Il trattato INF si applica solo ai missili nucleari a raggio intermedio? O anche a quelli convenzionali?

Il Trattato INF non faceva distinzioni tra testate convenzionali e nucleari. La sua portata era molto più ampia e radicale: vietava categoricamente l'intera classe di missili che rientrava nei parametri stabiliti, a prescindere dal tipo di testata che potessero trasportare.

Per essere più precisi:

  • Il divieto era totale: Il trattato proibiva il possesso, lo sviluppo e il collaudo di tutti i missili balistici e da crociera lanciati da terra con una gittata compresa tra 500 e 5.500 chilometri. Questo divieto si applicava sia ai missili con testata convenzionale che a quelli con testata nucleare.

  • Obiettivo: eliminare un'intera categoria di armi: La sua innovazione più grande fu proprio quella di richiedere la distruzione di un'intera classe di armamenti, e non una semplice limitazione del loro numero come nei trattati precedenti. La logica alla base era eliminare quei missili a raggio intermedio che, per la loro rapidità e precisione, rappresentavano un'arma "destabilizzante" di primo colpo, capace di colpire in profondità il territorio nemico in pochi minuti.

  • Distruzione obbligatoria: Il trattato impose la progressiva eliminazione, in tre anni, di 2.692 missili (1.846 sovietici e 846 statunitensi), insieme ai loro lanciatori e alle strutture di supporto.

In sintesi, un missile ELSA con una gittata di 2.500 km sarebbe stato incompatibile con il Trattato INF a prescindere dal fatto che montasse una testata convenzionale o nucleare, perché l'accordo vietava il missile in sé e non il suo carico bellico.

Tuttavia, come abbiamo accennato, il Trattato INF non è più in vigore dal 2019, quindi questo vincolo non si applica più al progetto ELSA.