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L'angolo liturgico

Liberamente tratto da "Calendario"di A. Cattabiani
Immi n. 2 del 2005

In certi anni, come quello in cui stiamo vivendo, capita, in conseguenza della Pasqua "bassa", che il mese di Maggio assuma un'importanza grandissima per noi Cattolici: tutte le più importanti festività del calendario liturgico si concentrano in questo mese, che poi, non va dimenticato, è anche il mese dedicato a Maria.

Si inizia con l'ASCENSIONE, la seconda solennità delle celebrazioni pasquali, che è parte integrante dei cinquanta giorni chiamati "beata Pentecoste". Narrano gli Atti degli Apostoli che dopo la passione Gesù apparve vivo agli Apostoli per 40 giorni. L'ultimo giorno gli domandarono: < 'Signore, è questo il tempo in cui ricostruirai il regno di Israele?'; ed Egli rispose: 'Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli ultimi confini della terra'. Detto questo fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo>. Per questo motivo si celebra l'Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo il quarantesimo giorno dalla Pasqua secondo una tradizione già attestata nella seconda metà del IV secolo; ma nei luoghi dove non è di precetto, come in Italia, può essere spostata alla settima Domenica di Pasqua. La promessa di Gesù, 'avrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi', si sarebbe compiuta 10 giorni dopo l'Ascensione, nella festa di Shavu'ot, che nel calendario ebraico cade il cinquantesimo giorno dal 16 Nisan. La festa era da un lato un rendimento di grazie per i raccolti, dall'altro la festa della Legge, ovvero la commemorazione della rivelazione nel Sinai. , narrano gli Atti degli Apostoli, . Con la discesa dello Spirto Santo sugli Apostoli e sulla Madonna la Chiesa riceve il battesimo nello Spirito, ottiene l'investitura apostolica missionaria e la forza indispensabile per poter annunciare e testimoniare che solo il Cristo è salvezza.

Un tempo la festa di PENTECOSTE veniva chiamata anche Pasqua rosa o rosata, oppure Pasqua delle rose, perché in molte chiese italiane e francesi, per ricordare la discesa dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, si facevano piovere delle rose durante la messa. Le solennità mobili della SS. Trinità e del Corpus Domini non fanno invece parte del ciclo pasquale, ma di quello ordinario. La SS. TRINITA', che cade la domenica successiva alla Pentecoste, fu introdotta nel rito romano nel 1331 da Giovanni XXII, ma risale all'epoca carolingia quando veniva celebrata in forma privata. Poi a poco a poco, a partire dal X secolo si diffuse nell'Europa occidentale non senza resistenze: veniva infatti definita superflua perchè in realtà la SS. Trinità è celebrata ogni domenica, anzi ogni giorno nella Messa. Il concetto della odierna solennità non è tanto la festa della SS. Trinità, "quanto la confessione del massimo fra tutti i dogmi, del mistero principale della fede cattolica".

Quattro giorni dopo, il giovedì, si celebra la festa del CORPUS DOMINI, che fu istituita nel XII secolo per l'esigenza di consacrare una giornata speciale all'Eucarestia perchè a quel tempo l'antica messa in Coena Domini del Giovedì Santo aveva perduto in parte la sua identità, ospitando al suo interno anche la consacrazione dei santi olii, e perché i fedeli, intenti a meditare la passione del Salvatore, avevano posto in ombra il giorno dell'istituzione del sacramento. Nel 1263 un sacerdote boemo, Pietro da Praga, che nutriva dubbi sulla transustansazione, mentre stava celebrando la messa nel santuario di Santa Cristina a Bolsena, vide l'ostia consacrata stillare copiosamente sangue che bagnò il corporale, i lini liturgici e il marmo del pavimento. Il Papa Urbano IV, che già stava pensando di istituire la festa, affrettò i tempi: incaricò San Tommaso d'Aquino di scrivere l'Ufficio con una serie di inni, e l'8 Settembre 1264 estese la solennità a tutta la Chiesa latina con la bolla Transiturus. A causa della sua morte, avvenuta pochi giorni dopo, la solennità non riuscì ad affermarsi se non con il Concilio di Vienne del 1311. L'usanza di portare l'Eucarestia in forma visibile nell'ostensorio sotto il baldacchino o su portantine adornate e sorrette da sacerdoti, risale al XIV secolo. Un'altra usanza, diffusa in molti paesi italiani, è l'infiorata, la quale simboleggia la trasformazione del sangue di Cristo nella salvezza dell'umanita di cui la primavera è l'emblema.

Il mese di Maggio è anche il mese dedicato alla Madonna. La storia del MESE MARIANO comincia nel medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore sulle quali regnava la "regina"o "sposa di maggio". Evocando la Madonna, la creatura più alta, si potevano unire insieme i temi della natura e della Santa Vergine. Nel XVII secolo alla "Regina della primavera" si contrappose la "Regina del Cielo", cantando le litanie lauretane e incoronando la statua della Vergine con rose e donandole alla fine del mese un cuore d'argento. La formalizzazione del mese di Maggio è dovuta però al gesuita Dionisi con il suo Mese di Maria, pubblicato nel 1725 a Verona, dove si suggerisce di compiere le pratiche devozionali anche in casa o nel luogo di lavoro, davanti a un altarino della Madonna, con preghiere (rosario e litanie), fioretti e giaculatorie e con l'offerta, alla fine del mese, del proprio cuore alla Madre di Dio.