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È arrivato, nonostante tutto

Natale 2014

Sacra Famiglia


Anche quest'anno, grazie al Cielo, Gesù è arrivato. Fra mille difficoltà, ma è arrivato ancora una volta. E dove, nel nostro cuore o nella mangiatoia dei nostri presepi? Speriamo innanzitutto sia nato nel cuore di ognuno di noi, fatto bello per l'occasione dopo l'attesa gioiosa dell'Avvento. Di questo prezioso incontro personale ciascuno serba dentro di sè l'incanto e la meraviglia e ne darà testimonianza come può e sa fare. È dell'arrivo nella mangiatoia, invece, che vorrei parlare, visto che ogni anno questo viaggio sembra più complicato. Perché noi, quelli che Lui ha chiamato "amici", facciamo di tutto, e ogni anno di più, per renderGli difficile la venuta. Pensateci. Nella maggior parte del mondo occidentale, ormai non ci si può augurare più "buon Natale", ma solo "buone feste" o addirittura "bianco inverno" (questa è l'ultima trovata londinese..), escludendo ogni collegamento della festività con la nascita del Bambino di Betlemme. Il presepe, il simbolo cristiano per eccellenza, che vanta una tradizione secolare ed ha rappresentato da sempre il soggetto preferito di artisti, poeti e scrittori di ogni epoca, anche non credenti, inizia ad essere bandito perfino dalle nostre scuole, in nome di un frainteso multiculturalismo che odora più di ipocrisia che non di reale rispetto per l'altro. Perché di ipocrisia si tratta, se è vero come è vero che quest'anno la cattedrale di San Giuseppe ad Abu Dhabi (una delle 31 chiese degli Emirati Arabi Uniti, dove l'Islam è religione di Stato) ha esposto all'entrata, all'interno dello spazio pubblico, un bellissimo presepe senza che nessuno si sia sentito offeso, mentre in Francia (stato laico con popolazione al 63 per cento cattolica) sia stato addirittura proibito di esporre pubblicamente il presepe.

Ma poi, diciamoci la verità: quanti di noi, cattolici "indifferenti", abbiamo puntato il dito contro il preside bergamasco che ha proibito il presepe a scuola e poi nelle nostre case non abbiamo trovato il posto o il tempo per prepararne uno? Un po' come la storia del crocifisso di qualche anno fa: tutti a difenderlo nelle scuole e pochissimi a tenerlo a casa.

Dà un po' da riflettere il fatto che questo crollo della fortuna del presepe si ponga in parallelo con la crisi della famiglia tradizionale a cui stiamo assistendo negli ultimi anni. Sarà che ormai anche in Italia prendono forma nuovi nuclei familiari: monoparentali, omoparentali, famiglie allargate, arcipelaghi familiari, etc, e studi e studiosi pubblicano cascate di articoli, saggi e ricerche che raccontano di nuovi modelli possibili. E la Sacra Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, che ha da sempre rappresentato un modello, anzi IL modello per le nostre famiglie, sembra stia passando di moda o addirittura possa imbarazzare qualcuno.

Eppure quella famiglia assomiglia alle nostre più di quanto pensiamo. Una famiglia santa, certo, ma non senza problemi reali. Ricordate? Prima quel fraintendimento tra Maria e Giuseppe, quando Maria concepì per opera dello Spirito Santo, che stava per far "saltare" il matrimonio. Poi la fuga in Egitto come profughi, più o meno allo stesso modo degli attuali rifugiati provenienti da paesi in guerra e l'angosciante smarrimento di Gesù per tre giorni quando aveva solo dodici anni. E la crescente ostilità delle autorità ebraiche dev'essere stato un dolore enorme sia per Maria, rimasta nel frattempo vedova, che per Gesù. Per non parlare infine del triste momento con cui Maria ha visto suo figlio morire sulla croce. Una famiglia tribolata, come ce ne sono tante, come ce ne sono sempre state e ce ne saranno, ma che ha saputo sopportare tutte le prove grazie all'amore vicendevole e alla fede in Dio. Benedetto XVI, nel suo messaggio urbi et orbi in occasione del Natale 2009 scriveva: "dovunque c’è un “noi” che accoglie l’amore di Dio, là risplende la luce di Cristo, anche nelle situazioni più difficili". Ed è proprio per venire incontro a questo "noi" in difficoltà che il Papa ha indetto un Sinodo straordinario per la famiglia, che si è concluso da poco, ed un altro, generale, che si terrà l'anno prossimo. Tante le riflessioni, tante le voci, tante le richieste di aiuto, tante le polemiche. Ma tutto è grazia e sappiamo che Dio scrive dritto sulle righe storte. E allora attendiamo fiduciosi le indicazioni che verranno fuori dal Sinodo del prossimo anno, ma intanto iniziamo a ritrovare il posto al presepe nelle nostre case, continuiamo a combattere perché non sparisca dalle scuole e lasciamoci travolgere dalla forza contagiosa dell'Amore che promana dalla Sacra Famiglia. Rispondiamo senza timore e con gioia all'invito del Papa emerito: "Andiamo fino a Betlemme, lì troveremo la nostra speranza."

Raffaella