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Sud-Vietnam, 16 marzo 1968. Un intero villaggio raso al suolo dalle truppe statunitensi. La storia di un massacro

My Lai Four

Un film non banale e drammaticamente fedele. E la storia di come questo film abbia reso possibile l'inizio di un sogno...
12 dicembre 2010 - Beniamino Trucco

Sud-Vietnam, 16 marzo 1968. Un intero villaggio raso al suolo dalle truppe statunitensi, quasi tutti i suoi abitanti trucidati. 347 morti secondo l'esercito americano, altre stime parlano di più di 400 vittime: tutti civili, soprattutto anziani, donne e bambini.

Locandina del Film "My Lai Four", regia di Paolo Bertola

È stata storia vera, ora è anche un film. My Lai Four, regia di Paolo Bertola, è uscito nelle sale il 10 dicembre e racconta questa drammatica vicenda. Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Seymur Hersh (vincitore nel 1970 del premio Pulitzer per aver raccontato questa strage), è un film duro, un pugno nello stomaco che mostra crudamente cosa porta quello schifo chiamato “guerra”. Un film che mostra i fatti, senza pietà alcuna per lo spettatore, perché per gli abitanti di My Lai ce n'è stata poca, di pietà, e tanta morte, violenza, stupri e torture.

Il film inizia dividendosi tra la vita quotidiana nel villaggio e la quotidiana follia della guerra, fino a quando la pazzia omicida del plotone comandato dal tenente William Calley invade My Lai. "Al comando generale vogliono i numeri? E noi glieli daremo" afferma il capitano Medina arringando i soldati. "Nemico è chiunque cerchi di scappare o di nascondersi". 

Una domanda che può sorgere facilmente è: "Ci serve un altro film sul Vietnam? Dopo Nato il 4 luglio, Forrest Gump, Apocalipse Now, Full Metal Jacket, Il cacciatore... c'è ancora qualcosa da dire senza essere retorici?".

La risposta è sì, perché non è solo un film di guerra e sulla guerra, è anche un film introspettivo. Si apre una finestra sulla mente dei soldati, da quelli che cercano di opporsi all'eccidio, a quelli che si esaltano per la distruzione delle vite altrui, fino al tenente che urla "Io sono Dio!!!"

Ho trovato molto interessante il confronto fra le reazioni dei militari "buoni" che cercano di salvare i superstiti ("Oh mio Dio, ma quelli sono civili!!") e gli inermi vietnamiti ("Perché ci state facendo questo? Noi siamo esseri umani!!")

Questo, inoltre, è un film sulla distruzione di un popolo. Le stime parlano di 60.000 morti americani, e di 1 milione e mezzo di combattenti vietnamiti e di 4 milioni di civili. Sono cifre folli, da genocidio: numeri folli, storia folle.

Il sogno di Marja

Marja Sabadini ha una storia incredibile. Nata da padre italiano (valdostano, arruolatosi a suo tempo nella legione straniera francese e poi, da lì, trasferito in Vietnam) e madre vietnamita (soldato anche lei),  ha vissuto i primi sette anni della sua vita in Vietnam a contatto diretto con la guerra:  una famiglia "militare", drammi e sangue quotidianamente davanti agli occhi. E poi il tragico episodio della fuga dal Vietnam, all'aeroporto di Saigon: la corsa dell'intera famiglia verso quell'elicottero che doveva portarli tutti insieme verso la salvezza in Europa e, invece, la scomparsa - letterale - della sorellina, impigliata nel filo spinato e inghiottita dalla folla. 

Dice Enrico Sabena, compositore: “Mentre stavo realizzando le musiche per il film My Lai Four, ho saputo dell'esistenza, vicino alla mia città, di questa signora, che da bambina aveva vissuto sulla pelle il dramma della guerra del Vietnam. Con delicatezza, l'ho invitata in studio: lei, commossa nel ricordo della sua infanzia straziata, è venuta. Con il suo racconto, mi ha fatto fare uno scatto in termini di profondità e umanità: ha chiesto non solo di partecipare, scrivendo e cantando (con la figlia) un testo vietnamita su una mia melodia struggente,  ma mi ha addirittura successivamente cantato una nenia, una filastrocca che i bambini vietnamiti cantavano ciclicamente durante i momenti più drammatici, (per poter di fatto entrare in "trance" con la musica e resistere anche dinanzi alle scene di sangue...)."

E il film inizia e si conclude così, a luci spente, con la filastrocca di Marja cantata insieme alle figlie.

Questa collaborazione ha potuto dare visibilità alla storia di Marja, che ha così trovato delle associazioni e persone che la supportano e vogliono rendere reale il suo sogno. Ora, a distanza di 35 anni,  lascerà l'Italia e tornerà in Vietnam per provare a cercare questa sorella, di cui non ha più avuto notizie in tutto questo tempo.

Note:

Il trailer del film:
- http://www.youtube.com/watch?v=T22AT53cSOs

Per approfondire la storia del massacro di My Lai:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_My_Lai
- http://en.wikipedia.org/wiki/My_Lai_Massacre
- Seymour M. Hersh, My Lai Vietnam. Piemme, 2005. ISBN 88-384-7533-4

Per approfondire la storia di Maria Sabadini:
- Il "Making of the soundtrack" del film, http://www.youtube.com/watch?v=-hgzP3_JQT0
- http://www.ilsognodimarja.it/

Il film "My Lai Four" è distribuito in Italia dalla UCI ("United Cinema International), è quindi in programmazione in un numero limitato di sale cinematografiche. Per trovare il cinema più vicino a voi: http://www.ucicinemas.it/landing.php

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