Motore di ricerca

I mercanti e il Tempio

Natale 2011

Perpetua


Ricordate, cari lettori, la cacciata dei mercanti dal tempio? Ce ne parlano tre Vangeli su quattro, ma più estesamente, con una ricchezza di particolari da testimone oculare, il Vangelo di Giovanni in 2,13-17, a conclusione del cui brano gli altri due Vangeli di Matteo e Marco riportano una battuta diversa di Gesù - «Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri» - su commercianti e finanzieri (e non ci si riferisce certo alle Fiamme Gialle), eredi di quei cambiavalute, che sembrerebbe giustificare la pessima opinione che di queste categorie si conserva ancora oggi:






13 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: "Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato". 17I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.






Questo è forse l’unico episodio evangelico in cui Gesù sembra perdere la Sua divina, o per dirla con i Greci, olimpica calma, per abbandonarsi ad una umanissima sfuriata, tanto da costringere l’Evangelista quasi a giustificarlo con la citazione profetica dello zelo per la casa del Padre che Lo divorava, prendendosela tra l'altro, a prima vista (ma in realtà ponendo l'accento sulla responsabilità personale di ciascuno), con le persone sbagliate, dato che tra la merce venduta erano presenti animali necessari per i sacrifici nelle cerimonie del tempo e quindi autorizzata dai sommi sacerdoti.



Questo è anche il primo riferimento religioso a cui ho pensato sentendo di certi mercati e mercatoni domenicali, in cui si sentono “voci riecheggianti di mercato”, come vengono definite da una nostra donna poetante (pare che “poetessa” abbia una sfumatura negativa) oscurare la voce del sacerdote che pronuncia la formula della consacrazione e offendere così la celebrazione della Messa domenicale (ah, beata poesia che divinamente tutto trasforma in bellezza!), nonché di centri commerciali aperti la domenica che rasentano quasi il sacrilego, violando il comandamento della santificazione della festa e dell’obbligo del riposo settimanale, per il cui rispetto si è mossa con materna premura dal suo trono paradisiaco la Madonna apparendo proprio in questo paese fin dal 1576 ed essendo qui venerata con il titolo di Regina dei Miracoli.



Perciò si abbia il coraggio di smentire anche ciò che sono i pareri di Perpetua per loro natura, consigli di buon senso destinati a non essere seguiti e di contribuire alla salute morale delle comunità: si ponga fine a questo scempio e si tolgano i mercanti dal tempio, ovvero i mercati dalla domenica, giorno dedicato a Dio, al riposo e ai fratelli.




Perpetua