Franz Jägerstätter, obiettore e beato

Il prossimo 26 ottobre nella cattedrale di Linz, in Austria, avrà luogo la solenne cerimonia di
beatificazione di Franz Jägerstätter (1907-1943), obiettore di coscienza al nazismo
21 ottobre 2007 - Gabriele De Veris
Fonte: Carlo Schenone - 21 ottobre 2007

Il prossimo 26 ottobre nella cattedrale di Linz, in Austria, avrà luogo la solenne cerimonia di
beatificazione di Franz Jägerstätter (1907-1943), martire della resistenza al nazismo in nome della
fede in Gesù. La giornata è stata scelta in quanto vi si ricorda la liberazione dell'Austria dal
nazismo.
Molti si stringeranno intorno alla moglie Franziska ed alle tre figlie, per dire la nostra gioia e
la nostra soddisfazione di questo riconoscimento, se pur tardivo, da parte di quella chiesa da Lui
tanto amata.
Sono stati organizzati dei pellegrinaggi per partecipare alla cerimonia che, dopo, comprendono una
visita ai campi di concentramento di Gusen e Mauthausen, il trasferimento a St. Radegund, città
natale di Franz, dove, dopo la veglia del 27 ottobre, è prevista una cerimonia il 28 ottobre.

Franz Jagerstatter

Breve biografia

Franz Jägerstätter nasce il 20 maggio a St. Radegund, Austria superiore (Diocesi di Linz), figlio
naturale di Rosalia Huber, ragazza di servizio in una fattoria. Lei e il padre, Franz Bachmeier, non
potevano sposarsi a causa delle loro condizioni economiche. Il bambino viene cresciuto dalla nonna
materna, Elisabeth Huber, una donna amorevole, devota e con molti interessi. Durante la prima guerra
mondiale la situazione economica della regione è molto grave. A scuola il piccolo Franz si sente
discriminato a causa della sua povertà. Nel 1917 la madre sposa il contadino Heinrich Jägerstätter,
che adotta il figlio dellla moglie. Ispirato dal nonno adottivo, Franz inizia ad interessarsi ai
libri, in particolare alla letteratura religiosa. Dal padre adottivo eredita la fattoria.

Dal 1927 al 1930 Franz Jägerstätter lavora in una miniera di ferro in Stiria. Lì si sente sradicato,
tanto in ambito spirituale quanto in quello religioso, e vive un periodo di crisi esistenziale e di
fede. Nel 1930 torna tuttavia nel paese natale con una fede più forte.
Nel 1933 diventa padre della figlia naturale Hildegard. Madre del bambino è Theresia Auer, domestica
in una fattoria vicina; in seguito ella racconta: "Ci siamo lasciati in pace, mi ha chiesto perdono
". Tra padre e figlia si instaura un buon rapporto.
Nel 1935 conosce Franziska Schwaninger, figlia di contadini del vicino paese di Hochburg. Si sposano
il giovedì santo del 1936. Su proposta di lui, i due vanno in viaggio di nozze a Roma. Insieme
gestiscono la fattoria. Il matrimonio rappresenta il punto di svolta nella vita di Franz
Jägerstätter, in seguito al quale, come dicono i vicini, egli sarebbe diventato un altro. Franz e
Franziska pregano insieme e la Bibbia diventa per loro una lettura quotidiana. Franziska racconta di
questo periodo: "Ci siamo aiutati l'un l'altro nella fede". Dal 1941 Franz Jägerstätter è anche
sacrestano a St. Radegund. Dal matrimonio nascono tre figlie, Rosalia (1937), Maria (1938) e Aloisia
(1940). Franz Jägerstätter dice: "Non mi sarei mai immaginato che essere sposati potesse essere così
bello."
Jägerstätter fin dall'inizio nega ogni collaborazione o sostegno ai nazionalsocialisti, che
prendono il potere in Austria nel 1938, perché secondo lui il cristianesimo e il nazionalsocialismo
sono totalmente incompatibili. Un sogno gli conferma che bisogna restare all'erta: un treno che
porta innumerevoli persone alla rovina si rivela essere il nazionalsocialismo con tutto il suo
sistema.
Nel 1940 Jägerstätter viene chiamato al servizio militare ma, su richiesta delle autorità comunali,
è dichiarato due volte insostituibile; egli non intende rispondere ad un ulteriore richiamo, perché
considera un peccato combattere ed uccidere per permettere a Hitler di conquistare il mondo. La
madre, i parenti e amici sacerdoti cercano di fargli cambiare idea. La moglie Franziska, pur
sperando in una via d'uscita, gli rimane accanto nalla sua decisione "Se non gli fossi stata vicina
io, non avrebbe avuto nessuno".
Franz Jägerstätter indica dettagliatamente i motivi della propria scelta in una serie di scritti.
Egli considera un peccato del singolo combattere e uccidere uomini per portare alla vittoria un
regime senza Dio e permettergli di sottomettere sempre più popoli. Franz prega, digiuna e cerca
consigli; chiede anche un colloquio al vescovo di Linz, Joseph Calasanz Fließer. Questi, fra le
altre cose, sostiene che non è compito di un padre di famiglia stabilire se la guerra sia giusta o
no. Franziska Jägerstätter accompagna il marito a Linz, ma non assiste all'incontro. Ricorda ancora
il momento in cui il marito esce dalla stanza del colloquio: "Era molto triste: Franz ebbe l
'impressione che il vescovo non osasse sbilanciarsi perché non lo conosceva: avrebbe potuto essere
una spia. Mi disse ,Non osano neanche loro, altrimenti poi sarà il loro turno',".
Dopo un nuovo richiamo Franz Jägerstätter si presenta l'1 marzo 1943 alla sua compagnia ad Enns, ma
dichiara subito "che egli rifiuta il servizio militare con armi per la sua posizione religiosa, che
se avesse combattuto per lo stato nazionalsocialista avrebbe agito contro la sua coscienza
religiosa., egli non può essere contemporaneamente nazionalsocialista e cattolico.e ci sono cose in
cui bisogna obbedire più a Dio che agli uomini; in base al comandamento "ama il prossimo tuo come te
stesso", egli non può combattere con le armi in mano. È tuttavia pronto a prestare servizio come
soldato in sanità." (Dalla motivazione della sentenza della corte marziale del Reich del 6 luglio
1943).
Pertanto Jägerstätter viene portato nel carcere della Wehrmacht di Linz, nell'ex convento delle
Orsoline. Due mesi di prigionia a Linz, con angherie e insulti, lo portano a una profonda crisi; il
giovane contadino corre il rischio di perdere la propria fede. La felicità provata accanto a
Franziska rappresenta per Franz un costante segno della presenza di Dio. All'inizio di maggio Franz
Jägerstätter viene trasferito nel carcere della Wehrmacht di Berlino-Tegel. Fa richiesta di essere
destinato in sanità, ma riceve un rifiuto. Il 6 luglio Franz Jägerstätter viene processato per
renitenza alla leva e condannato a morte e "alla perdita della dignità militare e dei diritti civili
". Dal sacerdote Heinrich Kreutzberg egli viene a sapere che un anno prima il padre pallottino Franz
Reinisch aveva rifiutato la leva con le sue stesse motivazioni, e per questo era morto. Conoscere
questa vicenda è per lui un grande conforto e sostegno; l'eucarestia, la Bibbia e una fotografia
delle sue bambine sono, in questo periodo, di grande importanza per Franz.

