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Il Natale e il valore della Vita

Natale 2005

La celebrazione del Natale ci propone la riflessione sulla straordinaria "follia" di un Dio che si fa carne per condividere la condizione umana e sollevarla alle latitudini celesti. Nessuna religione aveva mai osato tanto. Ed è questa la grandezza del Cristianesimo. Il Natale cristiano è una tappa di un itinerario d'amore che comincia nell'Eden quando il Creatore, rivolto all'esordiente spirito del male, promette la salvezza evocando la donna che gli schiaccerà la testa ( Genesi 3,15). Seguono millenni di attesa, nei quali la speranza è tenuta accesa dai vaticini dei profeti. "Ecco la Vergine concepirà e partorirà un Figlio che chiamerà Emmanuele" cioè "Dio con noi", dice Isaia, finchè un giorno in una povera casa di Nazareth l'antica promessa germoglia nel grembo di Maria, inaugurando i tempi nuovi dell'incarnazione. Sant'Agostino aveva spiegato che al centro del Natale vi è lo scambio di "Dio che si è fatto uomo affinché l'uomo diventasse Dio". Perciò il Natale, secondo il Concilio Vaticano II, ci rivela che "soltanto nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo". Con il Natale quindi ricordiamo e celebriamo una nascita, senz'altro speciale, eppure quanto questo messaggio appare distante dal mondo moderno in cui il valore della vita è sempre più messo in discussione! Il Papa Benedetto XVI, sulla scia di Giovanni Paolo II, ormai giornalmente pone l'accento sul valore della vita, ribadendo la condanna all'aborto, alla pillola abortiva, alla distruzione degli embrioni. Il Papa ci mette in guardia dalle nuove impostazioni che stanno prendendo sempre più piede che mettono a rischio il diritto fondamentale alla vita, sacrificata sugli altari del progresso di una scienza che, non riconoscendo i suoi limiti e non accettando tutti i principi morali che consentono di salvaguardare la dignità della persona, si converte in una minaccia per lo stesso essere umano ridotto ad oggetto e mero strumento. Eppure quel bambino in quella mangiatoia dovrebbe invitarci a riflettere sulla sacralità della vita umana e sul fatto che essa è sempre un dono di Dio, che va accettato come tale, e non frutto di una scelta umana o della donna che avrebbe sempre, secondo la visione femminista, potere decisionale sul suo corpo. Del resto che sarebbe stato del genere umano se la Vergine Maria avesse scelto di non far nascere Gesù? Lucia