Cosa fece il 28° Pavia in Libia?

In Libia è documentata una specifica operazione PSYOPS: il 17 maggio 2011, durante la guerra contro il regime di Muʿammar Gheddafi, un C-130J dell’Aeronautica Militare italiana sganciò circa 400.000 volantini su Tripoli. Alla missione partecipò personale del 28° Reggimento “Pavia”, insieme all’Aeronautica e ai servizi d’intelligence.theaviationist

Il contenuto dei volantini

I volantini recavano un messaggio attribuito al Consiglio nazionale di transizione libico (NTC), allora l’autorità politica degli insorti. Il testo invitava la popolazione di Tripoli ad aderire alla rivolta e a costruire una Libia unita, libera e democratica, fuori dal controllo di Gheddafi.theaviationist

In sintesi, il messaggio era:

La Libia è una sola e Tripoli è la sua capitale. Unitevi alla rivoluzione e costruiamo una Libia unita, libera e democratica, lontana da Gheddafi.

 
 

L’obiettivo dichiarato era contrastare la propaganda del regime nella capitale e incoraggiare la popolazione a sostenere l’insurrezione.

Come fu eseguita l'operazione PSYOP?

Secondo la ricostruzione pubblicata da The Aviationist sulla base di informazioni ANSA e militari:

  • il lancio fu pianificato dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI);

  • i volantini furono sganciati da circa 7.000 metri;

  • la zona di rilascio fu calcolata tenendo conto di vento, temperatura, umidità e velocità dell’aereo;

  • i volantini raggiunsero Tripoli e le aree circostanti nell’arco di alcune ore.theaviationist

La missione fu una operazione italiana, non una missione formalmente inserita nell’operazione NATO Unified Protector, anche se la NATO ne fu informata e la sostenne.theaviationist

Quale fu il ruolo del 28° Pavia?

La fonte disponibile attribuisce al 28° “Pavia” la partecipazione alla pianificazione e alla componente PSYOPS/comunicazione operativa della missione. Non è però possibile stabilire, sulla base delle fonti pubbliche, se il reggimento:

  • abbia redatto materialmente il testo;

  • abbia prodotto graficamente i volantini;

  • abbia svolto l’analisi dei destinatari;

  • abbia pianificato da solo il lancio;

  • abbia partecipato direttamente al volo.

 

Il Consiglio nazionale di transizione libico (NTC) si è macchiato di crimini?


Sì. Forze armate e milizie alleate al Consiglio nazionale di transizione (NTC) commisero gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; alcune furono qualificate da organismi internazionali e organizzazioni per i diritti umani come possibili o effettivi crimini di guerra. 

Violazioni documentate

La Commissione internazionale d’inchiesta istituita dal Consiglio ONU per i diritti umani concluse che anche le forze anti-Gheddafi avevano commesso violazioni significative, tra cui:

  • uccisioni illegali o extragiudiziali;

  • detenzioni arbitrarie;

  • tortura e maltrattamenti;

  • sparizioni forzate;

  • attacchi indiscriminati;

  • saccheggi;

  • attacchi e persecuzioni contro la comunità di Tawergha e altri gruppi.

    Prigionieri e uccisione di Gheddafi

    Human Rights Watch ricostruì anche gli ultimi momenti della cattura del convoglio di Gheddafi a Sirte nell’ottobre 2011. Il rapporto trovò prove secondo cui combattenti di Misurata avevano catturato membri del convoglio, li avevano picchiati e, in seguito, avevano giustiziato almeno 66 persone presso il Mahari Hotel.

    Lo stesso rapporto segnalò, più in generale, esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, torture, rappresaglie contro città considerate filo-Gheddafi e attacchi contro lavoratori migranti subsahariani accusati — spesso senza prove — di essere mercenari.

    Le organizzazioni per i diritti umani criticarono il NTC proprio per non aver esercitato un controllo sufficiente sulle milizie.