostro cooperante giunto
sul posto.
Di questa azione non sono state date giustificazioni ne a noi, ne - ci
risulta - alle autorità italiane in Gerusalemme
Questa azione militare, come del resto la distruzione nell'ottobre scorso
del Centro per lo sviluppo dell'allevamento bovino di Tulkarem , anch'esso
promosso dal CIC, dal MAE, e dal Ministero per l'Agricoltura Palestinese -
anche se dolorosa - non pregiudica l'operatività dei nostri progetti, ne la
nostra decisa volontà nel continuare la nostra azione.
Le ONG di cooperazione internazionale - per missione propria - da sempre
sono presenti nei punti di maggior conflitto, ed anche in anni recenti,
particolarmente drammatici, diverse volte sono state direttamente colpite
pagando prezzi assai cari anche in vite umane.
Mai, ad eccezione dell'operato dei talebani, i Governi coinvolti in aree di
conflitto avevano violato, senza alcun avviso preventivo, e senza darne
approfondita motivazione, gli spazi gestiti dalle ONG internazionali, quali
noi siamo.
Noi protestiamo fortemente sia per le modalità utilizzate dalle autorità
israeliane, sia per il fatto di non aver informato né le autorità italiane
competenti, né il nostro organismo su eventuali questionamenti derivanti
dalle nostre azioni, azioni peraltro condotte sulla base di programmi noti
ed attuati con il supporto di fondi propri e della cooperazione
internazionale.
Ci preme, inoltre, ricordare che da mesi al personale palestinese del LRC
era stato negato il permesso di accedere a Gerusalemme e quindi alla sede
stessa.


Le attività di cooperazione internazionale del Centro Internazionale
CROCEVIA si svolgono nei Paesi in Via di sviluppo dal lontano 1958,
conosciamo, quindi, perfettamente i nostri doveri. Anche per svolgere le
nostre attività in Palestina, sempre abbiamo rispettato le norme che
regolano la nostra presenza sia in Israele sia nei territori palestinesi.
Infatti già al momento dell'irruzione ci siamo immediatamente messi in
contatto con il Consolato Italiano, al quale abbiamo comunque fornito,
oltre ad un resoconto dell'accaduto, l'elenco delle attrezzature
sequestrate e ci riserviamo azioni legali nei confronti delle autorità
israeliane a protezione di beni che sono stati acquistati con fondi
pubblici, oltre che con il nostro impegno.
Le chiediamo, Signor Ministro, di intraprendere le azioni necessarie per
garantire la normale attività degli organismi di cooperazione
internazionale italiani, per richiedere la restituzione delle attrezzature
sequestrate e la riapertura dei nostri uffici.
Sicuri di poter contare sulla sua disponibilità, accetti i nostri cordiali
saluti.

Il Presidente
Dott. Antonio Onorati



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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Sen. Francesco Martone
Al Ministro degli Affari Esteri

Premesso che,
la sera di mercoledì 6 febbraio 2002 polizia e militari israeliani facevano
irruzione negli uffici di Gerusalemme, siti in Abu Obidah Street 4,
condivisi dalla Ong palestinese Land Research Center (LRC) e da quella
italiana, associata al COCIS, Centro Internazionale Crocevia (CIC) di Roma,
prelevando documentazioni e computer presenti negli uffici e applicando i
sigilli alle entrate;

il LRC è una diramazione dell'Arab Studies Society, organizzazione non
governativa palestinese, con l'obiettivo di proteggere la terra palestinese
dalle confische, sostenere le attività agricole, mantenere i legami tra la
Gerusalemme araba e il resto dei territori palestinesi;

le iniziative di cooperazione in partenariato con il CIC, avviate da oltre
10 anni, riguardano il finanziamento di attività agricole, il miglioramento
delle tecniche di coltivazione e allevamento e l'azione legale a protezione
della terra;


considerato che,

gli uffici erano adibiti da anni alla realizzazione di progetti di sviluppo
agricolo nei territori occupati, finanziati dal Ministero degli Esteri
italiano, dall'Unione Europea, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di
Pisa, dal Comune di Quarrata e da vari altri enti ed associazioni italiani;

precedentemente si erano ripetuti numerosi e analoghi interventi delle
forze di polizia ed esercito nei confronti delle suddette associazioni,
ultimo negli uffici di Tulkarem, in ottobre, al centro di sviluppo
dell'allevamento bovino, confinanziato dal Ministero degli Esteri;

i progetti e gli interventi in programma, dopo le operazioni repressive
della polizia e dell'esercito, sono completamente bloccati;

il blocco delle iniziative e dei progetti, in studio ed in corso di
attuazione, delle due Ong, producono un elevato danno economico al
contribuente europeo, stimato dalla Commissione Europea, in data 23
gennaio, superiore ai 17 milioni di euro.



Si chiede al Governo:
Quali iniziative intenda adottare per appurare se i fatti sopra esposti
risultino al vero. Se non si ritenga opportuno, se i fatti sopra esposti
risultassero al vero, di effettuare una valutazione dei danni analoga a
quella realizzata dalla Commissione Europea, al fine di chiederne il
rimborso al governo israeliano.