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Il miracolo che vorrei ...

Pasqua 2009

La sofferenza del Cristo


Abbiamo ripetuto tante volte, ogni mattino nella nostra preghiera, di voler contemplare le Tue sante piaghe, ogni singola piaga, il Tuo intero martirio. E’di fronte ad esse, Gesù , che voglio inginocchiarmi senza distrarmi nemmeno per un attimo per assistere ancora una volta al miracolo della loro trasformazione da piaghe dolorose a piaghe gloriose.
Mi pare di capire che il segreto della gloria della Tue piaghe sta proprio nel modo in cui esse sono accettate e vissute. Perché sei piagato? Perché sei malvoluto, malvisto, perché sei scomodo, perché sei rifiutato, perchè piaci a pochi, a troppo pochi, specie della cerchia dei benpensanti… queste piaghe vogliono essere una specie di rivincita su di Te, una sorta di prova per dire che Tu sei il più debole e che quelli che contano agli occhi degli altri e del mondo ce la fanno sempre, anche su chi proclama leggi di amore e uguaglianza fra tutti. Ti caricano di una croce dopo averti ferito in mille modi e per essere ben certi che Tu capisca la lezione che ti si stanno dando, ti bucano mani e piedi con rozzi chiodi perché vogliono essere certi che non tornerai per le strade a sventolare bandiere di speranze, per quanti nulla contano e nessun diritto hanno alla vita di questo mondo. E Tu sventurato come rispondi? Tu…ritieni di essere la luce che è odiata dalle tenebre, ritieni di completare un progetto di Amore, ritieni che perdonando e amando da quella croce le cose possono realmente cambiare.
Miracolosamente questo è tutto vero, Tu ce l’hai fatta, hai dimostrato che la vittoria esiste e che quella piaghe che dovevano essere il segno della Tua fine sono per sempre il segno della Tua vittoria e della Tua gloria.
Mentre contemplo questo miracolo mi chiedo perché quelle piaghe non sono state cancellate definitivamente dal tuo corpo.. Forse perché la Tua vittoria sembra più evidente, forse perché il ricordo dato da quei segni mette più in risalto ciò che sei diventato.. Forse la risposta è altrove… quelle Tue piaghe non più intrise di sangue ma splendenti di luce vogliono ricordarci il continuo miracolo che deve compiersi intorno a noi, nella storia di tanti uomini che sono incancreniti dal dolore e dalle mille malattie, che sono schiavi e succubi di mille vizi ed egoismi, che vivono nella mancanza di tutto, che devono improvvisarsi rapinatori di qualche respiro di vita a chi la vita se la gode banchettando lautamente. Di fronte a queste piaghe dolorose del mondo mi chiedi di essere la Tua voce d’Amore che continua ad annunciare il continuo realizzarsi di questo grande miracolo che si compie poco per volta, spesso nel silenzio e nel nascondimento. Questo miracolo è l’ingresso della Tua Grazia nel cuore e nella vita di chi porta la propria croce condividendola con Te, è la trasformazione di tante croci di morte in croci di speranza e di vita senza fine.
Mi sembra di assistere quotidianamente a questo miracolo della Grazia, penso alla Chiesa che in tutto il mondo, in tutti i tuguri, in tutte le lande desolate, in tutti i luoghi sconosciuti, in tutti i luoghi di sofferenza e di distruzione, in tutte le strade del mondo, continua ad essere la Tua voce d’Amore convinta ancora che quella voce sarà la vittoria sul male e sulla morte ovunque. Sto imparando ad amare le Tue piaghe dolorose, Gesù, perché riesco a guardare con più coraggio il volto e il cuore di quanti hanno bisogno di Te. Sono certo che sono loro le Tue piaghe dolorose, perché tanti benpensanti mi dicono che non servono, che non vanno aiutati e che sarebbe meglio se su questa terra o in questo paese non ci fossero. Grazie Gesù perché non solo mi dai la forza di riconoscere le Tua piaghe, di cominciarle a lavare e a fasciare con le mie deboli forze e il mio povero Amore ma anche perché mi dici con certezza che questa è la strada giusta che porterà il mio cuore ad assistere nuovamente, quotidianamente, al miracolo della Tua piaghe che da dolorose diverranno gloriose. Ho il presentimento o la presunzione di dire, Gesù, che a forza di insistere sul valore di questo Amore che Tu ci hai insegnato farò la tua stessa fine, i benpensanti ci sono in ogni tempo e una croce si rimedia in ogni momento, così come si raggruppano facilmente cuori senza identità pronti a diffondere malevolenze anche per meno di quanto sei stato venduto Tu…se così fosse Gesù Ti prego per questo povero cuore che ha assistito a tanti, a troppi miracoli della tua Grazia, scegli una croce la più pesante, scegli tra i chiodi quelli più rozzi, permetti le umiliazioni più basse, permettimi di assomigliare a Te nella postura di sofferenza che hai assunto sulla croce, permetti al mio cuore di battere dell’Amore più intenso e profondo e fammi assistere all’ultimo miracolo che vorrei: vedere le mie povere, rozze e sanguinose piaghe riempite della Tua luce e della Tua vita.
don Silvio