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Voglia di rinascere

Pasqua 2013

Papa Francesco


Le emozioni più si raccontano e più crescono e riempiono il cuore della persona; a me sembra sia capitato proprio questo con la elezione di Papa Francesco.
Dopo la rinuncia di Papa Benedetto, che abbiamo salutato con una presenza massiccia in piazza san Pietro per la sua ultima udienza, abbiamo incominciato a pregare lo Spirito perché illuminasse la mente ed il cuore dei cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa.
Non sono mancate in Roma le iniziative di preghiera proposte soprattutto dai gruppi giovanili, conclusesi, su invito dei cardinali, il 6 marzo alle ore 17 con il Rosario, i vespri e l’adorazione eucaristica in San Pietro. Con grande sorpresa, ho visto che tante persone erano presenti, nonostante una forte pioggia, per partecipare alla preghiera con i cardinali. Ho provato dentro di me un forte sentimento di ammirazione, soprattutto verso quei cardinali che, pure in età avanzata, erano in ginocchio con la corona nelle mani.
Ho pensato al valore e alla forza che ha la preghiera del rosario nella storia personale di tante persone, nella storia della Chiesa e del mondo; l’adorazione in silenzio all’eucarestia manifesta che la fede si fortifica nella speranza che il Signore non abbandona mai la sua famiglia. Credo che la preghiera si è fatta forza per tutti perché consapevoli di quanto i cardinali dovevano vivere nel nome del Signore.
Mercoledì 13 marzo, fin dalle prime ore del pomeriggio, sono arrivata per mettermi in fila per il controllo ed entrare nella basilica di san Pietro e rimanere in adorazione di Gesù sacramentato per chiedere luce, forza e speranza per il nuovo Papa. Uscendo da San Pietro era impressionante vedere come tante persone fossero già presenti nonostante la pioggia, il vento ed il freddo.
Un gruppo di giovani, dal momento dell’inizio del conclave, era in adorazione continua in una sala vicina alla sala stampa del vaticano, mentre altri, in piazza, stavano pregando attorno alla croce della giornata mondiale della gioventù. Mi hanno raccontato le sorelle presenti, che la fumata nera delle 11,30, e poi quella delle 17.30, sono state accolte da tutti i presenti con grande delusione, ma poi si è fatta più forte la speranza che alle 19 ci sarebbe stata l’attesa fumata bianca con l’annuncio del nuovo Papa. Gli occhi di tutti erano fissi a quel piccolo camino sovrastato per un lungo tempo da un gabbiano. Mi ha fatto sorridere vedere un gruppo di turisti che cercavano di capire da che parte dovevano fissare lo sguardo per non perdere un momento così importante nella storia, e mentre li osservavo, concludevo: in un tempo di grande tecnologia tutto il mondo è concentrato a non perdere di vista un piccolo, vecchio e scolorito camino sul tetto della stupenda ed unica cappella Sistina…eh, sì, anche questo fa parte del conclave. Il gabbiano continuava imperterrito ed indifferente sopra il camino, mentre tutti speravamo che l’improvviso calore e fumo lo obbligassero ad andarsene. Gli orologi, i cellulari, le macchine fotografiche, utilizzati per condividere con qualcuno i momenti di attesa, erano continuamente al centro dell’interesse delle persone. La piazza continuava ad accogliere i tanti Romani che non volevano perdersi un momento così importante e significativo per la città di Roma …gli spazi diminuivano e tutti volevano essere tra i primi a scoprire...il fumo bianco! Alcuni cantavano, altri, avvolti nella propria bandiera, pregavano il rosario, altri informavano parenti ed amici non presenti in piazza con una telecronaca dei fatti che si vivevano. Insomma il tempo era occupato con pronostici, probabilità, sogni e speranze.. Fino alle 19.06, quando il gabbiano, lasciando il tetto del camino, ci ha detto che qualcosa stava succedendo…fumata bianca!! Gioia, urla, canti e preghiere!!! Ma chi sarà??? Non c’erano risposte e l’attesa si è fatta preghiera, gioia e speranza per il nuovo Papa. Finalmente la tenda incomincia a muoversi e… ecco che il cardinale Tauran annuncia, in latino, per cui incomprensibile per quasi tutti: “Habemus Papam!” La gioia non era più contenibile!! Il nome di battesimo non ha dato nessun indizio per riconoscere il nuovo Papa e il cognome ha creato confusione.. italiano??? Non era possibile! Pontefice Massimo della Chiesa e si chiamerà Francesco! Il mio cuore non si controllava più; alcuni giorni prima avevo espresso il desiderio che il futuro Papa si chiamasse Francesco! Alla mente è stato facile trovare le motivazioni di questa scelta del nome del cardinale Jorge Mario, cosa che abbiamo poi potuto ascoltare dallo stesso Papa Francesco ai giornalisti.
La sua presenza nel balcone delle benedizioni che sovrasta la lapide con San Pietro che riceve le chiavi da Gesù, ha riempito la grande piazza di emozione. Il suo sguardo fisso verso il basso e le sue prime parole ci hanno fatto capire quali erano i pensieri ed i desideri che il Papa Francesco aveva nel cuore: “Buonasera! Sapete che il compito del conclave era di dare un vescovo a Roma, ecco i miei fratelli cardinali l’hanno preso dall’altro mondo” Bellissima questa delicatezza di Papa Francesco che risponde ad un bisogno della città di Roma e ricorda il compito alla chiesa di Roma di essere madre nella carità! Il silenzio e la meraviglia hanno fatto sì che anche la pioggia smettesse per un po’! Lo sguardo del Papa, sicuramente stupefatto ed incredulo, si è fermato quando, inchinando la testa, ha invitato tutti a pregare per lui. Un silenzio pieno della presenza di Dio riempiva il cielo e le persone che hanno sfidato una giornata di pioggia, vento e freddo per aspettare la notizia. Papa Francesco ha invitato tutti a pregare il Padre Nostro!“Ci vediamo domani, anzi domani andrò a pregare al Madonna ed allora buon riposo per oggi. Grazie!”
Papa Francesco coglie il bisogno del cuore umano e con il vangelo alla mano fa scoprire le risposte che sono nascoste nell’intimo della persona. “Dio non si stanca mai di perdonarci, ma siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono!” Parole che ha fatto risuonare nel suo primo Angelus, perché Papa Francesco conosce il cuore umano da sempre, lui che ha voluto mantenere il motto del suo servizio da vescovo: “guardandolo con misericordia e scegliendolo”, in riferimento all’incontro di Gesù con Matteo.
Papa Francesco nella sua proposta di vita è semplice ed è essenziale; ci ha aperto un cammino per vivere con gioia l’essere figli amati da Dio in Cristo Gesù. Sento che la sua preoccupazione principale è che ogni persona possa accogliere e vivere dentro di sè il cuore di Dio.
Carissimi ..mi sono accorta che ho scritto tanto, però le emozioni crescono ed aiutano a riprendere il cammino perché tutti abbiamo voglia di rinascere!
Buona Pasqua nell’incontro con la Misericordia del Padre, Dio della speranza!
Suor Bruna Pierobon