Report sulla plastica dei biberon

1,6 milioni di microplastiche al giorno. Per ogni bambino

Secondo un nuovo studio, i contenitori sintetici per neonati cedono molta microplastica. Le possibili conseguenze per la salute non sono ancora chiare
30 ottobre 2020
Mareike Andert
Tradotto da Stefano Porreca per PeaceLink
Fonte: taz.de - 20 ottobre 2020

Biberon a rischio di rilascio di microplastiche

I biberon sono stabili, pratici e... centrifughe di plastiche. Per molti lattanti l'utilizzo dei biberon è necessario per l'alimentazione, sia in aggiunta al latte materno, sia come suo sostituto. Ma, se nei primi dodici mesi di vita i genitori alimentano i loro bebè con una bottiglietta a base di polipropilene, ciò comporta che in tutto il mondo i bambini assumono quotidianamente una media di 1,6 milioni di particelle di microplastica. È la conclusione a cui arriva un nuovo studio degli scienziati del Trinity College di Dublino che a inizio settimana è stato pubblicato sulla rivista specializzata Nature Food.

«È una quantità estremamente preoccupante», scrive alla taz Nadja Ziebarth, dell'organizzazione ambientalista BUND. A quanto sostiene, sulla pericolosità delle microplastiche per l'uomo o i lattanti non esistono ancora studi in letteratura. «Tuttavia, ci sono delle ricerche condotte sugli animali marini che mostrano come, per mezzo delle microplastiche, possano insorgere infiammazioni intestinali», riferisce la referente per la protezione dei mari. Ed esorta a «effettuare quanto prima delle ricerche circa gli effetti sulla salute.»

Non è intenzione degli scienziati irlandesi, autori dello studio, allarmare i genitori. Neppure loro sanno «quali siano gli effetti nei piccoli dei potenziali rischi delle microplastiche sulla salute umana», e con lo studio vogliono anzitutto fornire dei dati.

Per il loro esperimento, hanno simulato la preparazione del cibo per neonati con i 10 modelli più venduti di biberon. E per la preparazione si sono attenuti alle linee guida dell'Oms. Per prima cosa, hanno sterilizzato le bottiglie per 5 minuti con acqua calda a 95°. A seguire, hanno versato acqua distillata (come sostituto dell'alimentazione, NdT) a 70° e agitato il biberon per 60 secondi. Una volta raffreddata, hanno filtrato l'acqua.

Fino a 16 milioni di microparticelle

Nel caso specifico dei biberon interamente costituiti di polipropilene, gli scienziati hanno filtrato fino a oltre 16 milioni di microparticelle per litro. Il quantitativo di microplastiche rilasciate è variato a seconda del tipo di bottiglia. Oltre a ciò, a essere probabilmente determinante è stata la sterilizzazione delle bottiglie, visto che con l'alta temperatura hanno liberato più plastica. Anche l'agitazione ha favorito il rilascio delle materie plastiche.

nel primo anno di vita i neonati assumono un quantitativo di microparticelle pari a 2.600 volte quello degli adulti

Sulla base di questi dati, i ricercatori hanno poi calcolato la potenziale esposizione alle microplastiche dei bambini di 48 Paesi. Per la stima hanno tenuto conto delle quote di mercato dei rispettivi modelli di bottiglia nei vari Paesi e il tasso di allattamento al seno. A seconda della regione del mondo, i valori cambiano significativamente da 530mila scarsi fino a 2,6 milioni. Il risultato è che in Africa e Asia i lattanti ingeriscono la quantità minore di microplastica, in Sud America si registra quella intermedia e in Europa, Nord America e Oceania, con oltre 2 milioni di microparticelle, quella maggiore. Per la Germania, gli autori stimano da uno fino a due milioni di microparticelle al giorno. Con ciò, in media, nel primo anno i neonati assumono un quantitativo di microparticelle pari a 2.600 volte quello degli adulti.

È «stupito dell'elevato numero di particelle» Hanns Moshammer dell'Università di medicina di Vienna. Non se lo aspettava, ha dichiarato. «Allo stato attuale della conoscenza, però, in un lattante sano escluderei un'assunzione particolarmente rilevante. Ciò nonostante, il seno materno rimane la scelta migliore», afferma.

E aggiunge che è più preoccupato per la nanoplastica rilevata. E così anche Eleonore Fröhlich dell'Università di medicina di Graz. «Ben più inquietante» trova i bilioni (1 seguito da 12 zeri, NdT) di nanoparticelle riscontrati, ma su cui lo studio non si sofferma ulteriormente. «Le particelle di dimensioni che vanno dai 50 fino ai 200 nanometri riescono ad attraversare molto facilmente le pareti intestinali e comportano pertanto uno sforzo molto più gravoso per l'organismo rispetto alle microparticelle, che per la maggior parte vengono espulse per evacuazione.» Gli effetti negativi delle nanoparticelle, per esempio sulle cellule immunitarie o la flora intestinale, sono stati dimostrati in molti studi, riferisce Fröhlich. Come alternativa alle bottigliette di plastica, gli esperti consigliano quelle di vetro o metallo.

Tradotto da Stefano Porreca, revisione di Giacomo Alessandroni per PeaceLink. Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: Titolo originale: 1,6 Millionen Partikel

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