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Il suo, il nostro Natale

Natale 2005

presepe


Nel vivere il Santo Natale viene spontaneo ripercorrere le varie vicende che hanno caratterizzato l'esperienza di Giuseppe e Maria in una situazione così particolare. Maria vive la fatica degli ultimi giorni prima del parto, con tutta la sofferenza che ciò può comportare, accompagnata dalla stanchezza di un lungo cammino per andare verso Betlemme. Giuseppe vorrebbe risparmiare tutto ciò a Maria e vorrebbe alleviare tale fatica almeno con un alloggio nel quale far riposare la sua Sposa. E' Lui che si mette alla ricerca di un luogo nel quale il travaglio possa essere vissuto con dignità. Chissà cosa avrà provato nel cuore di fronte ai continui rifiuti, il vedersi rifiutato ad una locanda dopo l'altra, ad un posto dopo l'altro, con nel cuore l'ansia per Maria che non poteva più aspettare. Doveva nascere il Salvatore, ma sembra che ciò non interessasse proprio a nessuno…! Solo la bontà di qualche cuore o la voglia di sbarazzarsi di quei due in cerca di alloggio fa sì che qualcuno indichi a Giuseppe una stalla, solo una stalla dove Maria può adagiarsi e dare alla luce suo Figlio. Quella stalla sarà la culla del mondo, da essa si irradierà una speranza di vita nuova per tutti gli uomini di tutti i secoli. Sin dai primi momenti di vita di Gesù si propaga intorno a Lui una luce di vita nuova e tanti accorrono, tra i più poveri e i più umili, a contemplare un mistero così straordinario che in seguito sarà il Regno di Dio portato ai poveri, ai semplici e ai bambini. Sarebbe stato bello essere protagonisti o spettatori sul posto di una vicenda così particolarmente straordinaria. Quando arriverà la pienezza del tempo sarà proprio così. Un giorno anche il nostro angelo custode ci prenderà per mano e incomincerà a volare verso il cielo per trovarci un alloggio nel cuore di Dio, anche il suo volo sarà faticoso e impegnativo: dovrà portare noi, il nostro cuore e tutti i bagagli della nostra vita mettendo minuziosamente in valigia quanto ci potrà essere utile per meglio accomodarci nella nostra nuova dimora. Le uniche fatiche che il nostro angelo si vedrà risparmiate sono il rifiuto e l'indifferenza, non appena si intravvederanno le prime dimore del Cielo gli altri angeli correranno a frotte per offrirci un posto dove stare e magari sollevarci anche dalla fatica dei bagagli. Non passeremo inosservati perchè in un batter d'ali essi annunceranno a tutti che siamo arrivati (loro sono fatti per annunciare quindi adempiono al loro compito). Quel nostro Natale sarà splendido, ci sarà così tanta gioia e vita che il buon Dio non avrà tempo di scartabellare le tante scartoffie dei nostri peccati. Le vedrà con comodo quando sarà passata la festa e quando Lui si accingerà a prendere in mano quelle carte noi saremo già tra gli angeli a correre incontro a qualcuno per sollevarlo dai bagagli e offrirgli un nuovo alloggio dove stare, così la festa mai finita ricomincia e di nuovo il buon Dio abbandona le sue carte per partecipare al grande evento. E' bello il Natale di Gesù anche se una vena di tristezza sale al cuore per il male e l'indifferenza che c'è intorno a noi e nel mondo. Siamo certi che continuamente dobbiamo impegnarci con Gesù a cambiare tutto quello che possiamo in noi stessi e negli altri. Sarà ancora più bello il nostro Natale nel quale troveremo la vita, saremo nella luce, saremo accolti da Dio e vivremo sempre abbracciati a LUI. Auguri a quanti accolgono Gesù, auguri a chi sta prendendo la mano del suo angelo per mettersi in viaggio, auguri a quanti vivono la gioia del proprio Natale entrando nel cielo, auguri a quanti sono diventati angeli che corrono incontro a quanti prendono dimora lassù. Auguri al buon Dio che dalla creazione dell'uomo e della donna si è cacciato in uno straordinario pasticcio dal quale non ne uscirà mai fuori, che ha tante scartoffie di peccati da leggere, che sa lasciare tutto e correre a fare festa quando lo vogliamo incontrare, consapevole che noi per Lui siamo quanto di più bello e di più grande possa esistere. Auguri infiniti, don Silvio