La dichiarazione ufficiale iniziale risale al maggio 2022, quando la Segretaria al Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo, riferì che gli ucraini avevano trovato componenti elettronici di frigoriferi e lavastoviglie all'interno dei carri armati russi catturati.
Nel settembre dello stesso anno, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, riprese questo concetto durante un discorso ufficiale, affermando che l'industria russa era allo stremo a causa delle sanzioni e che i militari russi toglievano i chip dagli elettrodomestici per riparare l'hardware militare.
Cosa c'era di vero? L'intelligence occidentale e vari report (tra cui dati forniti da Bloomberg) notarono un picco anomalo di importazioni di elettrodomestici occidentali (lavatrici, frigoriferi, persino tiralatte elettrici) da parte di paesi vicini alla Russia e alleati commerciali, come l'Armenia e il Kazakistan. L'ipotesi era che la Russia importasse questi beni per "cannibalizzare" i semiconduttori generici e aggirare i divieti tecnologici occidentali.
Molti esperti di tecnologia ed elettronica militare fecero notare che non è tecnicamente possibile prendere il microchip programmato per gestire la centrifuga di una lavatrice e inserirlo direttamente nel sistema di guida di un missile balistico o ipersonico, poiché le armi moderne richiedono componentistica con standard militari di resistenza, precisione e frequenze d'uso totalmente diversi.
I saccheggi di elettrodomestici e beni di consumo nelle città ucraine occupate sono stati ampiamente documentati, ma erano legati principalmente ad azioni di sciacallaggio. Non erano collegati a un programma statale di approvvigionamento tecnologico per l'industria missilistica.
I successivi ritrovamenti di detriti e resti di missili sul campo hanno confermato che la Russia non usava i chip delle lavatrici saccheggiate per far volare i missili. La Russia ha continuato ad accedere a microchip avanzati tramite triangolazioni commerciali con paesi terzi.