Mitica Bestia di Francia, al cinema in kolossal


La bestia del Gévaudan inizia la sua carriera nell'aprile 1764, quando una contadinella viene attaccata da una bestia in un bosco nei pressi di Langogne. La ragazza scampa all'attacco grazie alle sue mucche, che tengono a bada la belva con le corna, e descrive poi così la bestia: «grande come un vitello, petto ampio, testa e collo robusti, muso da levriero, gola nera, due affilati denti laterali». Tre mesi dopo la belva fa la sua prima vittima, sbranando una ragazza di 14 anni; poi, in pochi mesi, aggredisce e uccide una decina di persone, per lo più donne e bambini. Il governo invia nella regione il capitano dei dragoni Duhamel con 56 uomini. L'ufficiale e i suoi cacciatori riescono a scovare la belva, ma non ad ucciderla. Nell'occasione, però, Duhamel ha il tempo di osservarla e si rende conto che non è un lupo ma uno strano ibrido. La bestia nel frattempo continua a seminare il terrore. Re Luigi XV decide di sostituire Duhamel con Denneval, il capo dei suoi «lupattieri». Denneval è convinto che l'animale sia un lupo, e quando riesce ad abbattere un grosso esemplare di questa specie pensa di aver risolto i problemi: ma aggressioni e morti continuano. Molti cominciano a pensare che la bestia sia soprannaturale. Luigi XV sostituisce Denneval con de Beauterne, il suo ufficiale portafucile, esperto in materia di caccia. Nel settembre 1765 de Beauterne abbatte un lupo enorme, col pelo folto e strane striature sul dorso: ma neanche questa volta la bestia viene fermata. La paura continua a regnare nella regione almeno fino al giugno 1766, quando un certo Jean Chastel uccide un altro grosso lupo. Il cadavere dell'animale viene esposto per qualche tempo e poi spedito a Parigi, dove giunge 50 giorni dopo, in un tale stato di decomposizione che il re lo fa seppellire subito. Da quel momento le aggressioni e gli avvistamenti diminuiscono molto, fino a cessare del tutto nell'estate 1767. Ma che cos'era la belva di Gevaudan? Le ipotesi sono disparate: c'è chi pensa che si trattasse di un branco di almeno tre lupi di grossa taglia; altri credono che la bestia fosse un grosso felino scappato da un circo, oppure una iena importata dall'Africa, addomesticata e poi inselvatichita di nuovo; altri ancora che fosse un incrocio tra un lupo e un cane molosso, e obbedisse agli ordini di un qualche padrone. Probabilmente, se allora chi di dovere avesse svolto le indagini con maggior acume e minor sete di gloria, oggi avremmo qualche risposta in più.