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Un sabato pieno di Amore

Pasqua 2014

abbraccio
Ogni sabato sera usciamo, non come accade spesso per andare a ballare e divertirsi, ma con il desiderio di toccare le piaghe nascoste di un’umanità fatta di fratelli feriti; Gesù ha vissuto gli incontri più belli per strada e noi siamo convinti che gli incontri più belli con Dio avvengono sulla strada, o in luoghi come un ponte, un magazzino, un casolare abbandonato o una stazione ferroviaria, con gente semplice, povera, affamata d’amore. Quando incroci i loro sguardi, capisci che vorrebbero gridare al mondo la loro disperazione, fatta tante volte di solitudine, incomprensioni e soprattutto mancanza di affetti e di amore.
Basta una stretta di mano per ricevere da loro un meraviglioso sorriso, e un po’ di tempo per dar loro la possibilità di scaricare il peso della vita che non condividono con nessuno.
Ci sono persone che vivono da barboni ma senza esserlo, persone che provengono da famiglie disgregate, disoccupati che hanno perso il lavoro, persone con problemi legati alle dipendenze, e poi tanti tanti immigrati.
Tutti costoro sono esseri umani, creature di Dio sporcate forse col fango del peccato e del male,ma che come tutti noi hanno bisogno di essere lavate da una logica di Amore che può venire solo da Gesù.
Esseri umani che non ha un luogo dove andare, per cambiarsi e lavarsi, per mangiare o per dormire. Tante, troppe storie di persone precipitate nella miseria e nella totale mancanza di dignità.
Perciò il sabato sera per noi è andare in giro ad incontrare Gesù, incontrando questi nostri fratelli e amici bisognosi di tutto e soprattutto di calore umano. Li ascoltiamo, parliamo con loro, diamo qualche conforto e soprattutto riceviamo da loro la consapevolezza che non può essere l’egoismo a dominare i nostri cuori.
Al termine del giro del sabato sera, stanchi e assonnati, ritorniamo a casa certi di aver celebrato una delle liturgie più belle della nostra vita cristiana: quella della carità senza pregiudizi e senza preconcetti. Gesù si fa dono a noi nell’Eucaristia dell’altare, tra i cartoni dove dormono i fratelli africani, nelle coperte maleodoranti dei dormienti della biglietteria, in tanti volti e tanti cuori e noi, che non vogliamo rimanere spettatori di questo amore, lo celebriamo per averne sempre il cuore pieno.

Sabina e "quelli del sabato sera"