Il governo tedesco non ha chiesto risarcimenti danni ufficiali all'Ucraina per il sabotaggio del gasdotto Nord Stream. [1, 2]
La questione è gestita sul piano puramente giudiziario e penale, non su quello delle sanzioni economiche di Stato o delle richieste di risarcimento tra governi. Tuttavia, la situazione diplomatica è diventata estremamente tesa a causa degli sviluppi giudiziari.
La svolta dell'inchiesta giudiziaria
La Procura Federale tedesca di Karlsruhe ha ufficialmente incriminato un cittadino ucraino (un ex ufficiale dell'esercito identificato come Serhii K.). Nell'atto di accusa formale presentato alla Corte d'appello di Amburgo, i magistrati tedeschi hanno messo nero su bianco che l'operazione di sabotaggio del settembre 2022 è stata commissionata e pianificata direttamente dalle autorità statali ucraine per bloccare i flussi di cassa verso la Russia. [1, 2, 3]
Si tratta della prima volta che un organo pubblico tedesco accusa direttamente il governo ucraino per l'attacco. [1, 2]
L'atto formale di accusa della Procura Federale di Karlsruhe, presentato davanti alla Corte d'appello di Amburgo contro l'ex ufficiale ucraino Serhii K. (Serhij Kuznietsov), ricostruisce nei minimi dettagli la pianificazione e l'esecuzione del sabotaggio avvenuto il 26 settembre 2022. [1, 2, 3, 4]
I magistrati tedeschi descrivono l'attacco non come l'iniziativa di un gruppo isolato, ma come un'operazione militare clandestina strutturata su basi statali: [1]
Il Commando e l'imbarcazione
Secondo gli inquirenti tedeschi, il piano è stato elaborato da Serhii K. insieme ad altri militari ucraini su mandato diretto delle autorità di Kiev. Per l'esecuzione è stato composto un commando di 7 persone, tra cui: [1, 2]
- Un capitano di imbarcazione (skipper).
- Un esperto di esplosivi.
- Diversi sommozzatori professionisti specializzati in acque profonde. [1, 2, 3]
Il gruppo ha noleggiato una barca a vela (identificata dalle indagini precedenti come la Andromeda) utilizzandola come base logistica mobile per spostarsi nel Mar Baltico. [1, 2]
L'esecuzione dell'attacco
I magistrati hanno mappato le tappe esatte dell'operazione navale.
- La navigazione: il commando è salpato e si è diretto verso le acque internazionali vicine all'isola danese di Bornholm. [1]
- L'immersione profonda: sfruttando le competenze dei sub in condizioni ad alta pressione, il team è sceso a circa 80 metri di profondità sul fondale marino. [1, 2]
- Il posizionamento: sono stati piazzati ordigni esplosivi ad alto potenziale direttamente sulle condotte d'acciaio e cemento dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Le detonazioni successive hanno distrutto tre delle quattro linee totali dell'infrastruttura. [1, 2]
La classificazione come "Crimine di Guerra"
La svolta giuridica più rilevante risiede nei capi d'imputazione formali. I magistrati tedeschi accusano Serhii K. di complicità in crimini di guerra. [1, 2]
La Procura ha motivato questa pesante accusa sostenendo che i gasdotti, pur trasportando gas russo, costituivano a tutti gli effetti un'infrastruttura civile fondamentale. Di conseguenza, l'attacco dinamitardo ha configurato una distruzione illegale di opere di pubblica utilità e un attacco deliberato contro beni non militari in tempo di conflitto. [1, 2]
Il movente strategico
Nelle carte dei magistrati viene esplicitato chiaramente l'obiettivo strategico dell'operazione commissionata da Kiev: interrompere in modo permanente i flussi di cassa verso la Russia. Distruggendo il collegamento energetico diretto tra Mosca e la Germania, le autorità ucraine intendevano impedire al Cremlino di finanziare lo sforzo bellico in Ucraina attraverso i proventi miliardari dell'export di gas verso l'Europa. [1]
Nonostante la gravità dell'accusa penale, il governo del cancelliere Friedrich Merz non ha intrapreso azioni legali di risarcimento contro l'Ucraina.