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E' tempo di rivoluzione...

Natale 2011

Gesù Bambino


Siamo giunti al Santo Natale, per rivivere la gioia di incontrare il Signore Gesù che viene Bambino, umile e povero, nel rumore del mondo ad aprire uno spiraglio di pace e ad infondere un po’ di speranza nel cuore di chi, in questa confusione, ha perso se stesso, la sua serenità, la sua dignità, il suo orientamento e non riesce più a ritrovarsi.

E’ singolare la perseveranza e la pienezza d’amore con cui Gesù si ripropone a noi senza essere scomposto dal nostro peccato, senza indietreggiare di fronte all’egoismo che avanza e senza essere distratto dal nostro frastuono…forse è proprio questo che rende meno attraente e fa mettere in secondo piano l’incontro con Lui, in fondo si tratta di una bella storiella dove un Bambino nasce tra il bue e l’asinello, dove tutti cantano e sono felici, gli angioletti svolazzano, le stelle brillano e tutti i poverelli per una notte sono contenti con le loro pecorelle. Una storiella che può incantare i bambini, i sempliciotti e per qualche momento anche chi ha nelle mani le responsabilità del mondo ma per i più il pensiero è altrove, ci sono problemi da risolvere, borse da rincorrere, affari da concludere, stress da accumulare, a Natale altre spese da fronteggiare per i capricci di ognuno e quindi altri soldi da guadagnare… in questo tempo poi, molti sono alle prese con la crisi, indaffarati con i bilanci che non quadrano, con le chiacchiere che si rincorrono su come fronteggiare i poteri d’acquisto stando attenti a ripartire bene le entrate dei più deboli…è impressionante come tanti si ergono a salvatori rivoluzionari solo di se stessi senza nemmeno sapere cosa significa rivoluzionare la vita e il cammino dell’uomo….

Quel Bambino Gesù, crescendo, è diventato un sognatore straordinario, capellone e barba folta, vestito di una tunica elegante e con semplici sandali ai piedi, si mette in mente di cambiare il mondo e diventa un vero rivoluzionario.

Come sono diversi i modi di fare la rivoluzione per ottenere un mondo migliore oggi rispetto ai suoi tempi.

Oggi per ottenere i propri diritti ci si aggira incappucciati per le strade a distruggere, a spaventare i poveri malcapitati senza mai arrivare ai grandi palazzi del potere, Gesù invece è andato nelle case dei grandi del suo tempo a dire a loro a viso aperto la ipocrisia e la delinquenza della loro vita, mettendo in crisi la loro coscienza e obbligandoli a cambiare.

Oggi si vorrebbe tanto una giustizia e una equità per tutti, sono tante le idee che si rincorrono insieme a fiumi di parole, il tutto per vedere cosa devo ricevere ancora e di cosa mi posso ancora impossessare. Gesù invece crea nel cuore dell’uomo la consapevolezza di quello che dobbiamo dare per la giustizia; a Zaccheo chiede di restituire, al paralitico di ricominciare, alla povera vedova di continuare ad avere la profonda fede che nutre nel cuore, ai servi delle parabole di amministrare sempre con onestà e limpidezza perché la giustizia non la fanno i beni ma il bene che si ha nel cuore.

Oggi non hanno mai fine i convegni, le relazioni e i progetti sul rispetto e la dignità della donna, dei bambini, degli anziani, dei malati invocando leggi per tutelare tutti, magari legalizzando la svendita del proprio corpo, il poter uccidere la vita al suo nascere, il poter assicurare una piccola risorsa ad anziani e malati perché abbiano “qualcosa” pur essendo pezzi inutili della società. Gesù al contrario rispetta una peccatrice, la rialza di fronte a quei giusti che l’avevano portata a quella condizione e le ridona la dignità, permette a delle donne di seguirlo perché non sono oggetti ma creature con la meravigliosa capacità di dare la vita, ai malati di carpirgli il tempo per ascoltarli e guarirli anche a chi da anni porta il peso della malattia nel fisico e dell’essere additato come maledetto da Dio nel cuore, chiede ad ogni uomo di guardare non quello che deve essere secondo la legge ma quello che già è secondo Dio e i suoi progetti.

Oggi si parla di lotta alla fame nel mondo o di lotta ai problemi del terzo mondo e viviamo questo impegno, impietositi talvolta dalle immagini mostratici dai mezzi di comunicazione, con una particolare dedizione al consumismo, al superfluo, all’apparenza, alla moda del momento, Gesù invece ha moltiplicato i pani per tutti, non volendo rimandare nessuno a casa senza cibo, ha dato se stesso come cibo per avere la certezza di poterci saziare sempre, ha detto che chi mangerà di Lui sarà sazio in eterno…e perché questo cibo non mancasse mai a nessuno ha offerto se stesso, la sua carne, il suo sangue…

Vogliamo tutti un mondo migliore, più giusto, più equo, come si suol dire in questi giorni, ma i mezzi che intendiamo usare: rivoluzioni armate, sanguinose guerre, lotte fratricide, persecuzioni di popoli e stragi con annessi sfruttamento, oppressione e miserie varie, non danno speranza di questa miglioria, la storia dell’umanità ne è testimone e maestra.

L’unico mezzo più attendibile, che oggi può rendere migliore questo mondo è la rivoluzione iniziata da Gesù che ci dice di guardare dentro di noi prima che fuori, per capire come la giustizia nasce dal bene che ognuno ha nel cuore, come la dignità e il rispetto nascono dal bene che riusciamo a vedere nel cuore dell’altro, come la vittoria dei problemi di questo e di ogni mondo si realizza nella unione e nella condivisione del bene del nostro cuore con il bene del cuore di ogni nostro fratello.

Tanti cari auguri fratelli miei, spero che in questi giorni possiate fermarvi di fronte a questo Bambino che giace nella grotta e cominciare a vivere la più profonda, bella e ardita rivoluzione della vostra vita.

Auguri infiniti.

don silvio