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La tenerezza di Dio per un Natale vero

Natale 2013

La tenerezza è il cuore, l’essenza dell’umanità ed è la via privilegiata verso la Pace. Sono passati alcuni anni, e quindi non ricordo le parole esatte, ma così disse anni fa un missionario in visita a Pescara. Raccontò per ore la sua esperienza in Africa, in quelli che definì i sotterranei della Storia, inducendo chi ascoltava a profonde riflessioni. Ma le parole sulla tenerezza furono il punto centrale, quelle con cui più scaldò la platea. Siamo abituati al mito dell’apparenza, della forza, della violenza. Ma la tenerezza è ancora capace di aprire e scardinare ogni cosa, rivelandosi la più grande delle forze per chi non si accontenta di fermarsi alla superficiale apparenza di debolezza. E’ il cuore stesso del Natale, Dio l’Onnipotente che si fa uomo, che si incarna nella tenerezza e nella dolcezza di un bambino. Un bambino che ha diviso la Storia in due e alla cui culla approdano i re e i pastori, i primi e gli ultimi, i ricchi e i poveri, egualmente inginocchiati di fronte a lui. Nel primo Libro dei Re si racconta dell’apparizione di Dio al profeta Elìa. “Un vento forte e impetuoso squarciava i monti e spezzava le rocce davanti all'Eterno, ma l'Eterno non era nel vento. Dopo il vento un terremoto, ma l'Eterno non era nel terremoto. Dopo il terremoto un fuoco, ma l'Eterno non era nel fuoco.” Alla fine Elìa sentì “una voce, come un dolce sussurro” e incontrò Dio. Un dolce sussurro, ma che nella vita della Chiesa è stato più impetuoso del vento, è stato l’arrivo di Papa Francesco. Un Papa che in pochi mesi ha conquistato i cuori e le menti e che ha saputo donare calore e amore a tantissimi. Sin dalla prima sera, quando salutò la folla accorsa in piazza San Pietro con un semplicissimo “buonasera”, si è saputo imporre. I gesti e gli atti di questi mesi hanno lasciato il segno, scrivendo la storia di un Papa che sta dimostrando grandissima sensibilità umana, vicinanza ad ogni sofferente e il cui intervento è stato decisivo per fermare i Potenti pronti a scatenare una guerra l’un contro l’altro armato. E lo ha fatto con una sola arma, la forza che appare debole ma invece sconfigge ogni altro: una grande immensa tenerezza. Una tenerezza che non è fine a se stessa o un romanticismo da romanzo d’appendice, ma che scava nella profondità del cuore e scuote l’animo. La tenerezza come espressione del più nobile e vero amore cristiano. Come scrive Papa Francesco nella “Lumen Fidei” un amore che “unifica tutti gli elementi della nostra persona e diventa una luce nuova verso una vita grande e piena”. La luce nuova che videro i Magi e che svegliò i pastori, la luce nuova che indica la vita grande e piena che deve tracciare il cammino del cristiano. E’ di nuovo Natale, il giorno in cui non ricordiamo un evento lontano nella Storia ma in cui il Creatore si fa creatura, il giorno in cui la tenerezza di Dio scende sull’Uomo e sul suo cammino. Giunge a noi la Buona Novella che conforta i cuori, che consola gli afflitti e solleva chi è caduto, che dona dolcezza, tenerezza, la forza dell'Amore che s'incarna e trasforma il mondo. Non il ripetersi di una tradizionalità e di una ritualità dovuta solo al succedersi degli anni sul calendario, ma incendiata dalla tenerezza del Bambino nella culla che com-muove.
Alessio