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La misericordia nelle tre religioni monoteiste

Natale 2015

Abbraccio tra religioni

L’8 dicembre si è aperto il Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco, che durerà fino al 20 novembre 2016.
Nella Bolla di indizione Misericordiae Vultus il Pontefice scrive che: La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio. Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione.”
Alla luce di queste parole, il Giubileo appena iniziato può essere un’occasione speciale per approfondire il tema della misericordia in maniera “comparata”, anche per riscoprire i legami profondi fra le tre religioni monoteiste: Cristianesimo, Ebraismo, Islam.
L’etimologia della parola misericordia è prettamente latina, derivando dal verbo misereor, ho pietà e da cor/cordis, cuore.
Ma in greco, la lingua del Nuovo Testamento, misericordia si dice eleos, che richiama alla nostra mente l’invocazione a noi familiare Kyrie eleison, che è proprio un’invocazione alla misericordia di Dio.
Nel greco neo testamentario ricorre spesso anche il verbo splanchnizomai che deriva da splanchna, le viscere materne, luogo delle emozioni. Questo verbo è usato, ad esempio, per indicare la commozione che Gesù prova di fronte al pianto della vedova di Nain che sta conducendo al cimitero l’unico figlio morto.
Eleos ha il suo corrispettivo nel termine ebraico dell’Antico Testamento hesed, tradotto anche con il termine amore. E’ il vocabolo dell’alleanza tra Dio e il Suo popolo, che denota il Suo l’amore infinito e incrollabile nonostante l’infedeltà del popolo ebraico. E le pagine dell’Antico Testamento sono costellate di riferimenti alle opere compiute dal Signore per i suo popolo nei momenti critici della sua storia. Ma eleos traduce anche un altro termine ebraico, rahamim, che letteralmente significa viscere, plurale di rehem, seno materno. Nel linguaggio biblico si identificano l’amore e la compassione di Dio con l’amore di una madre per il suo bambino (Isaia 49,15).
La misericordia, in senso biblico, è l’essere stesso di Dio, “è ciò che c’è di più divino in Dio, ma è anche ciò che c’è di più compiuto nell’uomo”.
L’uomo, creato a immagine del Creatore, esercitando la misericordia verso il prossimo, abbattendo i muri dell’egoismo per incontrare l’altro, partecipa alla vita stessa di Dio.
Nell’Islam quasi tutte le sure del Corano si aprono con l’invocazione: “Nel nome di Dio clemente e misericordioso”, in arabo bismi Llah al rahman al rahim, i cui due aggettivi hanno la stessa radice del termine ebraico rehem sopra citato. Il Dio dei musulmani è prima di tutto un Dio misericordioso e la misericordia è uno degli attributi di Dio che la esercita nei confronti di tutte le Sue creature.
E’ evidente come il fondamentalismo, spesso purtroppo agli onori della cronaca in questi giorni, ignora o travisa il volto autentico di Dio come è espresso proprio nel Libro sacro.
L’Anno della Misericordia dovrebbe, quindi, favorire la riscoperta delle radici comuni nelle tre religioni monoteiste che credono tutte in un Dio che ama incondizionatamente gli uomini, capace di perdonarli e ricolmarli del suo abbraccio di tenerezza.
E questa riscoperta dà speranza per il dialogo autentico all’interno della grande famiglia umana a cui tutti apparteniamo, senza buonismi o visioni semplicistiche, ma nella consapevolezza che la fede in Dio non può mai dividere o creare conflitto.
Padre Claude Rault, Vescovo della Diocesi del Sahara in Algeria, nel suo libro “Il deserto è la mia cattedrale", ci ricorda, per viverlo quotidianamente sulla sua pelle, che: "Un dialogo interreligioso che trascuri il terreno umano, il tessuto di relazioni, si ripiega su se stesso, forse soddisfa l'anima ma rimane teorico e privo di influenza sulle vite dei credenti e delle società. Solo la passione condivisa per l'umanità è capace di creare ponti tra noi e di dare senso alle nostre differenze."
Lucia