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La chiesetta fra le montagne azzurre

Pasqua 2010

Gli auguri di Pasqua di p. Ciro
Nel mese di gennaio abbiamo avuto in parrocchia la graditissima visita di Padre Ciro Biondi, un sacerdote missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) che attualmente opera in Papua Nuova Guinea. Era già stato da noi qualche anno fa, ma questa volta abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio e apprezzare fino in fondo la sua forte carica umana e spirituale. Gli abbiamo chiesto com’è la sua vita, cosa lo spinge ad andare avanti in una realtà che a noi da qui sembra così lontana e difficile. E lui ci ha raccontato che la prima cosa che ha fatto il giorno in cui è arrivato in Papua Nuova Guinea è stata quella di costruirsi un piccolo tabernacolo per custodire Gesù Eucarestia. Da allora non si è mai sentito solo e ha tratto tutta la forza necessaria dalla quella presenza.
Padre Ciro è una persona solare, con una gioia interiore fuori dal comune.
Ci ha svelato il suo segreto: “Gesù affascinava perché parlava di gioia, donava gioia, era sorgente di gioia. Questo dobbiamo essere anche noi tutti i giorni della nostra vita. Non quell’allegria che non sa apprezzare la forza della sofferenza, ma quella gioia che soffre nascondendo la sofferenza perché gli altri ne siano partecipi”. Ora sta costruendo una cappella dedicata alla nostra Madonna dei Miracoli sulle montagne azzurre di Maikmol, in suffragio di un nostro speciale parrocchiano. Ciò darà a tante persone un luogo dove incontrare econoscere Dio affinché insieme possano imparare a condividere la vita alla maniera di Cristo. Quelle stesse persone hanno domandato a Padre Ciro perché dei suoi amici vogliono costruire una cappella nella loro tribù. La sua risposta è stata semplice: “perché vogliono che voi conosciate la gioia che viene dal conoscere il Figlio di Dio che ci ha fatto conoscere l’amore del Padre suo”. Ripartendo, Padre Ciro ci ha chiesto di dire a tutti che Dio ci ama fino alla follia della Croce e di pregare perché il Signore gli dia la forza di continuare a lottare perché la Sua parola d’amore raggiunga ogni persona con cui lui vive, gioisce, lotta e piange di nascosto. Raffaella