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Casa per la Pace
  • Riparare le tende per ripartire sui sentieri di Isaia (don Tonino Bello)

ABBIAMO DANZATO LA PACE

con i nostri piccoli ospiti Sahrawi e con i nuovi arrivati all'accoglienza degli Scopeti, a Tavarnuzze!
4 agosto 2015

Una bella serata serena alla Casa per la Pace: con ottimo cous cous alle verdure e pollo al curry preparato dalle cuoche del Comitato Selma, e poi tanta musica!
Sono arrivati dagli Scopeti sette ospiti dell'accoglienza Caritas, accompagnati da un giovanissimo operatore e un energico autista: inizialmente intimiditi, poi un poco alla volta a proprio agio nella cornice del giardino della Casa, dove le stuoie colorate dei bimbi Sahrawi disposte in cerchio nel prato davano una nota di colore e di allegria!
Mohamed - che ogni anno si fa accompagnatore di un gruppetto di piccoli vacanzieri - ha fatto partire le note ritmate di una melodia sahrawi, e bambini e bambine, in costume tradizionale, si sono scatenati in una fantasia di passi e di movenze che raccontavano di un elegante corteggiamento amoroso!
Grandi applausi anche per Precious, un giovane nigeriano, che ha voluto offrire a tutti un rap di sua composizione.
Quindi è stata la volta di Alfredo Panerai, un vecchio amico, che ha cercato con grande impegno di insegnarci una tarantella napoletana... e poi una quadriglia... quante risate!!
Sul cartellone appeso alla porta della lavanderia una frase tradotta in arabo, in francese e in inglese proponeva "alla PACE serve una MANO..." e le tante mani disegnate con i pennarelli, intrecciate le une alle altre, volevano dire e fare proprio questo.
Grazie a tutti: ai ragazzi del Comitato Selma che hanno aiutato a rimettere a posto il giardino dopo la festa, alle cuoche, ad Alfredo, ai volontari della Casa, a Mohamed e a Costanza, grande anima dell'accoglienza ai bambini Sahrawi e instancabile ispiratrice di una riflessione sulla grande ingiustizia che questo piccolo popolo vive ogni giorno da decenni.
"J'ai aimé beaucoup d'etre ici... comme puis-je revenir?" mi ha chiesto Mamadou, venticinque anni e lo sguardo malinconico e lontano.
Quando vuoi, amico.
i ragazzi immigrati accolti agli Scopeti


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