Il dibattito sul disarmo nucleare attraversa oggi una fase di evidente stagnazione, nonostante il moltiplicarsi degli appelli da parte dell’ONU, della società civile e di numerosi Stati non nucleari. In questo quadro si inseriscono alcune scelte politiche degli Stati Uniti che, soprattutto adesso con il presidente Trump, delineano una strategia di costante opposizione a nuove iniziative vincolanti in materia di disarmo.
Uno degli indicatori recenti più evidenti riguarda la risoluzione dell’Assemblea Generale ONU dedicata a “Youth, disarmament and non-proliferation” (A/RES/80/55). Secondo i registri di voto pubblicati dalle Nazioni Unite, gli Stati Uniti avrebbero espresso voto contrario, l'unico (e si può controllare cliccando qui). È una scelta che, al di là del singolo atto procedurale, si inserisce in una linea più ampia: quella di dire sostanzialmente no a tutto.
Le risoluzioni dell'ONU vengono percepite come potenzialmente limitanti la libertà di azione strategica americana, soprattutto in ambito nucleare.
Queste posizioni non sono nuove. Questa strategia americana è al centro di molte critiche.
Il legame fra la risoluzione ONU del 2025 A/RES780755 e il fallimento della recente conferenza ONU sul Trattato di non proliferazione nucleare non è diretto ma è fortemente indicativo. La postura degli Stati Uniti, in particolar modo con Trump, è quella di dimostrare l'inutilità dell'ONU e quindi più falliscono le sue iniziative moltilaterali e più prende forma un nuovo scenario alternativo all'ONU: il Board of Peace.
Pertanto Trump non solo non aveva alcun interesse alla buona riuscita della conferenza ONU conclusasi in questa settimana, ma ha perfino dato incarico alla sua diplomazia di esprimere l'unico voto contrario alla risoluzione ONU su "Giovani, disarmo e non proliferazione".
Se il mondo ha bisogno di avanzare verso l’obiettivo del disarmo, Trump ha in questo modo mostrato di essere interessato solo a far cresceree il livello di paralisi politica dell'ONU.
Il risultato complessivo è un processo multilaterale esplicitamente in modo da non produrre risultati neppure a livello di banali risoluzioni non vincolanti.
La risoluzioni ONU dedicata ai giovani e al disarmo non aveva valore giuridicamente vincolante, ma svolgeva (e svolge) una funzione politica e culturale importante: quella di promuovere educazione alla pace e rafforzando la legittimità simbolica di un’agenda globale per la riduzione degli armamenti.
Il voto contrario degli Stati Uniti segnala una distanza totale dal resto del mondo, un'isolazionismo impressionante. Persino Israele non ha seguito gli USA, hanno solamente evitato di votare. In questo modo si punta su una totale delegittimazione dell'ONU a tutto vantaggio della legge del più forte e del potere devastante delle armi nucleari.