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La santa preparazione del Natale, ovvero come ogni casa diventa una Betlemme

Natale 2012

Il presepe nelle case


La festa dell'Immacolata ci apre la porta a mistero del Natale e ci fa spalancare il cuore al Bimbo che si fa presente in mezzo a noi.
Già nelle case iniziano a brillare le luci, si riprendono i cari oggetti natalizi e con la cura e la premura di mani delicate e amorevoli ci si appresta a rendere bello e radioso ogni angolo delle nostre case.
Vecchi alberi rifioriscono, e rinverdiscono, da scatole mai vecchie, perché gli oggetti natalizi non invecchiano, ma vivono con noi. Da queste scatole escono fuori, come un canto, come una delicata poesia, gli addobbi e i ninnoli familiari.
Però che bello poter condividere le delicate bellezze del Natale. Anche la polvere, che copre ogni cosa, lascia intatti e intonsi gli oggetti natalizi. In essi non si deposita la polvere perchè il Natale non invecchia mai e così quei cari oggetti son preservati dall'offesa del tempo.
Sembra strano, ma ogni anno è sempre la stessa storia. Si ritrovano oggettini che sono dichiarati rovinati e, quindi, da buttare, ma ogni volta accade la medesima cosa: nessuno si decide a buttarli, nessuno ha questo "coraggio", nessuno vuole buttarli perchè, buttando qualcosa, ci sembra di buttar via il Natale, o un segno di un Natale passato, il ricordo di qualche bel Natale che in ogni memoria si annida.
E’ sempre così, ogni anno la stessa storia, lo stesso ritornello, si ripete il copione e la poesia continua ancora una volta ad essere scritta dalle nostre mani. E’ così che il Natale si realizza, facendo di ognuno di noi uno scrittore di poesia. Già, partecipare del Natale equivale ad entrare nel mondo poetico e fantastico che solo gli amanti del bambino possono capire. Ed allora tutti insieme con gioia, commossi, ma dignitosamente composti, allestiamo
questa grande opera d'arte che è il Natale nelle nostre case.
Fra i miei oggetti c'è un vecchio presepe, piccolo piccolo, è impossibile metterlo in mostra in quanto si perde in mezzo alle gigantografie natalizie. Eppure, quel vecchio presepino, che mi porto appresso da decenni, ha una sua storia, quasi una sua vita personale. è un presepino da esule, è il presepino che mi porto appresso dal tempo della maggior età. Ormai è più che maggiorenne, è grande! Che bel ricordo mi dà, nei momenti lontani era il segno di casa, guardandolo vedevo quel pezzetto di casa sul quale veniva poggiato e, sebbene la casa fosse lontana, guardando il presepino mi sembrava di essere in casa, o almeno di vederne un pezzetto. Certi oggetti li chiamiamo "soprammobile", ma solo perchè siamo pigri e non abbiamo l'audacia di dare il vero nome agli oggetti. La vena romantica e poetica di questi giorni ci fa rivalutare cosette che per mesi giacciono dimenticate, ma non lo sono mai. Si potrebbe passare una vita a descrivere quando, dove, come e perchè si è acquistato un oggetto e talvolta (e può capitare!) non lo si butta anche se è rotto o soltanto malconcio.
Si può buttare il Natale? O definirlo malconcio? Mai, non succederà mai! Come potremmo vivere senza la bellezza pura e innocente del bimbo adagiato sulla paglia?
Dinnanzi a questo spettacolo anche i cuori più induriti si commuovono e si addolciscono.
A volte ripenso ad un bellissimo Natale di tanti anni fa. Ci ripenso e ci ripenso e mai finisco di amare questo ricordo. Che bella novella ho vissuto, bella, dolce e delicata. Sempre con gli stessi ingredienti: il Natale, il presepe, il bimbo deposto nella culla, l'accensione dell'albero e lo “scartocciamento” dei regali. Mi torna nella memoria il candore di un bimbo che riempiva un salone delle carte da regalo, creando una bella confusione nella quale si naufragava dolcemente. Dolcissimo e bellissimo Natale che torni ogni anno e ci fai rincretinire di commozione dinnanzi al pupetto dorato nella mangiatoia. Brillano le luci, le carte da regalo, gli abiti, ma sopratutto brillano gli occhi dei tanti che nel Santo Bimbo vedono il ritorno ad una primordiale innocenza che il male ci ha tolto. Forse è questo il senso del tornare bambini: sapersi commuovere ogni anno ed in ogni momento nella meravigliosa storia del Natale. Ecco perchè oggi è giorno di grande festa. Oggi ognuno illumina se stesso e la sua abitazione con i segni lucenti e splendenti del bimbo che sta per tornare. Con lui torneranno anche i tanti assenti. Già, perchè il Bimbo porta con sè questa meravigliosa opportunità. Ecco quindi ritornare il Natale della speranza, della gioia che non sminuisce, della bellezza che non sfiorisce mai. Allora tutti agli addobbi, tutti a scovare dalle soffitte e dai ripostigli le belle coreografie natalizie, non temiamo se qualche oggetto è sciupato dal tempo o se è “acciaccato”; oggetti sciupati, acciaccati, anche rovinati, ognuno
di essi ha bell'e pronto il suo posticino, perchè ognuno di essi ci ricorda qualcosa, ci riporta qualcuno. Accendiamo tutte le luci e mettiamo la legna nel camino, che nessun viandante si perda e nessuno patisca il freddo. Il buon Bimbo ci doni la luce e il calore necessari per farlo tornare su questa terra. Ci stiamo dando da fare affinchè ogni camera, ogni angolo, tutta la casa sia pronta ad accoglierlo. Dopo tanto lavoro e tanti preparativi ognuno di noi può orgogliosamente dire: oggi casa mia è diventata Betlemme. Che nella Betlemme di ognuno splenda sempre la luce del Cristo e che il fuoco riscaldi sempre coloro che ci sono vicini. Splenda la luce su ognuno e ci dia calore, la luminosa dolcezza del Natale porti nella nostra anima il calore immenso del Bimbo che viene, a Natale e per sempre.
Buon Natale
Cristoforo il Minimo