Autistici/Inventati sono appena finiti nel mirino del governo americano

Washington oscura gli hacktivisti: con una firma di Trump sei fuori dal web


di Stefania Maurizi

Nel mirino il gruppo che non è mai piaciuto alla destra italiana: ha fornito anche servizi contro le retate dell’Ice

Fatto Quotidiano, 29.8.26

Una nuova battaglia di Davide contro Golia si combatte in Internet, dopo la grande battaglia del governo americano contro Julian Assange e WikiLeaks. Stavolta l’epicentro è l’Italia, e Davide è un’organizzazione italiana di volontariato, un piccolissimo collettivo di gente schiva, che crea e distribuisce gratuitamente account email protetti dalla crittografia, blog, mailing list. È pro privacy, antifascista e anticapitalista. Emerso 25 anni fa dall’utopia di Internet come strumento di liberazione e di condivisione di saperi, nell’era di Big Tech, dei social e dei loro algoritmi che tengono incollati gli utenti, mentre succhiano dati personali che rivendono per fare profitti nell’era del capitalismo della sorveglianza, questo collettivo sembra quasi fuori dal tempo.

Si chiamano Autistici/Inventati e sono appena finiti nel mirino del governo americano: l’amministrazione Trump li considera alla stregua del braccio digitale di al Qaeda e, in una mossa senza precedenti, li ha inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche globali, con l’accusa che i loro servizi digitali sono usati, tra gli altri, da attivisti americani di estrema sinistra violenti, da guardiani della Rivoluzione dell’Iran, Hamas e Hezbollah. Il Fatto ha cercato di scavare nelle accuse, ponendo domande al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, parlando con il collettivo Autistici/Inventati, con esperti di crittografia e diritti digitali. Il quadro che ne esce è quello di un caso che rischia di creare un gravissimo precedente contro la libertà di espressione e di Internet e in ultima analisi, contro il dissenso politico. La pensa così Chip Gibbons, direttore dell’organizzazione americana “Defending Rights and Dissent” e osservatore di lungo corso della guerra del governo americano alla libertà di stampa e di Internet.

“La decisione di designare il collettivo Autistici/Inventati come gruppo terroristico, utilizzando lo stesso schema applicato ad al Qaeda, è profondamente preoccupante”, dice Gibbons al Fatto. “Innanzitutto, Trump ha chiarito che intende bollare la sinistra come ‘terrorista’ e sembra evidente che questo gruppo sia stato preso di mira proprio per le sue idee politiche di sinistra. Inoltre, non c’è nulla di illegale nel fornire strumenti tecnologici a gruppi politici. Sanzionarli, come se fossero al Qaeda per averlo fatto, avrà ovviamente un effetto agghiacciante su quelli che creano strumenti digitali per la partecipazione politica”.

Autistici/Inventati non ha informazioni fattuali per stabilire da dove sia partito l’attacco: cosa ha spinto l’amministrazione Trump a inserire un minuscolo gruppo di una nazione alla periferia dell’impero americano nella lista delle entità terroristiche? La destra italiana, da sempre ossessionata dalla “minaccia” degli anarchici e antagonisti, ha avuto un qualche ruolo in questa designazione? Con il nostro giornale, Autistici/Inventati si mostrano scettici, e non sembrano credere in un ruolo del governo Meloni. “C’è un pubblico americano che ha utilizzato i nostri servizi e queste probabilmente sono le briciole che le autorità statunitensi hanno seguito per arrivare a decidere che noi siamo al centro di una cospirazione mondiale”, dice al Fatto un membro del collettivo, facendo riferimento ai tanti movimenti antifascisti americani e ai tanti attivisti contro la brutalità degli agenti dell’Ice, che potrebbero aver usato i servizi digitali di Autistici/Inventati.

Il nostro giornale ha provato a chiedere al ministero degli Interni di Matteo Piantedosi se il governo italiano, e in particolare gli Interni, fossero stati informati prima. Il ministero non ha voluto rispondere. Anche il Dipartimento di Stato non ha risposto alle nostre richieste di chiarimenti.

Di fatto, la designazione come entità terroristica ha portato immediatamente alla chiusura del sito autistici.org: chi l’ha ordinata? Il collettivo ci ha confermato di non aver ricevuto alcuna ingiunzione dalle autorità americane o italiane: il sito è stato semplicemente spento nemmeno 48 ore dopo la designazione. E subito è stato bloccato l’account PayPal. Autistici/Inventati vive di donazioni e ha un conto bancario presso Banca Etica. Mentre scriviamo, Banca Etica sembra intenzionata a chiudere il conto. Né Autistici/Inventati possono contare su Bitcoin e criptomonete per aggirare un blocco bancario: “Noi non abbiamo mai voluto a che fare con le criptomonete, perché ritenevamo che quella fosse una speculazione finanziaria”, spiegano al Fatto, ribadendo i loro valori anticapitalisti, “Noi non abbiamo mai accettato donazioni in Bitcoin e, probabilmente, saremmo anche diventati ricchi, ma di nuovo: la nostra idea non è quella di diventare ricchi”, dichiarano. “Noi vogliamo continuità dei servizi liberi e gratuiti, non mercificati, che offrano alla gente la possibilità sia di esprimersi privatamente che pubblicamente nel web o scegliendo la via dell’email. Noi delle email non possiamo leggere nulla, è tutto criptato, perché è giusto così”.

Spegnere Autistici/Inventati rischia di far sparire servizi sicuri, liberi e gratuiti su cui si appoggiava una ricchissima diversità di realtà: email, blog di centinaia di attivisti, radio libere, enti con finalità sociale, spiega al Fatto Francesca Bria, professoressa alla University College London ed esperta di sovranità digitale, che vede nell’offensiva contro il collettivo una mossa che va molto oltre una minuscola organizzazione di volontariato italiana: “Designare un collettivo attivo da oltre vent’anni nel movimento dei diritti civili e digitali europeo, che ha sempre agito alla luce del sole, come organizzazione terroristica è parte della guerra tecnologica che gli Usa conducono contro chiunque rivendichi autonomia su reti e infrastrutture digitali”, dice Bria al nostro giornale. “L’attacco va respinto: Autistici/Inventati, una realtà piccola fatta di poche persone, merita tutto il sostegno possibile. Il caso va portato al Parlamento europeo, non riguarda solo loro, ma la libertà di chi in Europa lavora per un’infrastruttura digitale indipendente, sicura e resiliente: il cuore del progetto di sovranità digitale europea. Le infrastrutture digitali sono il sistema nervoso della nostra società e della nostra economia, spegnerle per decreto è la logica di uno Stato autoritario, non di uno Stato di diritto”.

Ma nel far partire il suo attacco da un minuscolo collettivo italiano, l’amministrazione Trump ha probabilmente fatto un calcolo: attaccare un anello debole in modo da creare un precedente che valga anche contro organizzazioni più forti. “Sembra un caso troppo di nicchia perfino per la maggior parte della stampa specializzata in tecnologia” dice al Fatto Harlo Holmes, direttrice della sicurezza digitale per la Freedom of the Press Foundation, concludendo: “Ciò significa che non ci saranno reazioni negative, e questo significa che potremmo già trovarci su un terreno scivoloso”.