Il 9 agosto 1943 Franz Jägerstätter viene condotto a Brandeburgo sull'Havel e lì decapitato. I due
cappellani del carcere, don Kreutzberg a Berlino e don Joch¬mann a Brandeburgo, lo considerano un
santo e un martire. Nel 1965 l'arcivescovo Thomas D. Roberts SJ (dal 1939 al 1959 a Bombay, India)
durante i lavori del Concilio Vaticano II, in una dichiarazione scritta sulla scelta solitaria di
coscienza di Franz Jägerstätter, ammonisce: "Martiri come Jägerstätter non devono avere mai la
sensazione di essere lasciati soli."
Il 7 maggio 1997, 54 anni dopo l'esecuzione, la condanna a morte contro Jägerstätter viene
annullata. L'annullamento rappresenta un'assoluzione e una giustificazione morale e giuridica del
suo atto. La corte ha considerato che la seconda guerra mondiale non ha servito il popolo, ma i
desideri di potere del nazionalsocialismo. Chi come Jägerstätter si oppone a un crimine non può
essere un criminale.
Nel 1989 il vescovo Aichern dà incarico di ascoltare come testimoni persone che hanno conosciuto
Jägerstätter. In seguito ai pareri positivi della conferenza dei vescovi austriaci, di una
commissione storico-teologica e del Capitolo del duomo di Linz, nel 1997 è ufficialmente aperto il
processo per la beatificazione di Franz Jägerstätter, chiuso presso la diocesi il 21 giugno 2001.
Gli atti vengono inoltrati a Roma alla Congregazione delle Cause dei Santi.
L'1 giugno 2007 il Vaticano conferma ufficialmente il martirio dell'obiettore austriaco Franz
Jägerstätter (1907-43). La beatificazione viene celebrata il 26 ottobre 2007 nel duomo di Linz.
(Da: Franz Jägerstätter_Christ und Märtyrer, Erna Putz; Franz Jägerstätter. Gedenken und
Gebet.Novene)

I vescovi dott. Ludwig Schwarz und dott. Manfred Scheuer (Postulatore nel processo di
beatificazione) affermano:
(in: Franz Jägerstätter - Märtyrer. Leuchtendes Beispiel in dunkler Zeit)
"La Chiesa riconosce in modo significativo la posizione di quest'uomo devoto, che ha certamente
qualcosa da dire anche a noi, oggi.
Si può fare memoria di Franz Jägerstätter in diversi ambiti: sul piano più intimo della relazione
con la moglie, le figlie, la sua famiglia; dal punto di vista della Chiesa, per la sua
beatificazione e la questione della santità e del martirio; in ambito sociale per il confronto con
il passato di guerra, con la generazione della guerra, con l'inumanità e il terrore del
nazionalsocialismo; in campo etico e pedagogico per i temi della guerra e dell'obiezione, della
libertà dalla violenza, dell'educazione alla pace e al disarmo, dell'autorità, della coscienza e
dell'obbedienza.
Franz Jägerstätter è un profeta con una larghezza di vedute e una profondità che pochi suoi
contemporanei hanno avuto, è un esempio di fedeltà alle richieste della coscienza, un difensore
della non violenza e della pace, una sentinella contro le ideologie, un uomo di fede per il quale
Dio era davvero centro e fulcro della vita. La sua profetica testimonianza della verità cristiana
riposa su una chiara, radicale e lungimirante analisi della barbarie del regime nazionalsocialista,
che disprezza Dio e gli uomini, del suo razzismo, della sua ideologia di guerra e deificazione dello
Stato, così come della sua volontà di distruzione della Chiesa e del cristianesimo. Grazie ad una
coscienza formata e matura, ha pronunciato un no deciso al nazionalsocialismo e, a causa del suo
coerente rifiuto di combattere come soldato nella guerra di Hitler, è stato giustiziato."

Note:

Per informazioni:
http://nonviolenti.org/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=572
http://italy2.peacelink.org/calendario/event.php?id=6701&id_topic=25