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Missione salvezza

Pasqua 2010

le donne al sepolcro

In questo numero di IMMI abbiamo occasione di leggere di vite straordinarie impegnate in terra di missione, ma anche di vite “normali” spese nel portare la luce di Dio nel loro quotidiano. Si tratta di persone come noi che hanno ricevuto delle chiamate speciali, o che hanno solo saputo rispondere in maniera speciale alla chiamata che il Signore fa ad ognuno di noi. Un religioso dehoniano, vissuto nella prima metà del secolo scorso, Paolo Tanzella, diceva che “ognuno per la propria parte deve contribuire alla diffusione del Regno di Dio sulla terra... Soltanto quando si fa un largo posto a Dio in noi, Lui ne avrà uno più grande nel mondo”. Partire per luoghi lontani e annunciare Gesù a chi non lo conosce, oppure testimoniarlo nell’ambiente in cui si vive a chi lo ha dimenticato o lo rifiuta.
Anche Baudelaire esprimeva questo dubbio nella sua celebre poesia Il viaggio: “Bisogna partire? Restare? Se puoi, resta. Parti, se devi”. Rimanere qui, non eguagliare quelle vite straordinarie e non fare nulla per quei popoli martoriati ci può sembrare una sconfitta. A volte, però, può essere anche più difficile annunciare il Vangelo e testimoniarlo a casa nostra, nelle nostre realtà. Quando Gesù diceva che nessuno è profeta in patria forse si riferiva anche a questa difficoltà che spesso incontriamo nel farci capire dalle persone che amiamo e che la vita ci fa incontrare sul nostro cammino quotidiano. Diceva don Tonino Bello che il viaggio più lungo è quello che conduce alla casa di fronte.
Allora approfittiamo di questi racconti, facciamo nostra ogni parola e prendiamo ad esempio questi santi dei nostri giorni. E, come dice ancora don Tonino, “quando vi rivolgete a Maria nella vostra preghiera, chiedetele che vi dia anche tanta capacità di sogno, non chiedete solo cose terra terra. Chiediamo alla Vergine che ci dia le calde utopie che riscaldano il mondo”. Raffaella