Scheda di spiegazione per il Programma carri armati (Leopard 2A8 e Panther)
Il programma originale: Atto 119 - SMD 13/2023 (Leopard 2A8)
All'inizio del 2024, la Commissione Difesa della Camera aveva dato il via libera a un vasto programma pluriennale per il rinnovamento della componente corazzata dell'Esercito Italiano, resosi necessario a causa dell'obsolescenza dei carri Ariete e dei Leopard 1 ancora in servizio, nonché per rispondere ai nuovi requisiti della NATO emersi dopo i recenti sviluppi dello scenario internazionale .
Il programma, identificato dall'atto SMD 13/2023, prevedeva:
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Durata: 14 anni (2024-2037), divisi in una prima fase preparatoria (2024-2026) e una seconda fase di acquisizione (2027-2037) .
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Acquisizione:
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Produzione: tutti i 272 mezzi sarebbero stati prodotti in Italia negli stabilimenti Leonardo di La Spezia (ex Oto Melara), con il coinvolgimento del CIO (Consorzio Iveco-Oto Melara), Leonardo e le aziende tedesche KMW e Rheinmetall .
L'obiettivo era garantire la piena interoperabilità con gli eserciti NATO e trarre vantaggio dagli "User Club" esistenti per la sostenibilità logistica .
L'evoluzione del programma: SMD 25/2024 (Panther)
Tuttavia, il programma per i Leopard 2 non è decollato. Alla fine del 2024, un nuovo schema di decreto (SMD 25/2024) è stato presentato alle Camere, sostituendo il precedente . Il nuovo programma si basa su una joint venture paritetica tra Leonardo e l'azienda tedesca Rheinmetall e prevede l'utilizzo del carro armato Panther (invece del Leopard 2A8) come piattaforma di riferimento .
Le caratteristiche principali del nuovo programma sono:
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Obiettivo: rinnovare e completare la capacità di combattimento delle forze corazzate, sostituendo le attuali piattaforme legacy (Ariete e Leopard 1) .
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Acquisizione:
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Costo complessivo stimato: 8,246 miliardi di euro (invariato rispetto al programma precedente) .
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5,4 miliardi già finanziati.
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2,7 miliardi da finanziare con successivi provvedimenti.
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Industria: il programma vedrà la nascita di una joint venture paritetica tra Leonardo e Rheinmetall, con il coinvolgimento dell'industria meccanica, elettronica, optoelettronica e sistemistica italiana .