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Al Presidente della Repubblica



Al Presidente della Repubblica Italiana

e per opportuna conoscenza a tutti i Questori d'Italia (in considerazione
delle specifiche competenze alle Questure attribuite in materia di
immigrazione)

Signor Presidente, egregi signori,

voremmo richiamare la vostra attenzione sull'art. 10, comma terzo e comma
quarto, della Costituzione della Repubblica Italiana.
"Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio
delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha
diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni
stabilite dalla legge.
Non e' ammessa l'estradizione per reati politici".

E' il dettato della legge fondamentale su cui si basa il nostro ordinamento
giuridico.

Se ne evincono delle conseguenze ineludibili:
a) il diritto di ogni essere umano cui nel suo paese sono negate le liberta'
fondamentali, a trovare rifugio ed accoglienza nel territorio italiano;
b) il dovere di tutti noi cittadini italiani, e massime delle istituzioni, a
difendere - con le unghie e coi denti se necessario - la vita e i diritti di
chi nel nostro paese chiede ospitalita' per sfuggire alla morte, alle
violenze, alle persecuzioni di cui e' vittima nel paese da cui proviene.

La Costituzione della Repubblica Italiana: cosi' chiara, cosi' limpida. E'
un bene grande che voi abbiate giurato fedelta' ad essa.

E dunque ne consegue altresi':
I. che tutte le norme che prevedono l'allontanamento di persone straniere
dal nostro paese senza aver prima verificato se esse abbiano diritto
d'asilo, sono incostituzionali e vanno cassate;
II. che tutte le procedure, sovente meramente amministrative, intese a
negare ospitalita' a chi la richiede, senza aver prima accertato se i
richiedenti abbiano diritto all'accoglienza e alla protezione per norma
costituzionale, tali procedure sono illegali e vanno abolite;
III. che tutti gli atti di violenza, di minaccia e di sospensione delle
fondamentali guarentigie giuridiche nei confronti di persone straniere, in
considerazione di questo e di numerosi altri articoli della Costituzione
della Repubblica italiana configurano abuso e reato, e quindi tali atti
debbono cessare e vanno perseguiti a norma di legge.

Infine a noi pare essenziale ed inevitabile inferire dall'articolo della
Costituzione citato una serie di conseguenze ulteriori:
1. che occorre sottrarre ai poteri criminali il monopolio di fatto del
trasporto in Italia di persone in fuga dalle persecuzioni e dalla morte,
persone che con tutta evidenza hanno diritto di asilo nel nostro paese;
occorre che l'Italia, per inverare quanto stabilito dal testo
costituzionale, promuova ed organizzi un servizio di trasporto pubblico e
gratuito affinche' chi fugge dalle guerre, dalle dittature, dalle
persecuzioni e dalla morte, possa entrare sempre legalmente e gratuitamente
nel nostro paese;
2. che a tutti gli stranieri presenti in Italia, comunque essi siano entrati
nel nostro paese, va prospettata ed offerta la possibilita' di richiedere
asilo, e prima di procedere ad alcuna azione amministrativa nei loro
confronti va dato ad essi modo di espletare tutte le procedure
dall'ordinamento previste a tal fine, in condizioni di liberta' e di
sicurezza.

Tanto sottoponiamo alla vostra attenzione, assai preoccupati di quanto in
Italia da anni sta accadendo; assai proccupati per gli aspetti palesemente
incostituzionali del vigente Testo Unico sull'immigrazione; assai
preoccupati per le decisioni incostituzionali ed effettualmente violatrici
dei diritti umani assunte dal governo attualmente in carica.

Esortandovi ad agire in conformita' con quanto la Costituzione dispone;
esortandovi altresi' ad agire affinche' la legalita' - che sempre deve
essere presidio della liberta' e della dignita' di tutti gli esseri umani -
sia rispettata; esortandovi ad agire per salvare vite umane - dovere primo
di ogni essere umano -; vogliate gradire i migliori saluti,

Giuseppe Sini
responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Viterbo, 19 ottobre 2001

Mittente: Centro di ricerca per la pace
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
tel. e fax 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it