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A Natale ... la gioia per sempre!

Natale 2013

E’ bello vivere il tempo del Natale ed assaporare la gioia vera della presenza di Dio in mezzo a noi. Un modo unico ed eccezionale quello utilizzato da Dio per entrare nella storia dell’umanità e diventare visibile a tutti, anche se con alcuni aspetti profondamente inquietanti.
Nasce nella povertà, in una grotta o una stalla dove probabilmente si appoggiavano persone di passaggio, la sua nascita è annunciata dagli angeli a dei poveri pastori ignoranti che nulla contavano nella società di quel tempo, i soli che vanno a vedere e ad adorare il Bambino, gli astri danno il meglio di loro stessi per illuminare quella santa notte e a comprendere la portata di quei bagliori ci sono gli animali del creato che si lasciano portare in dono umilmente a Colui che è il Creatore.
Il Vangelo ci dice che i pastori tornarono glorificando Dio per quanto avevano visto e contemplato, probabilmente per raccontare ad altri la bella avventura di quella notte.
Oggi abbiamo un modo diverso di rivivere questi eventi e abbiamo cercato di semplificare le cose perché non siano troppe impegnative, pertanto abbiamo sostituito la luce degli astri, che non sappiamo più contemplare, con le lucine colorate facili da acquistare e più visibili dal giardino o dal balcone di casa nostra, magari suscitando un po’ di invidia e di sana competitività con i nostri vicini di casa, abbiamo pensato che è bello fare dei doni a noi stessi, ai nostri cari, e magari, se siamo un po’ sensibili, anche ai più poveri preparando pacchi con cibi, vestiario perché a Natale per tutti sia festa. Per quanto riguarda gli animali preferiamo guardarli nel presepe tra le statuine colorate, la nostra frenetica vita, aggravata dalle ansie economiche del momento, non ci permette di prenderci cura di ulteriori creature nelle nostre case e per i bambini amanti di queste creaturine si può risolvere tutto con un bel peluche da poter lavare in lavatrice.
Siamo organizzati, ben equipaggiati per tante, troppe esteriorità e per tante sciatte tradizioni che non ci permettono di capire il vero senso del Natale che è l’incontro di Dio con gli uomini e degli uomini tra di loro in armonia con tutto il creato.
La verità è che il Natale non sortisce in noi la stessa gioia che ha recato al cuore dei pastori, è un giorno che talvolta non lascia seguito nella nostra vita.
Ci è capitato qualche tempo fa di andare a visitare in una stazione ferroviaria delle persone che vivono per strada per offrire loro qualcosa di caldo in una gelida serata autunnale, una delle persone che abbiamo avvicinato dormiva tra i cartoni, avvolto nella coperta, vicino ad un suo compagno, quando lo abbiamo chiamato dicendogli che eravamo amici desiderosi di aiutarlo, lui ha aperto gli occhi, ha sollevato un po’ la testa e con tristezza ha ripetuto a più riprese: “Io non ho amici… io non ho amici… io non ho amici…”. Abbiamo pensato a quale sofferenza quel fratello si portasse nell’anima e abbiamo sperato di poterlo ritrovare magari con una fiducia più grande nel cuore. Tutto questo in una cittadina dove tutto è pronto per il Natale, luminarie, vetrine, regali, cenoni, SS. Messe a non finire, confessioni e magari anche pranzo di carità alla mensa. Tante, troppe cose, nessuna della quali è la risposta al grido di quel fratello, nessuno che gli dica: “Non è vero che non hai amici, ci sono qua io che voglio farmi carico della tua vita e di tutta la sofferenza del tuo cuore perché è nato un Dio in mezzo a noi che si è fatto carico del nostro dolore e della nostra sofferenza facendosi nostro amico e fratello”.
A volte siamo noi i primi a dichiarare che il Natale è una bella favola riempiendoci la bocca delle grandi cose che facciamo senza mai viverle. Quante volte parliamo delle belle omelie, delle catechesi a non finire, delle conferenze, dei tanti libri che si scrivono su Dio e su ciò che lo riguarda, sui soldi che diamo, sui vestiti che regaliamo ma quante poche volte possiamo raccontare l’amore per gli altri, il volerci dare per servire gli altri magari considerandoli più importanti di noi stessi, il voler farci carico a tempo pieno dei vicini e dei lontani perché come figli di Dio non possiamo fare a meno di amare a cuore aperto tutti.
Forse tutti i timori che diciamo di avere di fronte alla crisi economica e ai problemi che essa genera nella nostra vita, nasconde una paura ben più grande che è quella di ritrovarci non solo senza beni materiali, sui quali tanto confidiamo, ma soprattutto senza nessuno che ci ami veramente perché non abbiamo mai amato nessuno veramente.
Tanti auguri fratelli, che questo Natale sia meno di rappresentanza e più ricco di amore magari con qualche soldo in meno e qualche cuore in più libero dalla solitudine, avvolto dal calore e dalla gioia di una amicizia vera che, nel nome di Gesù, durerà per sempre.
Don Silvio