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La Turchia cristiana

Novembre 2009

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Anche se attualmente è un Paese con popolazione a prevalenza islamica, laico e con velleità di entrare in Europa, la Turchia può essere definita la seconda Terrasanta. Essa è stata infatti sede dei più importanti Concilii, basti pensare ad Efeso, sul suo suolo è scaturita la prima fase dell’evangelizzazione degli Apostoli e lì è nata la Chiesa cristiana, tant’è che i Cristiani furono chiamati tali per la prima volta proprio ad Antiochia.
Eppure visitare la Turchia oggi alla ricerca dei segni della presenza cristiana potrebbe suscitare un po’ di amarezza, che lascia però subito il posto alla speranza.
Tarso, città a sud del Paese, vicino ai confini con la Siria, è famosa per aver dato i natali a San Paolo. Ci si aspetterebbe, quindi, di trovare una fervente comunità cristiana ed una Chiesa frequentata, invece nella cittadina si visitano solo i resti di un pozzo attribuito al periodo di San Paolo e attraverso il quartiere ebraico, tra strette viuzze contornate di case in pietra, si giunge alla Chiesa che viene aperta e torna ad essere luogo di culto solo quando arrivano gruppi di turisti guidati da sacerdoti che possono lì celebrare la S. Messa. Eppure Suor Maria, che vive a Tarso insieme ad un’altra consorella ormai da tanti anni, dà una testimonianza bellissima della sua presenza lì. E’ una missionaria “dell’essere” e non “del fare”, non vi sono Cristiani a Tarso, non è impegnata in opere educative o assistenziali, ma lei e l’altra suora con il loro stare lì silenzioso, in preghiera, sono le vere sentinelle di Cristo che è presente eucaristicamente nel tabernacolo custodito nella loro casa. La missione è anche questa in un Paese dove i Cristiani sono perseguitati e difficilmente escono allo scoperto, quella presenza viva di Cristo è un conforto enorme ed una speranza per il futuro. Anche a Konya, città nota per il sufismo, ossia il movimento mistico islamico incarnato dai dervisci rotanti e introdotto da Rumi Mevlana, il cui mausoleo è meta costante dei musulmani, vi è oggi una sola chiesa cristiana dedicata a San Paolo e custodita da due suore italiane del Trentino. Una di loro racconta ai visitatori, con una serenità che traspare dagli occhi limpidi, l’importanza della loro presenza in quella città, forse la più integralista della Turchia. Allora quella piccola chiesa contornata da strade pullulanti di gente, da suk rumorosi e minareti, nella sua semplicità è un faro di Cristianità, è un grande esempio del messaggio di Cristo di fratellanza. Con tutte le difficoltà di convivenza, il Cristiano si apre sempre all’altro, anche se spesso respinto, considerato minoranza priva di diritti, non si stanca di testimoniare Gesù e la bellezza dell’incontro con Lui.
Anche la Cappadocia, la regione nel cuore dell’Anatolia, nota per i cosiddetti “camini delle fate”, ossia le tipiche costruzioni coniche in pietra disseminate in un paesaggio quasi lunare, conserva tracce importanti della presenza dei primi cristiani.
I Padri Cappadoci, spesso eremiti, abitavano nelle spelonche disseminate in queste zone. Ancora oggi è possibile, nella Valle di Goreme vicino Unchisar ed Urgup, visitare delle chiesette rupestri troglodite, antri scavati nella roccia, con rudimentali affreschi, dove i primi giudeo - cristiani si riunivano e celebravano la S. Messa. E’ un’esperienza molto intensa partecipare oggi alla celebrazione eucaristica in quell’ambientazione. La poca luce che filtra dall’esterno, l’atmosfera mistica che invita alla concentrazione e scalda il cuore, insieme all’emozione di ritrovarsi dopo secoli e secoli a rivivere l’esperienza della presenza viva di Cristo nell’eucarestia sulla scia dei primi Cristiani, danno il senso della eternità e dell’immortalità della Chiesa.
Anche Efeso, l’antica città romana, molto ben conservata, è ricca di segni della presenza cristiana. E’ emozionante sostare tra le rovine e rileggere, magari seduti sulle quelle pietre che hanno visto millenni di storia, la lettera che San Paolo scrisse proprio agli Efesini. Un po’ fuori dal classico giro turistico e non molto lontano dalla magnificenza della Biblioteca di Celso si intravedono anche i resti di una chiesa importantissima perché sede del famoso Concilio di Efeso nel 431 D.C. durante il quale si proclamò Maria madre di Dio, ossia Theotokos. Infatti la seconda parte della nostra preghiera dell’Ave Maria (“ Santa Maria madre di Dio”) è stata proprio coniata ad Efeso. Nelle vicinanze della città moderna è possibile visitare anche i resti della Basilica eretta in onore di San Giovanni Evangelista ed addirittura la sua tomba.
Insomma in pochi kilometri è racchiusa una parte fondamentale della nostra fede, il solo pensiero dà i brividi!
Ma l’emozione si fa ancora più forte quando, salendo sulla collina che sovrasta la zona, si giunge alla casa della Vergine Maria, ossia al luogo in cui la Madonna è vissuta, dopo la morte di Gesù.

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Più che una casa, è una piccola stanza immersa oggi nella quiete della natura, luogo di pellegrinaggio anche di molte famiglie musulmane. E’ consolante cogliere come la figura di Maria, madre dell’umanità, sia venerata da tutti e dia speranza che possa svolgere sempre più un ruolo unificante e pacificante.
Anche nella moderna e tentacolare Istanbul, i segni della vecchia Costantinopoli, anche se spesso non molto visibili o offuscati dalla maestosità delle Moschee, sono eloquenti. La Chiesa di San Salvatore in Chora conserva mosaici bellissimi e, inaspettamente, all’interno del Palazzo di Topkapi, residenza degli Ottomani, vi è una piccola chiesa dedicata a Santa Irene ma famosa per essere quella del Credo Niceo- Costantinopolitano. Inoltre due quartieri della moderna ed attuale Istanbul asiatica sono le antiche Calcedonia e Nicea!
Insomma il Cristianesimo, anche se in alcune zone del mondo è soffocato, perseguitato, talvolta torturato, è vivo più che mai perché vivo è il Cristo tra noi, ogni giorno. Potranno anche rendere le chiese museo, ma fintanto che vi saranno delle “sentinelle del mattino”, come le suore di Tarso o come tutti i missionari sparsi per il mondo, a testimoniare la grandezza dell’Amore ed a perpetuare il mistero eucaristico, la Chiesa di Cristo non morirà.
Lucia