Lettera aperta su Srebrenica

Ricordando Srebrenica

11 luglio 2007 - Gabriele De Veris
Fonte: Pattuglia Sarajevo - 11 luglio 2007

Oggi e' l'11 luglio, anniversario dell'inizio del genocidio a Srebrenica.
Rivolgiamo un pensiero e una preghiera per tutte le vittime. Di questa
guerra, e di tutte le guerre.

Anna, Lorenzo, Marco, Antonio
e la pattuglia Sarajevo
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LETTERA APERTA SU SREBRENICA

ELVIRA MUJCIC RICORDA IL PADRE SCOMPARSO IN GUERRA
E MAI PIÙ RITROVATO

"Sfoglio le lettere della croce rossa. Non le leggo sempre. Ci sono dei
giorni che ci riesco e giorni che diventa insopportabile l'idea. La cosa
più orribile sono le lettere tornate indietro, quelle scritte dalla mamma
nel periodo che va da inizio giugno 1995 in poi. Papà non le ha mai
ricevute. Le nostre parole, i nostri pensieri, le domande, non sono mai
giunti a lui. Sono tornati a noi, come rimbalzando contro un muro di
morte.
Sul pacchetto di lettere arrivate sta scritto: «Ci scusiamo, ma non
abbiamo potuto recapitare le lettere, la persona da voi cercata è
momentaneamente dispersa. Se avrete notizie, vi preghiamo di avvertirci».

Dopo l'11 luglio 1995, la mamma ha continuato a collegarsi sulla frequenza
radioamatori e a lanciare messaggi nel vuoto, nell'indifferenza del radio
trasmettitore, dal quale non è mai più risuonata la voce di mio padre o di
mio zio.

Fra poco un altro anno si aggiungerà, di nuovo qualcuno si ricorderà
dell'anniversario. Gli "osservatori" se ne ricordano sempre e solo il
giorno dell'anniversario, il giorno i cui i nostri morti possono essere
una notizia. Gli altri giorni non lo sono. Tutti gli altri giorni
rimangono a noi.

Per me l'11 luglio a volte cade in pieno autunno, quando qualche cosa di
questa mia vita all'estero mi riporta in dietro e mi ferisce. A volte cade
in pieno inverno, quando le parole nelle lettere del papà si
materializzano nell'aria gelida e a me sembra tutt'ora impossibile che non
ci sia più. Le sue parole di speranza nella fine vicina della guerra, i
suoi progetti per il futuro, il suo sogno di poter di nuovo mangiare le
torte fatte dalla mamma, tutto diventa così vivo in quei pezzi di carta,
che la sua scomparsa diventa ancora più inaccettabile.

L'11 luglio è il giorno del dolore collettivo, il giorno in cui immagini
di qualche telegiornale mostrano tanti volti radunati insieme a seppellire
ossa trovate nel corso dell'anno. Il dolore individuale è tutti gli altri
giorni dell'anno, a telecamere spente.

L'11 luglio è il giorno delle promesse, delle scuse, delle accuse. È il
giorno in cui il revisionismo viene messo a tacere dalle bare che sfilano,
nelle quali leggere ossa raccolte forse riposano. È il giorno in cui tutto
il mondo s'indigna per quello che è successo, ma se per caso viene emessa
qualche sentenza a marzo, nessuno se ne cura, perché l'11 luglio è
lontano.
E se qualche criminale ancora passeggia libero e venerato, solo l'11
luglio qualcuno azzarda la promessa di prenderlo nel volgere di poco. Poi
le luci si spengono e la violenza torna nel dimenticatoio; l'ingiustizia
diventa di nuovo tollerabile e altri morti sensazionali riempiono le
pagine dei giornali, fino a quando non diventeranno noiosi anche quelli,
ma ce ne saranno di nuovi.

E così, dopo l'Argentina è arrivato il Rwanda, nel 1994, e poi Srebrenica
nel 1995; e dopo Srebrenica si sono aggiunte altre guerre, altre stragi,
altre immagini drammatiche, altra indifferenza, altro dimenticare. Sempre
così all'infinito, mentre i figli di quei morti continuano a dover
camminare sulla terra dell'ingiustizia.

E forse, ora che si avvicina l'11 luglio, bisognerebbe ricordare a
qualcuno la data, bisognerebbe per l'ennesima volta chiedere giustizia, e
aspettare, aspettare di trovare le ossa, aspettare di seppellire,
aspettare di vedere riconosciuta e almeno in parte rivendicata la propria
vita a pezzi. E chissà se anche l'11 luglio 2008 mi troverò a pensare le
stesse cose, a chiedermi se la giustizia non sia solo una nostra
irrealizzabile utopia."

Elvira Mujcic
27 giugno 2007

Elvira Mujcic ha pubblicato con Infinito edizioni lo struggente

Al di là del caos
Cosa rimane dopo Srebrenica

prefazione di Predrag Matvejevic
introduzione di Luca Leone

Quando i rumori della guerra si spengono, che cosa rimane?

Con questo libro Elvira Mujcic "ha voluto far conoscere ed esprimere le
conseguenze dell'immane eccidio di Srebrenica rivivendolo in se stessa,
nei propri sogni e incubi, nei suoi amori giovanili e nelle sue
disillusioni.
Questo libro è una rara testimonianza proprio perché, a differenza di
molti altri testi analoghi, ha trovato un'adeguata espressione letteraria"
(dalla prefazione di Predrag Matvejevic).

Sull'argomento, Infinito edizioni ha pubblicato anche il libro di Luca
Leone, Srebrenica. I giorni della vergogna, seconda edizione, 2007.

Note:

Per informazioni:
Infinito edizioni
06 9309839
340 3487834 (Maria Cecilia Castagna)
info@infinitoedizioni.it
www.infinitoedizioni.it