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I Santi e noi

Novembre 2006

La formula di canonizzazione di un santo ci ricorda che tale atto è compiuto a gloria della SS. Trinità. Canonizzando un suo figlio la Chiesa anzitutto canta la gloria di Dio e proclama solennemente l’amore del Signore che si è chinato su di lui per rivelare in esso la propria immagine. La santità è identificazione con Cristo, essa è lo sviluppo supremo della grazia battesimale. Il vertice della santità lo si raggiunge con il martirio che realizza in pieno il carattere sacrificale della vita spirituale. Se, nel martirio, colui che muore offre alla chiesa la testimonianza suprema della fede, lo fa perché Cristo testimonia in Lui l’amore verso il Padre. Essendo i santi membra vive di Cristo è chiaro che hanno vissuto con gli occhi fissi su di Lui, per riprodurre in se stessi la Sua immagine. La relazione fra i santi e noi pellegrini quaggiù sulla terra si realizza nel fatto che con la loro vita essi ci offrono un esempio, con la loro intercessione un aiuto e nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno. Attraverso l’intercessione dei santi, i cristiani esprimono la loro fede nel mistero del corpo mistico di Cristo: quando un membro è nella gioia, tutti sono lieti; quando soffre, tutti partecipano alla sua sofferenza. I santi non possono dunque rimanere insensibili alla necessità dei loro fratelli. È ovvio che Colui che permette e realizza tutto questo è sempre Cristo.
Alla luce di quanto brevemente detto siamo, dunque, chiamati:
- a riscoprire il vero volto dei santi.
È il primo sforzo che dobbiamo compiere. La popolarità di un santo nasce dalla gente. La chiesa aiuta i fedeli a cogliere le virtù maestre che hanno fatto della vita di quel cristiano un santo e a cogliere l’elemento essenziale e utile del suo messaggio;
– a riscoprire l’impegno ad imitare i santi.
Perché un santo susciti in noi il desiderio di imitarlo deve avere una virtù esemplare ed è necessario che la sua vita appaia vicina a quella di ciascuno di noi. Una volta si rimaneva attratti soprattutto dalla grazie straordinarie di cui un santo era dotato e dai miracoli che operava, oggi si desidera piuttosto capire in che cosa sia imitabile.
– a riscoprire l’intercessione dei santi.
Il ricorso nella preghiera ai santi deve essere sempre in riferimento a Cristo. È bello adornare le case e le Chiese di immagini o di statue dei santi ma è ancora più bello ed importante mettere sempre al centro Cristo. La protezione dei Santi non deriva dalla magia ma sempre dalla fede e dall’amore. Per questo la liturgia ci ricorda da sempre che l’omaggio più autentico che possiamo rendere ad un santo è di celebrare la sua festa con l’assemblea radunata attorno all’altare del Signore.
Tutti siamo chiamati in virtù della grazia battesimale a diventare santi e quindi a riprodurre con la Grazia di Dio il volto di Cristo nella vostra vita. L’augurio è che ognuno di noi possa sentire questo slancio di desiderio verso la santità, confidando nell’esempio e nell’aiuto di qualcuno di quei fratelli che hanno già raggiunto la bellezza e lo splendore di tale traguardo. DON SILVIO