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A Lourdes con l'Unitalsi

Settembre 2007

un cero da Casalbordino per Maria

L’UNITALSI, Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, è un ’ Associazione Ecclesiale che, con solo spirito di volontariato, si propone di promuovere una crescita umana e cristiana e un’azione di evangelizzazione e di apostolato verso e con le persone sole, ammalate, disabili, anziane, in difficoltà.
Essa conta attualmente oltre centomila aderenti, uomini, donne, bambini, sani, ammalati, disabili, senza distinzione di età, cultura, posizione economica, sociale e professionale, che indossano una “ divisa” che li rende tutti uguali: la gioia della condivisione del servizio reciproco.
È presente in tutto il territorio nazionale; nella nostra comunità il gruppo si è formato tre anni fa. L’esperienza fondamentale che si vive nell’associazione è quella del pellegrinaggio, dell’incontro straordinario con Dio e con gli uomini, un incontro che segna la vita, spesso fino a cambiarla.
In tutti i pellegrinaggi la presenza di pellegrini, volontari, disabili e ammalati è la caratteristica straordinaria che richiama tutti all’unità e alla fraternità e il pellegrinaggio per antonomasia è quello che ha come meta Lourdes.
Quest’anno alcuni di noi unitalsiani del gruppo di Casalbordino abbiamo deciso di partecipare, con la guida del nostro don Silvio, al pellegrinaggio regionale presieduto da Monsignor Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara.
È difficile esprimere sulla carta le emozioni che abbiamo provato durante il viaggio in treno e nel corso di tutte le toccanti cerimonie: la Via Crucis, la Penitenziale, la Processione Eucaristic, la S.Messa internazionale, la processione aux flambeaux, le piscine.
Lourdes ci parla con i suoi silenzi, a Lourdes è più facile pregare, ascoltare, capire, perdonare e amare.
Lourdes parla di perdono e di misericordia, ci fa capire che la vita di ognuno, anche nella sofferenza più grande, può avere un senso, può avere anche un compito:
testimoniare che è possibile soffrire senza disperare, aprendosi in Cristo, alla speranza della Resurrezione che la Croce promette.
Quante storie diverse le une dalle altre, dietro un sorriso, una lacrima o poche parole sussurrate. Per alcuni il pellegrinaggio a Lourdes è una “ sana abitudine” che non è tuttavia legata a circostanze o a richieste particolari, ma che fa parte della propria vita.
Per altre persone c’è invece una ragione particolare per muoversi dalla propria casa e andare a mettersi in ginocchio ai piedi di Maria nella Grotta di Massabielle.
Il motivo che le spinge a partire può essere la malattia, loro o di una persona cara, una richiesta di aiuto per la vita sempre così difficile e piena di incognite. Ci sono anche persone che partono per Lourdes per curiosità o si muovono con scetticismo oppure perché accompagnano, magari controvoglia, una persona cara.
Possiamo veramente dire che i sentimenti che ci conducono a Lourdes sono diversi in ciascuno di noi quando partiamo. Ma dopo la visita alla Grotta e dopo aver vissuto con i malati un rapporto di significativo interscambio, nessuno può restare indifferente ad un messaggio fortemente religioso e al momento del ritorno nel nostro cuore c’è tutto ciò che abbiamo lasciato entrare e che il mezzo di Maria ci ha voluto donare.
Anche a noi siamo tornati a casa spiritualmente rinfrancati e sicuramente migliori.
Ci auguriamo che Lourdes non resti solo una bella esperienza da ricordare e che il pellegrinaggio, per ciascuno di noi, continui nella nostra quotidianità con una testimonianza concreta del messaggio che Lourdes ci ha trasmesso.
PAOLA